GEDI, ricavi e utile in crescita con ITEDI nei nove mesi 2018

Fatturato a 469,7 milioni di euro (+10,4%) di cui le attività digitali rappresentano complessivamente l’11,3%. Diffusioni a +14,5%, adv a +9,2% con radio a +4,7%, internet a +17,8%, stampa a +10,6%. Previsioni di chiusura d’anno con risultato positivo

Si è riunito ieri a Milano, presieduto da Marco De Benedetti, il Consiglio di amministrazione di GEDI Gruppo Editoriale che ha approvato i risultati consolidati al 30 settembre 2018 presentati dall’Amministratore Delegato Laura Cioli.

I principali indicatori economici illustrati nella nota diffusa ieri forniscono anche la variazione rispetto ai primi nove mesi del 2017 a perimetro equivalente, senza l’integrazione in GEDI del Gruppo ITEDI, i cui conti sono inglobati dall’1 luglio 2017.

I ricavi consolidati, pari a 469,7 milioni di euro, hanno registrato una crescita del 10,4% sui primi nove mesi del 2017 (-5,9% a perimetro equivalente).

I ricavi derivanti dalle attività digitali rappresentano complessivamente l’11,3% del fatturato del Gruppo.

I ricavi diffusionali, pari a 215,5 milioni di euro, sono aumentati del 14,5% rispetto a quelli del corrispondente periodo dell’esercizio precedente e risultano in flessione dell’8,4% a pari perimetro, in un mercato che ha continuato a registrare una significativa riduzione delle diffusioni dei quotidiani.

I ricavi pubblicitari sono cresciuti del 9,2% rispetto ai primi nove mesi del 2017 e risultano in flessione del 2,5% a perimetro equivalente.

Con riferimento ai mezzi del Gruppo, la raccolta su radio è cresciuta del 4,7%, confermando l’evoluzione positiva già riscontrata nel precedente esercizio.

La raccolta su internet ha mostrato una crescita del 17,8% (+4,9% a perimetro equivalente, con un andamento leggermente migliore di quello del mercato).

Infine, la raccolta su stampa ha registrato un aumento del 10,6% (-6,7% a perimetro equivalente, con un andamento in linea con quello del settore).

Il margine operativo lordo consolidato è stato pari a 31,4 milioni di euro, importo sostanzialmente in linea con quello registrato nell’analogo periodo del 2017 (33,7 milioni di euro).

Il risultato operativo consolidato è stato pari a 17,3 milioni di euro, rispetto ai 22,3 milioni nei primi nove mesi del 2017.

Il risultato netto consolidato è ammontato a 7,8 milioni di euro, a fronte di una perdita di 143,9 milioni nei primi nove mesi del 2017 (-145,7 milioni di euro a perimetro equivalente).

L’indebitamento finanziario netto al 30 settembre 2018 ammonta a 124,7 milioni di euro rispetto ai 115,1 milioni di fine 2017.

L’andamento del terzo trimestre conferma le linee di tendenza riscontrate già nel corso del primo semestre.

I ricavi netti consolidati sono diminuiti del 6,4% rispetto a quelli dell’equivalente trimestre del 2017, con i ricavi diffusionali in flessione del 7,6% e la raccolta pubblicitaria in calo del 3,4%.

Il risultato operativo consolidato è pari a 4,7 milioni di euro a fronte dei 6,7 milioni del terzo trimestre del 2017; il risultato netto consolidato registra un utile di 3,5 milioni di euro a fronte di una perdita di 151,2 milioni nel corrispondente periodo dell’esercizio precedente, tenuto conto che l’onere fiscale di natura straordinaria era stato registrato interamente nel corso del terzo trimestre.

In merito alle prospettive dell’esercizio 2018, sulla base degli andamenti registrati nei primi nove mesi, non si intravedono significativi miglioramenti dei trend negativi che hanno interessato il settore della stampa quotidiana e periodica ormai da anni, mentre si consolida l’evoluzione positiva della radio e di internet.

In tale contesto il Gruppo continua a impegnarsi nel conseguimento di tutti i vantaggi derivanti dall’operazione di integrazione con ITEDI, nello sviluppo e nell’evoluzione sia dei propri prodotti editoriali che delle attività digitali e nella permanente implementazione di razionalizzazioni volte a preservare la redditività in un mercato strutturalmente difficile.

Si può pertanto ritenere che, in assenza di eventi allo stato imprevedibili, il Gruppo registrerà a fine anno un risultato positivo.

 

Banca Mediolanum ricorda il decennale di Lehman Brothers con Armando Testa

Il nuovo spot di Banca Mediolanum, firmato Armando Testa e da ieri on air, intende ricordare il decennale di Lehman Brothers. Per l’occasione Ennio Doris, Presidente e Massimo Doris, Amministratore Delegato ne sono i protagonisti.

Nella prima inquadratura si rivedono le immagini degli spot del 2008 in cui Ennio Doris dichiarò l’intervento di Banca Mediolanum a favore dei clienti a tutela e difesa dei loro risparmi nella vicenda Lehman Brothers. Al cambio di scena il protagonista è Massimo Doris, davanti alla fontana simbolo della sede di Banca Mediolanum esattamente come Ennio Doris nel 2008.

“Dieci anni fa mio padre annunciava che Mediolanum sarebbe stata concretamente vicina ai clienti nella crisi Lehman Brothers. Oggi continuiamo a esservi vicini. Per dare più soluzioni per i vostri risparmi, per gli investimenti, per scegliere il mutuo e per proteggere voi e la vostra famiglia. Dieci anni fa come oggi: consulenti da sempre”.

Il flight televisivo sarà in onda dal 22 ottobre all’11 novembre con oltre 5.200 spot nel formato da 30” pianificati sulle reti Rai, Mediaset, La7, Class CNBC, Paramount Channel, Sky e Cielo. È inoltre prevista la programmazione di Rtl Tv.

In affiancamento allo spot tv, dal 23 ottobre all’11 novembre sarà on air anche una campagna radiofonica che vedrà il coinvolgimento di emittenti nazionali con audience elevata e con un target profilato, quali Rtl 102.5, Radio 24, RDS, Radio 105, Virgin Radio, Radio Deejay e Radio Sportiva.

A completamento del media mix è stata pianificata la presenza di annunci pubblicitari su alcuni tra i principali quotidiani nazionali nel formato pagina intera su 13 differenti testate e su internet attraverso la pubblicazione di banner e annunci in posizioni dominanti sui principali portali di news e informazione e sui social media Facebook e YouTube.

Nel periodo di comunicazione è, infine, prevista una campagna di affissioni a supporto degli uffici dei consulenti finanziari presenti su tutto il territorio nazionale.

 

Gruppo Roncaglia ispira e si ispira con ‘La Giornata del Futuro’

Engage the future: affronta il futuro. Ispirandosi al suo stesso motto, lo scorso 19 ottobre il Gruppo Roncaglia ha organizzato a Roma il convegno ‘La Giornata del Futuro’.

Al centro, quattro temi caldi: il futuro dell’informazione, dell’intelligenza artificiale, della città e della relazione uomo-macchina.

A illustrarli sono intervenuti altrettanti autorevoli speaker, ossia rispettivamente Daniele Chieffi, responsabile della comunicazione digitale e della Content Factory di Agi; Enrica Filippi, ingegnere, R&D Director, machine learning; Carlo Ratti, architetto e ingegnere, direttore Mit Senseable City Lab e Ian Pearson, matematico e futuro.

“Il Gruppo Roncaglia nasce 40 anni fa come agenzia di pubblicità, ed è ancora oggi una realtà indipendente e al 100% italiana”, spiega Paolo Roncaglia, presidente del Gruppo Roncaglia.

“In questi anni ci siamo confrontati con le più grandi multinazionali ed è stata la nostra distintività a permetterci di rimanere competitivi e crescere: la nostra cifra caratteristica è quella di riuscire a tenere insieme creatività e innovazione. Quest’ultima, in particolare, è diventata sempre più una necessità finendo per fare parte del dna della nostra struttura”. Da qui, dunque, l’idea del Gruppo di farsi promotore di una giornata di incontri per dare un volto ai cambiamenti e alle sfide che ci attendono.

“Nessuno può prevedere il futuro. Però si può decidere di abbracciare l’innovazione, anziché ignorarla, e provare per quanto possibile a indirizzarla”, continua Roncaglia.

Dunque, cosa ci attende da qui ai prossimi anni? Lo scenario delineato è fatto di luci e ombre, possibilità e rischi. “Dal periodo della sperimentazione, stiamo entrando nell’epoca della implementazione”, spiega Filippi.

 

Ian Pearson; Paolo Roncaglia (Presidente Gruppo); Luca De Biase; Enrica Filippi; Daniele Chieffi; Carlo Ratti; Giulia Roncaglia (Direttore Generale Gruppo); Camilla Roncaglia (Direttore Marketing Gruppo)

 

Contrariamente a quanto si possa pensare, le macchie non prenderanno però il posto di lavoro degli uomini ma, anzi, ne valorizzeranno i mestieri.

“Si passerà dal concetto di distruptive technology a quello di stimulative technology”, aggiunge il futurologo Pearson, immaginando un ambiente sociale dove robot e umani lavorano in team.

“La scelta sarà tra avere meno dipendenti o dei dipendenti migliori: l’intelligenza artificiale può essere una straordinaria risorsa al servizio dei lavoratori”. Quanto all’informazione, sarà sempre più “visuale, mobile, personalizzata e data driven”, come dichiara Chieffi.

Quello che si profila davanti a noi sarebbe dunque un orizzonte di nuove possibilità a patto però che non ci si sottragga al cambiamento.

A oggi infatti l’innovazione coinvolgerebbe solo America e Cina: “l’Europa sembra scomparsa dal mappamondo”, avvisa Filippi, “bisogna cavalcare l’onda, senza subirla, tanto più che le barriere economiche all’ingresso sono bassissime: le strutture di storage e computing sono gratuite e open source, ed è solo una questione di competenza”.

Da qui l’importanza di nuovi investimenti ma anche di programmi di formazione ad hoc, per formare i data analist del futuro ma anche le coscienze dei singoli cittadini.

La natura visuale e virale della comunicazione espone infatti al rischio che la realtà percepita si imponga, perfino quando è errata, su quella fattuale. In altre parole, il tema delle fake news sarà sempre più attuale.

 

Caffitaly torna in tv con PicNic e con Luca Argentero (non) testimonial

Il brand comunica il suo ruolo di torrefattore e specialista del caffè con il nuovo spot diretto da Luca Lucini

Da ieri è on air la nuova campagna dedicata al caffè e alla tecnologia del sistema Caffitaly, brand che torna in tv rilanciando il suo ruolo di specialista della più amata tradizione italiana: il caffè. E questa volta, lo fa evidenziando ogni momento del percorso che porta al consumatore finale, dalla torrefazione al sistema macchina-capsula.

“Caffitaly è una realtà italiana che è stata in grado di affermarsi, in pochi anni, come quarto sistema di macchine per caffè in capsule sul mercato italiano ma in pochi ci riconoscevano come vero e proprio torrefattore. Il nostro obiettivo è stato quello di farci conoscere dal grande pubblico anche da questo punto di vista – afferma Emanuele Catino, Direttore Marketing Caffitaly -. I nostri mastri torrefattori, infatti, seguono ogni passaggio della produzione del nostro caffè, dalla selezione dei chicchi alla tostatura e alla macinatura: un valore inestimabile, da comunicare per chi mette al centro la qualità e l’eccellenza”.

Ed è così che l’attore Luca Argentero torna nei panni di (non) testimonial nello scenario della torrefazione Caffitaly. E, anche questa volta, lo fa scomparendo dopo pochi secondi, lasciando il posto al vero protagonista: il caffè.

“Abbiamo voluto valorizzare al massimo l’essenza di Caffitaly, riassunta nel claim ‘Conta solo il caffè’ – sostiene Niccolò Brioschi, partner e direttore creativo di PicNic -. E lo abbiamo fatto con un’idea ‘molto PicNic’, che sfrutta tutta l’ironia e la bravura di Luca per comunicare al meglio questo messaggio. Purtroppo, anche questa volta abbiamo dovuto farlo sparire”.

La campagna sarà on air su tutte le principali reti televisive, con tagli da 30”, 15”, 10” e 7”. Hanno lavorato al progetto il direttore creativo Niccolò Brioschi, il copywriter Paolo Barni e l’art director Alice Tari Re. L’account è Simona Apollonio. La regia è di Luca Lucini, la casa di produzione è BigMama, edit e post produzione di Videozone.

 

Vodafone lancia Giga Network 4.5G e punta su M&C Saatchi per ho

Da domenica sarà on air la campagna firmata da Team Red con la partecipazione di Linus. Andrea Rossini, direttore Business Unit Consumer ufficializza l’agenzia creativa di viale Montenero come partner del brand low cost

Vodafone lancia la nuova generazione di rete che apre la strada allo sviluppo del 5G e supererà la soglia di 1 Gigabit al secondo.

Giga Network 4.5 partirà domenica prossima in tutta Italia ed integrerà le soluzioni digitali più innovative con applicazioni avanzate di analisi di Big Data, Intelligenza Artificiale e algoritmi intelligenti per ottimizzare e adattare performance, velocità e coperture.

Vodafone, che si è recentemente aggiudicata blocchi di frequenze in tutte le bande disponibili nell’ambito dell’asta 5G indetta dal Mise, è capofila della sperimentazione 5G a Milano e area metropolitana, con l’obiettivo di coprire l’80% della popolazione entro dicembre 2018 per trasformarla nella capitale europea del 5G.

Da novembre prenderà il via a Milano e a Roma la rete 4.5 a oltre 1 Gigabit al secondo, mentre continua a crescere il 4.5 a 1 Gigabit al secondo disponibile oggi in 17 città, con l’obiettivo di arrivare a 23 città entro l’anno.

A supporto del lancio dal 21 ottobre sarà on air la nuova campagna dedicata al Giga Network 4.5G sulle principali emittenti televisive e radiofoniche, su stampa, nazionale, in affissione e sui social network.

Il claim della campagna è ‘Benvenuti nella nuova rete’ e fa leva sull’idea creativa ‘non capita, ma se capita…’ riferita alle tecnologie avanzate della Vodafone Giga Network 4.5G che garantiscono presentazioni performanti della rete in qualsiasi circostanza, anche la più ‘extra-ordinaria’.

“Un investimento importante con un media mix a 360° che in prima battuta avrà l’obiettivo di presentare la nuova generazione di rete, anticipando l’arrivo della rete di quinta generazione – spiega Andrea Rossini, Direttore Business Unit Consumer di Vodafone Italia -. Con questa campagna, caratterizzata dalla partecipazione straordinaria di Linus, vogliamo illustrare all’utenza Vodafone tutta la potenzialità della nuova rete”.

Firmata da Team Red e pianificata da Wavemaker (casa di produzione Akita Film con la regia di Augusto De Fraga), la nuova comunicazione, caratterizzata da lunghi formati (60″, 45″ e 30″), racconta come i clienti Vodafone, grazie alla Giga Network 4.5G, potranno ampliare le potenzialità delle loro esperienze trasformandole da ‘ordinarie in straordinarie’. Con Giga Network 4.5G arriva anche Unlimited Red+, la prima offerta consumer Fully Unlimited dell’operatore, che offre minuti, messaggi e Giga illimitati. Il tutto a 39,99 euro al mese.

Sul brand low cost ho, lanciato a fine giugno da Vodafone (vedi notizia), Andrea Rossini commenta: “Il marchio è andato oltre le nostre aspettative. Stiamo puntando su affissioni e sul digitale. La campagna firmata da M&C Saatchi ha dato ottimi risultati”.

L’agenzia guidata da Carlo Noseda, Vincenzo Gasbarro, Luca Scotto di Carlo, Silvio Meazza e Jonathan Grundy si è imposta nella gara avviata dal brand lo scorso anno.

 

Amaro Montenegro lancia lo #humanspirit con Armando Testa

Partita ieri la campagna di comunicazione che punta sui valori autentici del brand e sul suo ‘Sapore vero’

È partita ieri alle ore 20.00 la nuova campagna #humanspirit di Amaro Montenegro, ideata da Armando Testa e prodotta da Filmmaster Productions, che esalta i valori di amicizia e autenticità nell’epoca dell’intelligenza artificiale.

In un mondo in continua evoluzione, dove la tecnologia affianca l’esperienza della quotidianità e cambia gli stili di vita, Amaro Montenegro vive e abbraccia l’innovazione, pur rimanendo ambasciatore di quei valori da sempre riassunti nel celebre claim ‘Sapore vero’.

Protagonista del nuovo spot tv di Amaro Montenegro è un gruppo di amici, che nelle scene iniziali vengono mostrati alle prese con le performance insuperabili di robot dotati dei migliori programmi per affrontare qualunque sfida, da una partita a scacchi a una gara di corsa.

Ma se i robot possono contare su sofisticati programmi informatici, lo spot con ironia sottolinea quanto oggi ci siano programmi che rimangono del tutto umani, come i ‘programmi per la serata’.

Ed è così che i cinque amici si ritrovano all’interno di un locale per un momento di condivisione autentica, in cui gustare Amaro Montenegro, liscio e, per la prima volta sullo schermo, mixato in un cocktail. Come colonna sonora dello spot è stata scelta ‘Human’ di Rag’n’Bone Man, primo successo discografico del cantautore britannico.

Con oltre 630 milioni di download su YouTube, il brano è un inno all’inimitabile capacità dell’uomo di vivere e provare emozioni. Viviamo immersi nella tecnologia, ma riconosciamo il valore delle cose che si gustano solo con il cuore.

Questo è lo #humanspirit di Amaro Montenegro.

“La campagna #humanspirit è un’evoluzione naturale nella comunicazione di Amaro Montenegro, che oggi, pur accogliendo positivamente la tecnologia, continua a mettere al primo posto l’essere umano, le relazioni autentiche, l’amicizia – afferma Marco Ferrari, Ceo di Gruppo Montenegro -. Prosegue così il percorso di rinnovamento della marca, che si accompagna alle performance di vendita positive degli ultimi anni e ad una progressiva espansione nel mondo della mixology”.

La campagna sarà on air sulle principali emittenti televisive con spot 45” e proseguirà fino a Natale con anche l’utilizzo dei formati 30” e 15”.

Il planning, curato da Wavemaker, sarà caratterizzato da una massiccia presenza nei programmi più qualitativi del palinsesto tv del periodo. A rafforzare l’alta visibilità della campagna, un importante presidio digital dei network più affini al target giovane, con formati display e video altamente impattanti e coinvolgenti.

 

Blogmeter lancia la nuova Suite e punta su pmi e mercati esteri per crescere

Blogmeter ha presentato ieri a Milano la nuova Blogmeter Suite, piattaforma integrata che punta a rivoluzionare le tecnologie di social media intelligence.

L’obiettivo è quello di proporre ai clienti uno strumento semplice e flessibile da utilizzare anche senza disporre di una preparazione specifica.

Prima di Blogmeter Suite, infatti, ogni singolo Tool doveva essere acquistato singolarmente da fornitori diversi ed inoltre questi strumenti non erano in grado di comunicare tra loro.

“Questa evoluzione ci consente di offrire agli utilizzatori un approccio nuovo ed integrato, – ha spiegato Andrea Pirone, responsabile New Business, Alliance e Marketing di Blogmeter – dal modulo Social Analytics che analizza le performance delle pagine social delle aziende e ne identifica i contenuti più efficaci, al Social Influencer per l’analisi delle performance degli Influencer e per la ricerca della ‘voce’ più adatta per un brand, sino al Social Listening che misura e analizza le discussioni in rete su brand, prodotti, persone, argomenti”.

Tutti strumenti che oggi possono dialogare tra loro in tempo reale. Inoltre Blogmeter ha introdotto la reportistica in power point (PPT) e le newsletter, ambedue automatiche, con l’obiettivo di ridurre il tempo dedicato alla creazione dei report.

Per rispondere alle rinnovate esigenze del mercato, Blogmeter ha rafforzato il proprio team attraverso l’inserimento di nuove figure professionali, che andranno a potenziare i servizi offerti dalla nuova Suite.

Oggi il team del gruppo italiano è composto da figure professionali all’avanguardia: Data Scientist, specialisti di Linguistica Computazionale, esperti di User Interface, figure che lavorano per applicare sempre meglio l’intelligenza artificiale all’analisi dei Big Data. All’interno della società è già operativo il dipartimento di Data Science, di rente constituzione.

Un team che ha l’obiettivo di esplorare i dati attraverso modelli statistici e tecniche di Machine Learning, per scovare informazioni più rappresentative e significative, in aggiunta a quelle che difficilmente potrebbero essere individuate attraverso una analisi puramente qualitativa.

Tra le novità di prodotto alle quali Blogmeter sta lavorando spiccano lo sviluppo di un servizio di alerting intelligente che segnala ai clienti quando un fenomeno sta iniziando a diventare rilevante e un’analisi automatica del sentiment sempre più precisa e puntuale per analizzare opinioni, atteggiamenti ed emozioni relative a brand e prodotti. Inoltre è già disponibile per i clienti la nuova Influencer Similarity, nuova funzione che sfrutta un algoritmo proprietario per indicare quali influencer siano più simili ai profili cercati alla luce di dati sociodemografici, contenuti condivisi e argomenti trattati.

“Una delle sfide che ci impegnerà nel 2019 – ha dichiarato Andrea Pirone – sarà la possibilità di prevedere nuovi comportamenti sulla base di quelli precedenti, come ad esempio comprendere rapidamente a che livello di engagement può arrivare un post appena pubblicato. In agenda ci sono anche altri temi di frontiera, come lo studio automatizzato delle Social Personas e la funzionalità di analisi automatica delle tematiche più calde, realizzata grazie a un algoritmo che aggrega tra loro i vari concetti più vicini (topic clustering). Cavalcando il mondo dei social sin dagli albori, noi di Blogmeter abbiamo ben chiaro in testa che la continua innovazione di strumenti, prodotti e soluzioni è l’unica condizione da offrire al mercato”.

A margine della presentazione Angelo Palumbo, neo direttore generale dell’azienda leader nella social media intelligence ha tratteggiato i contorni delle prossime sfide che attendono Blogmeter.

“Insieme ad Andrea, anche lui entrato nei mesi scorsi, siamo impegegnati nel processo di trasformazione dell’azienda da imprenditoriale a manageriale – ha detto -. Abbiamo un piano industriale di carattere triennale che ci vedrà impegnati su più fronti e che prevede una crescita in termini di fatturato, che puntiamo a raddoppiare entro il 2021, e dell’EBITDA”.
E ha precisato: “Ad oggi per il 50% i nostri clienti sono intermediari, come agenzie e centri media, e per l’altra metà grandi aziende. L’obiettivo – e in questa direzione sta andando l’evoluzione della nostra offerta, con un’offerta più scalabile – è quello di ‘aggredire’ il mercato delle piccole e medie imprese, oltre che consolidare quello delle big. Entro la fine del 2019 vogliamo spingere l’acceleratore sull’internazionalizzazione, andando ad offrire i nostri servizi anche fuori dai nostri confini. Un altro ambito su cui andremo lavorare, infine è quello della formazione e della certificazione sulla conoscenza della Suite”.

 

ERG celebra 80 anni e colora di ‘green’ il Palazzo Ducale di Genova

Per l’importante anniversario, il Gruppo ha predisposto un piano di comunicazione straordinario avviato lo scorso marzo con il restyling del marchio e il lancio del nuovo payoff Evolving Energies. Dopo la campagna ad hoc realizzata il 2 giugno, i festeggiamenti culmineranno nel week end del 20 e 21 ottobre con una mostra multimediale che ripercorre la storia dell’Italia e dell’azienda

Il Gruppo ERG celebra nel 2018 i propri 80 anni con un piano di comunicazione denso di attività, caratterizzato dal restyling del marchio (vedi notizia), dal lancio di una campagna di comunicazione dedicata, dalla realizzazione di un libro sulla storia del Gruppo e di un importante evento aperto al pubblico che coinvolgerà la città di Genova nel week end del 20 e 21 ottobre.

“Ripercorrendo brevemente le tappe, a marzo, in occasione dell’evento di presentazione del nuovo piano di business di ERG tenutosi a Milano, è stato lanciato il nuovo marchio accompagnato dal payoff Evolving Energies – racconta Davide Campailla, Head of Corporate Image & Brand Management del Gruppo ERG -. A questa iniziativa, che ha visto il restyling simultaneo di tutte le sedi e properties del Gruppo, ha fatto seguito una campagna di comunicazione ad hoc lanciata il 2 giugno, data in cui ricorre l’anniversario del Gruppo. Il media planning e il media buying sono stati realizzati direttamente da ERG senza intermediazione di centri media. La campagna ha interessato tutte le maggiori testate giornalistiche finanziarie e generaliste online e offline. Inoltre, sempre in occasione del 2 giugno, il grattacielo World Trade Center, sede genovese di ERG, è stato interamente vestito di luce con i nuovi colori societari. È in fase di pubblicazione un libro che ripercorre gli 80 anni di ERG e dell’Italia e verrà realizzato a Genova, nel weekend del 20-21 ottobre, un evento che ospiterà, tra le altre cose, una mostra multimediale di cui il libro costituirà il catalogo”.

Per l’occasione Palazzo Ducale e la centrale Piazza de Ferrari si vestiranno di ‘green’.

“Si è scelto di connotare l’evento con contenuti di edutainment, piuttosto che puntare su semplici effetti speciali – continua Campailla -. Il linguaggio adottato è infatti molto particolare e volutamente distintivo. I visitatori potranno effettuare un viaggio nel tempo all’interno di una mostra multimediale che ripercorre la storia dell’Italia e di ERG. Nel dettaglio, il percorso si svilupperà attraverso una timeline che conduce dal 1938 al 2018, immagini e contributi multimediali vestiranno le pareti laterali di un percorso immersivo che racconterà la storia di ERG e in parallelo dell’Italia. Una mostra in cui la luce costituirà il linguaggio principale, il percorso infatti si svilupperà al buio e la luce evidenzierà i contenuti storici facendoli rivivere agli occhi del visitatore”.

Il secondo viaggio che il visitatore potrà effettuare nel corso dell’evento ERG è un viaggio nello spazio. Nello spazio ‘The Power of Change’, grazie alla tecnologia VR360, i visitatori potranno scoprire virtualmente gli asset eolici, idroelettrici e fotovoltaici del Gruppo scoprendo, grazie alle riprese effettuate con i droni, le meraviglie della Cascata delle Marmore e le suggestive campagne di Puglia e Sicilia dove sono localizzati alcuni degli impianti idroelettrici, eolici e fotovoltaici del Gruppo.

Sempre all’interno di Palazzo Ducale sarà, infine, presente uno spazio denominato ERG for Young, i cui contenuti saranno realizzati anche con il contributo del Festival della Scienza e vedranno il coinvolgimento dei visitatori più giovani in una serie di laboratori educativi.

“La manifestazione – conclude Campailla – sarà preceduta da un evento inaugurale a cui parteciperanno i dipendenti del gruppo delle varie sedi italiane ed estere, istituzioni e stampa, che culminerà con uno spettacolo al Carlo Felice che, per l’occasione, sarà collegato al Palazzo Ducale da uno scenografico green carpet”.

 

Ogilvy Italia, da metà novembre Roberta La Selva è il nuovo Ceo

 

A partire dal 15 novembre Roberta La Selva sarà Ceo di Ogilvy Italia. Guerino Delfino, attuale Ceo di Ogilvy in Italia, resterà in Ogilvy con il ruolo di Chairman dell’agenzia. Continuerà quindi a offrire la sua visione strategica al management dell’agenzia e ai clienti. A questo si aggiunge il nuovo incarico a livello EMEA in Ogilvy Consulting: la practice globale specializzata nella Digital Transformation. Delfino commenta: “Sono felice che arrivi una figura executive come Roberta che, con la sua esperienza professionale, risulta essere la persona adatta a prendere in mano la gestione quotidiana dell’agenzia. Roberta ha avuto modo di lavorare nell’advertising, nel digital e nel

content. In più, so che apprezza e condivide i valori che rendono la nostra agenzia un posto speciale. Sono sicuro che siano ottimi presupposti per guidare Ogilvy Italia verso nuove sfide”. La Selva, che è attualmente Managing Director di Vice Italia e in precedenza ha avuto ruoli importanti in Conde Nast e JWT, aggiunge: “Ho sempre avuto grande rispetto per il brand Ogilvy, e sono particolarmente entusiasta all’idea di unirmi a questa agenzia in questa fase strategica di cambiamento che Ogilvy definisce come Next Chapter”. Paul O’Donnell, Chief Executive a livello EMEA, commenta: “Sono incoraggiato da questo nuovo ingresso tra i nostri manager di Milano. Guerino ha fatto un lavoro importantissimo in questi 17 anni in Ogilvy, costruendo un notevole team di persone: precursore di un’agenzia più agile e digitale, in grado di offrire una significativa esperienza nell’advertising. Quel tipo di agenzia che ci piacerebbe avere in ogni altro mercato in cui operiamo. Sono davvero lieto che Guerino continui a influenzare lo sviluppo di Ogilvy in Italia e che ci aiuti a sviluppare il suo approccio innovativo e imprenditoriale in tutta la regione EMEA.

Inoltre, credo che in Roberta La Selva abbiamo trovato un nuovo leader dinamico, che potrà spingerci ancora più lontano permettendoci di continuare a fare grandi cose in Italia.”

Wpp: Christopher Jones nuovo Chief Creative Officer del Team Red

Wpp, in accordo con Vodafone, ha creato un nuovo team trasversale per rispondere sempre più efficacemente alle sfide di una azienda leader nelle telecomunicazioni e nell’innovazione tecnologica. Il nuovo Team Red Wpp, guidato da Silvia Scherini, avrà Christopher Jones come Chief Creative Officer.

Jones, 34 anni, origini neozelandesi, un percorso di carriera vissuto in agenzie globali come Publicis, Saatchi&Saatchi, Leo Burnett e Grey, coordinerà il team creativo permettendo di gestire il sempre più complesso e multimediale storytelling di Vodafone.

Nel corso della sua carriera, Jones si è occupato della comunicazione di grandi brand come Deutsche Telekom / T-Mobile, lavorando al cambio del suo posizionamento internazionale, P&G Global e Samsung. Nel 2016 Christopher Jones ha lavorato a innovazioni che gli sono valse Leoni d’ori, d’argenti e di bronzi a Cannes, così come premi a Eurobest, LIA, ADCE, ADCI, Epica e ad altri concorsi internazionali internazionali. Negli ultimi anni è stato Chief Creative Officer di Grey Milano. Christopher oggi raccoglie ancora una volta una nuova sfida internazionale.

Silvia Scherini, Team Leader di Team Red Wpp, ha la responsabilità di selezionare e dirigere i professionisti appartenenti alle varie società operative del gruppo Wpp che meglio possono rispondere alle esigenze di Vodafone Italia, mentre Jones assumerà il coordinamento dei professionisti creativi del gruppo, una squadra dove già lavorano Alessia Felicetti (Client Leader), Anna Viganò e Mattia Orso Mangano, rispettivamente Digital Media Strategy Leader e Brand Strategy Leader.

Team Red Wpp, attingendo alle risorse del gruppo Wpp, garantisce a Vodafone talenti con competenze diverse e complementari, che vanno dal social al media planning, dall’advertising al branded content, in una logica di attività ‘data driven’.

Regione Lombardia riapre la gara per la comunicazione e gli eventi

Dopo aver assegnato il media a Wavemaker e revocato poche settimane fa i bandi, Regione Lombardia, attraverso Arca, riapre la gara per l’affidamento del servizio di comunicazione ed organizzazione eventi, attraverso un’unica procedura divisa in 4 lotti da 25,250 milioni di euro (iva esclusa) per 36 mesi.

Il primo lotto del valore a base d’asta, iva esclusa, di 7,25 milioni, comprende il servizio di ideazione, progettazione, organizzazione e realizzazione di eventi istituzionali, eventi interni, eventi internazionali e congressi.

Il secondo lotto riguarda il servizio di ideazione, progettazione, organizzazione e realizzazione di eventi aperti al pubblico per un valore di 9,25 milioni di euro).

Il terzo lotto, da 6,25 milioni di euro, è relativo al servizio di ideazione, progettazione, organizzazione e realizzazione di campagne pubblicitarie e materiali promozionali istituzionali.

Infine il quarto lotto si riferisce al servizio di ideazione, progettazione e realizzazione di iniziative e prodotti ad alto contenuto e valore digitale per 2,5 milioni di euro.

Il termine per inviare le domande di partecipazione è il 19 novembre alle ore 14.

Per maggiori informazioni è possibile consultare questo link.

 

Femminile Presente – Diversity, il nuovo motore delle aziende

a cura di Francesca Fradelloni, Winning Women Institute

Si definisce ‘gender fluid’, ed è il banchiere del Credit Suisse. Pippa Bunce, meglio conosciuta come Philip Bunce, è una delle 100 donne più influenti nel mondo degli affari secondo la classifica stilata dal Financial Times. La lista da sempre premia coloro che lavorano per promuovere la diversità di genere. “Per questo abbiamo inserito Bunce”, avevano dichiarato dal giornale. La decisione è stata accolta positivamente anche dalla banca, che attraverso la sua portavoce ha fatto sapere che il Credit Suisse è orgoglioso di essere un datore di lavoro inclusivo, che celebra tutti gli aspetti della diversità. Diversity, nuova parola d’ordine del mercato. Quello che funziona, che cresce. Che fa numeri.

“L’impegno delle aziende sulla D&I impatta sulla consapevolezza del mercato finale e sul posizionamento del marchio nell’arena dei brand ‘impegnati’. Ne deriva una reputation migliore che genera la fiducia nel brand”. A dirlo è Francesca Vecchioni, fondatrice e presidente dell’Associazione Diversity che organizza a Milano il Diversity Brand Summit. Un’occasione di confronto tra aziende per scoprire il valore che genera l’inclusione dei brand sui mercati e nella società.

“L’impegno sulla D&I delle aziende viene percepito ed apprezzato da una larga parte del mercato, circa l’80%”, continua la giornalista. A confermarlo i risultati venuti fuori dal Diversity Brand Index ‘Ricaduta e impatto business delle politiche di D&I sul mercato italiano’, curato dal professore ordinario di Marketing della Università Bocconi, Sandro Castaldo.

“Un brand inclusivo incontra la sensibilità e le preferenze dei consumtori, registrando un impatto concreto nelle performance di business. È infatti dimostrato il forte link tra il Net Promoter Score e la crescita dei ricavi aziendali”, conclude Castaldo.

I dati sono veramente interessanti. Mettendo a confronto due aziende ipotetiche, simili tra loro, una che investe sulla D&I ed una percepita come non inclusiva, utilizzando dei parametri internazionali, il gap tra la crescita dei ricavi delle due aziende può arrivare fino ad un massimo del 16,7%, naturalmente a favore dell’azienda più inclusiva.

La diversity non è una questione meramente etica, ma di buon senso. Non è solo una questione di giustizia ed eguaglianza sociale, ma una questione di efficienza, di competitività.

La diversità di genere apporta una diversità di visioni che finora ha permesso alle realtà produttive che vi hanno investito, di reagire più agevolmente al contesto di crisi economica globale. È un dato di fatto. E lo si vede dalle scelta fatte in questa ultima porzione di decennio.

A dimostrarlo i nomi scelti negli asset che contano. Presidenti donna per le partecipate pubbliche: Emma Marcegaglia all’Eni, Catia Bastioli a Terna, Patrizia Grieco all’Enel, Luisa Todini alle Poste e Claudia Cattani presidente di Rete Ferroviaria Italiana, società del Gruppo Ferrovie dello Stato.

Inoltre: Ornella Barra, Co-Chief Operating Officer di Walgreens Boots Alliance, Inc.; Marina Berlusconi, presidente di Fininvest e Mondadori; Mimma Posca, ceo di Vranken Pommery Monopole Italia; Claudia Parzani, presidente di Allianz Italia; Silvia Candiani, ceo di Microsoft Italia; Sara Doris, presidente di Fondazione Mediolanum Onlus. Sono solo alcuni dei nomi che oggi hanno all’attivo una storia positiva. Si parla poi di Diva Moriani (vice presidente esecutivo di Intek Group SpA), Paola Corna Pellegrini (Ceo di Allianz Partners), Francesca Bellettini l’italiana che guida Yves Saint Laurent.

Melany Libraro, milanese, classe 1975, ha lavorato per grandi società come Vodafone, Cisco e Skype. In mezzo anche una pausa di nove mesi zaino in spalla per il Sud America. Ora, tornata casa, vive con la famiglia. È ceo di Schibsted Italy e guida Subito, InfoJobs e Pagomeno. “Al mio ultimo colloquio ho detto: mi impegnerò al massimo ma alle 19 voglio uscire e andare a giocare con mia figlia”, aveva dichiarato.

C’è Rossella Ferro, laureata alla Luiss, quarta generazione di una famiglia di mugnai. Nel 2011 ha rilevato il pastificio La Molisana dal concordato fallimentare. Ora è il quinto player in Italia. E la sua pasta “viaggia” in 80 Paesi del mondo.

E poi ci sono le ‘ragazze delle start up’: Paola Bonomo (nel 2017 ‘Business Angel’ dell’anno), Carlotta De Franceschi (presidente e co-fondatrice di Action Institute).

Le donne della finanza come Claudia Segre che dopo trent’anni ha lasciato la carriera manageriale trascorsa in varie banche (Intesa, Unicredit, Credem), dando vita alla Global Think Foundation. Perché per quanto riguarda risparmio e investimenti, l’Italia è in controtendenza e all’avanguardia.

Ai massimi vertici di istituzioni che si stanno facendo carico di preservare parte della ricchezza nazionale ci sono quattro donne. Sono loro che si occupano del totale del risparmio privato: 5.200 miliardi di euro. Un vero passo in avanti in un settore, quello di donne e affari, molto delicato. Soprattutto dopo gli scandali bancari recenti.

E sono: Anna Lusardi (direttrice del Comitato nazionale per l’educazione finanziaria); Giovanna Boggio Robutti (Direttore generale della Feduf, Fondazione espressione soprattutto dell’Abi); Giovanna Paladino, numero uno del Museo del Risparmio di Torino.

Non solo.

La più grande Borsa del mondo è guidata da una donna. Il New York Stock Exchange ha nominato pochi mesi fa la prima donna presidente. A Wall Street, la prima dopo 226 anni di storia.

Si chiama Stacey Cunningham ed è il 67mo presidente del Big Board prendendo il posto di Thomas Farley. Si tratta della seconda donna ad assumere il comando di un operatore di Borsa americano dopo l’insediamento, nel gennaio del 2017, di Adena Friedman come amministratrice delegata del listino Nasdaq.

Tutte donne a capo di aziende con storie di successo. Qualcosa vorrà pure dire.

Qualche passo avanti è stato fatto. Il bacino è più ampio che in passato. Ancora poco rappresentative, però, di una realtà che invece ha dimostrato di funzionare meglio. E con un punto debolissimo: il pay gap.

 

Il Pubblivoro: comunicare è naturale

Se si riesce ad associare il proprio brand alla natura si vince sempre, infatti la natura è la tradizione che conforta e ispira fiducia. Al contrario, la tecnologia è l’innovazione che alimenta la speranza e genera sempre un po’ di timore. Oggi analizziamo gli spot di tre aziende che promuovono i loro prodotti mettendo al centro la natura in modo creativo e differente.

Partiamo con Ricola che ci stupisce con un’ottima creatività. L’inizio è apparentemente ‘normale’, con protagonista uno scienziato che racconta il proprio lavoro con le piante. Dopo la presentazione del botanico ci si aspetterebbe un elenco delle caratteristiche benefiche delle piante, a sottolineare la bontà ma anche la naturalezza della caramella Ricola. Ma ecco che arriva il colpo di scena e parte lo spettacolo, la danza delle piante riprese in time lapse. Lo spettacolo finisce con l’applauso di rito, il logo e il nome del prodotto e rilancio sul sito. Ottima la scelta di lasciare non perfetta la voce del botanico (con probabile resa dopo le prime letture in studio di registrazione): rende tutto più vero e credibile.

 

 

Un concept completamente diverso per ‘True Spirit’ di Locman che utilizza il mare e la natura per raccontare un viaggio. Viaggio che ha due chiavi di lettura. La prima, più immediata, è didascalica e visiva. Il protagonista interpreta con le sue azioni il proprio rapporto con la natura rappresentando le parole della voce narrante. La seconda, meno immediata, che si svela allo spettatore solo nel finale con un claim particolarmente evocativo, è più valoriale. Il viaggio diventa così una ricerca interiore verso la comprensione della propria identità. Qui l’aggancio al prodotto è ardito ma potente. L’orologio da accessorio diventa espressione della propria identità e dei propri valori. True Spirit è un concetto forte, originale e molto vicino al modo di vedere il mondo da parte dei millennials. Se Locman vuole ampliare il proprio target verso i giovani senza abbandonare i più grandi questo è uno slogan azzeccato.

 

 

Ancora diverso il concept di Emmentaler Dop con ‘#liveoriginaler’; con grande sagacia riesce a raccontare la natura, sinonimo di tradizione, con la modernità del linguaggio social. Qui abbiamo la dimostrazione che se si osa non per osare e stupire a prescindere ma con un pensiero valido alle spalle il risultato è eccellente: il pensiero si trasforma in una comunicazione coerente e ben fatta. Velocità, cambi di ritmo, situazioni, neologismi e citazioni… Tutto è ben studiato, come sempre i particolari fanno la differenza e qui i dettagli sono pensati bene e rappresentati benissimo. È impossibile trovare qualcosa da cambiare, funziona tutto. Questo è un esempio di come la creatività possa trasformare una serie di messaggi articolati e complessi in una comunicazione efficace e semplice. Perché la semplicità è difficile da praticare, impossibile da definire ma perfettamente riconoscibile quando si vede. Viva la semplicità.

MailUp fotografa un anno di Email Marketing

In un unico report, l’analisi di 12,6 miliardi di email, tra DEM e newsletter suddivise per settore commerciale. Uno studio che restituisce andamenti e tendenze del pianeta Email Marketing

Prima o dopo, qualunque realtà aziendale deve farlo: guardare oltre la propria strategia e capire come si comporta il mercato al di fuori del seminato. Vale per ogni campo e attività, a maggior ragione per l’Email Marketing, dove tutto è perfettamente misurabile. Le domande più impellenti per un brand? Come vanno, a livello globale, le performance dell’Email Marketing? Quali trend emergono? Quali dettagli andrebbero corretti?

Per aiutare le aziende a darsi le risposte, MailUp crea ogni anno un report: l’Osservatorio Statistico, che – scaricabile gratuitamente – quest’anno ha analizzato un bacino di oltre 12,5 miliardi di email inviate da oltre 10.500 aziende. Vediamo una panoramica di cosa è emerso.

 

Tassi di apertura

Fanno registrare un incremento del 3,6%: un andamento positivo che testimonia come le relazioni tra mittente e destinatario si sono ulteriormente consolidate. Un buon tasso di apertura rivela infatti che le persone giudicano attendibili (quindi interessanti) le email inviategli dai brand. Quali sono i settori che brillano quanto ad aperture?

Newsletter B2C

  • Enti pubblici (55%)
  • Industria (67%)

DEM B2C

  • Associazioni/Organizzazioni politiche (43%)
  • Fiere ed eventi (47%)

 

Tasso di clic

Il CTR (o tasso di clic) si è assestato sulle percentuali dell’anno precedente, tra il 2% e il 3%. Cosa ci dice questo trend stabile? Che le aspettative generate in inbox dai brand non sono state mantenute e non hanno condotto all’azione (il clic). O, anche, che vi è una mancanza di coerenza tra quanto anticipato nell’oggetto e quanto mostrato poi nel messaggio. Vediamo i settori che brillano nei clic:

Newsletter B2C

  • Industria (11%)
  • Enti pubblici (7%)

DEM B2C

  • Ristorazione (18%)
  • Associazioni/Organizzazioni politiche (8%)

 

Il mondo e-commerce

L’Osservatorio Statistico ha inoltre messo a confronto i risultati delle piattaforme MailUp collegate a un e-commerce con quelli delle piattaforme non collegate a uno store.
I dati emersi sono sorprendenti: i primi fanno registrare +30% dei lettori, +67% dei clic, +22% della reattività (CTOR). Come spiegarlo? Connettori, API, batch FTP consentono di dare vita a un ecosistema digitale integrato in grado di convertire dati e informazioni sul destinatario in email personalizzate.

 

Kellogg’s Coco Pops va on air da novembre con il 30% di zuccheri in meno

Kellogg’s Coco Pops, uno dei brand di cereali per la prima colazione più popolare tra i bambini in Italia, lancia sul mercato una nuova ricetta con il 30% in meno di zuccheri.

La formula rinnovata, con più cacao premium rispetto alla ricetta precedente, punta a soddisfare il gusto dei più piccoli e allo stesso tempo cerca di rispondere all’esigenza, fortemente sentita dai genitori, di garantire un corretto apporto nutrizionale.

Il ‘rilancio’ di Kellogg’s Coco Pops è stato presentato ieri a Milano nel corso di una conferenza stampa che si è aperta con i dati di una ricerca commissionata dall’azienda a Doxa (realizzata su un campione di circa 800 mamme) focalizzata su quelle che sono le missioni impossibili di ogni giorno e su come si possa renderle ‘POPSibili’.

Dallo studio emergono numeri interessanti sulle abitudini di genitori e figli a partire dalla prima colazione, che rimane un momento imprescindibile di condivisione e coccole a cui 1 famiglia su 4 non rinuncia mai.

Dal punto di vista nutrizionale, 1/3 delle mamme vorrebbe dare energia ai propri figli attraverso una colazione nutriente, dove non possono mancare fibre, cereali, vitamine, latte e i suoi derivati.

Ed emerge chiaramente come le mamme italiane siano sempre più attente a cosa mettono in tavola per i propri figli: la stragrande maggioranza si preoccupa principalmente dell’apporto di zuccheri, e la quasi totalità del campione (90%) si dichiara intenzionato a dare ai propri figli prodotti con meno grassi e meno zuccheri.

Sembra quindi che quella colazione golosa ma nutriente, energetica ma con particolare attenzione a grassi e zuccheri rappresenti la sfida principale tra mamme e figli al mattino.

Una missione impossibile che è diventata possibile grazie Kellogg.

“Con Coco Pops abbiamo deciso di agire concretamente, riformulando uno dei prodotti più consumati dai bambini per migliorarne il profilo nutrizionale a partire dal contenuto di zuccheri, riducendolo del 30% rispetto alla media dei prodotti sul mercato, senza andare a intaccare il gusto”, ha commentato Donato Cangelli, Commercial Marketing director Kellogg Southern Europe, Cereal Category.

La nuova ricetta di Coco Pops verrà lanciata con una strategia di comunicazione a 360 gradi. È previsto un flight televisivo di sette settimane dall’1 novembre al 23 dicembre che avrà come protagonista la famosa mascotte Coco.

La creatività è curata a livello internazionale da Leo Burnett e adattata dall’agenzia Hogarth. Il centro media è Carat. Sono sviluppate a livello locale, invece, le campagna social e digital, le attività di influencer marketing e le media partnership, tutto sotto il cappello di #missionePOPSibile, ossia la possibilità di fare una colazione gustosa ma al tempo stesso nutriente, senza mai rinunciare al divertimento. Digital pr e campagna social sono gestite dall’agenzia Connexia.

“Queste attività, che partiranno già nei prossimi giorni, sono importanti per amplificare il messaggio della campagna tv e renderlo più rilevante sul territorio”, ha sottolineato il responsabile Marketing.

Pur non dando cifre, Cangelli ha sottolineato come l’investimento in comunicazione abbia avuto un incremento quest’anno, con la tv che continua ad avere un ruolo centrale. Per quanto riguarda le altre referenze, Kellogg è in comunicazione con Extra (previste attivazioni speciali su Sky), Special K (con la campagna #PoweringYou) e per tutto il mese di ottobre sarà on air, per la prima volta con investimenti importanti, con la nuova linea W.K Kellogg.