Panini affida a Emmei Adv la raccolta di Topolino e delle altre testate Disney

Panini ha affidato la raccolta pubblicitaria in esclusiva del settimanale Topolino e delle altre testate Disney a Emmei Adv, concessionaria pubblicitaria romana nata nel 2013 come dipartimento del service editoriale Emmei.

Al già folto portafoglio di testate per i target kids, pre-teens e teens di Emmei Adv (oltre 20, tra cui Cioè, Pop’s, Bomber, Miraculous e National Geographic Kids), dal primo ottobre scorso sono andati dunque ad aggiungersi, oltre appunto alla storica testata Topolino, anche gli albi a fumetti, Paperino, Zio Paperone, I classici Disney, I Grandi Classici Disney, Paperinik, Paper Fantasy, Topomistery, Big Disney, Topolino Junior e i magazine per bambini Art Attack, Frozen, Cars, Rapunzel, Disney Junior e Principesse Disney.

L’arrivo di questo importante gruppo di pubblicazioni ha fatto crescere in maniera significativa la potenzialità di comunicazione pubblicitaria di Emmei Adv: le circa 40 testate curate dalla concessionaria distribuiscono infatti in totale oltre un milione di copie al mese, a partire dalle circa 100 mila copie vendute a settimana da Topolino (tra edicola e abbonamenti).

“La nostra azienda collabora da molti anni con Emmei, sia per la realizzazione editoriale di riviste e magazine per i più giovani, sia per le esigenze della raccolta pubblicitaria – ha sottolineato Alex Bertani, direttore Mercato Italia della Panini, nonché direttore editoriale di Topolino -. Abbiamo avuto modo di apprezzare la professionalità di questa struttura e la capacità di raggiungere risultati. Confidiamo, dunque, che l’aver affidato alla concessionaria anche la raccolta di Topolino e delle altre testate Disney rappresenti un potenziale elemento di crescita in un mercato complesso e sempre più attento alla customizzazione delle inserzioni pubblicitarie”.

Marco Iafrate, responsabile di Emmei, aggiunge: “Abbiamo il piacere di poter lavorare con testate che rappresentano la storia e la leggenda dell’editoria italiana per giovani, giovanissimi e famiglie. Nel nostro catalogo, infatti, possiamo annoverare Cioè, testata storica dedicata alle teenager, nata nel lontano 1980 e sorprendentemente viva e attuale, a cui si è aggiunta un’autentica leggenda come il settimanale Topolino, che nella sua forma di libretto compirà ben 70 anni nell’aprile del 2019. Si tratta di una grande responsabilità, che stiamo affrontando con umiltà, entusiasmo e determinazione. Ringraziamo l’editore Panini per la ulteriore fiducia che ha voluto concedere al nostro gruppo di lavoro”.

 

IGPDecaux, Giovanni Uboldi nuovo Direttore Commerciale e Marketing

Da oggi subentra a Flavio Biondi che rimane membro del Cda e Vice Presidente della società

Da oggi Giovanni Uboldi è il nuovo Direttore Commerciale e Marketing di IGPDecaux. Uboldi subentra a Flavio Biondi dal 2010 alla guida della Direzione Commerciale e a cui nel 2017 era stata accorpata la funzione Marketing.

Biondi manterrà il suo legame con IGPDecaux come membro del Consiglio di amministrazione e verrà nominato Vice Presidente della società. Uboldi arriva in IGPDecaux dopo una lunga esperienza in Sky iniziata nel 2010, dove ha ricoperto come ultimo ruolo quello di Marketing Director di Sky Media, la concessionaria multipiattaforma di Sky Italia, dopo essere stato Pay-Per-View e Video On Demand Director.

Precedentemente, dal 2004 ha lavorato in Vodafone Italia, nelle aree Strategy, Business Planning e Marketing Consumer e, prima ancora, in Bain & Company e Deloitte Consulting come consulente strategico, focalizzandosi prevalentemente su progetti commerciali in ambito marketing, commerciale e media.

“Siamo molto felici di avere nel nostro team un professionista come Giovanni che porterà a IGPDecaux la sua esperienza in aziende leader nella comunicazione in un mercato, quello dell’out of home, che negli ultimi anni sta vivendo una forte evoluzione digitale. Vorrei altresì ringraziare a nome di tutta l’azienda Flavio Biondi per tutta la passione, dedizione ed esperienza che ha messo al servizio di IGPDecaux in questi anni. A entrambi i nostri migliori auguri”, ha dichiarato Fabrizio du Chène de Vère, Amministratore Delegato di IGPDecaux.

La società che ha registrato nel 2017 un fatturato di 130,3 milioni di euro è presente in 147 città italiane con 88.193 facce pubblicitarie, 13.713 mezzi di trasporto, 954 poster, 72 grandi formati luminosi, 10.916 impianti di arredo urbano, 5 aeroporti (Bergamo, Genova, Milano Linate e Malpensa, Torino) e 5 metropolitane (Brescia, Milano, Napoli, Roma, Torino).

 

QMI Stardust verso la chiusura d’anno a +20%. Trionfa l’operazione Titanic

Intervista a Giovanni Cova, presidente di QMI Stardust, che racconta i progetti realizzati nei primi nove mesi dell’anno e anticipa le prossime novità

Per tre giorni, dall’8 al 10 ottobre, il colosso ventennale Titanic è tornato in sala con un’operazione condotta da QMI Stardust. Risultato: un incasso di circa 250.000 euro complessivi. Siete soddisfatti?

La nostra attività è legare le aziende con il mondo dell’intrattenimento per lanciare film e contenuti. Eventi come questo di Titanic sono una specie di ‘palestra’ per lanciare attività particolari e poi capire come replicarle con i nostri clienti.

L’esperimento con Titanic è andato al di là di ogni aspettativa sotto tutti i punti di vista. Intanto abbiamo fatto una campagna digital su Stardust.it, la nostra piattaforma nativa digitale dedicata all’entertainment, che ha performato in maniera eccezionale con numeri incredibili generati dai video condivisi sui social media.

Dal lato delle pr e digital pr, sia le community sia i media tradizionali hanno risposto in maniera incredibile. Inoltre, sul lato cinema oltre 200 sale hanno aderito, con un ottimo risultato di box office. Certamente abbiamo azzeccato il titolo, c’era la voglia da parte del pubblico di celebrare questa pellicola.

 

Pensate di riproporre qualcosa di simile prossimamente?

In passato abbiamo riportato al cinema Suspiria e C’era una volta in America e continueremo a lanciare iniziative di questo tipo. Anche perché per noi è importante sostenere la community Stardust e questi appuntamenti sono l’occasione per dimostrarne la forza. Recentemente abbiamo presentato Halloween – La notte delle streghe, in occasione dei 40 anni.

 

 

Quali sono le attività che state preparando per gli ultimi mesi dell’anno?

Siamo stati ingaggiati da molti distributori e seguiremo una decina di lanci nei prossimi mesi. Dal 31 ottobre al 4 novembre saremo impegnati con Lucca Comics & Games, di cui gestiamo le sponsorizzazioni e i contenuti per l’area cinema e tv. Siamo molto contenti di avere tutti i distributori di film e gli operatori ott.

Inoltre avremo TIM come come main sponsor per la prima volta, che farà diverse attività e realizzerà un’app disponibile per tutto il pubblico di Lucca per vivere al meglio l’evento.

Tra le attività appena concluse, invece, siamo particolarmente soddisfatti per l’operazione realizzata con McDonald’s a marzo e replicata a settembre con il coinvolgimento della nostra community Stardust con grande successo.

 

Come chiuderete il 2018?

Per ora l’anno sta andando molto bene e siamo in crescita del 20% sul 2017, valore che dovrebbe confermarsi da qui a fine anno.

 

Riccardo Rachello, un banner e quella notte che gli ha cambiato la vita

Con questa seconda puntata della nostra mini inchiesta dedicata ai talenti italiani all’estero ci ‘spostiamo’ in Olanda per raccogliere la storia dell’art director di Wieden+Kennedy Amsterdam, che vive nei Paesi Bassi da quasi otto anni

Da quanto tempo lavora in Olanda? Come ci è arrivato?

Lavoro e vivo in Olanda da ormai quasi otto anni. Appartamenti ne ho cambiati una decina, agenzie nessuna. Era metà l’aprile del 2011 e io vivevo a Milano. Nonostante avessi già qualche anno di esperienza come designer e developer freelance, avevo cominciato da poco la mia vita d’agenzia, al fianco di un caro amico e mentore, Tommaso Mezzavilla. Venendo dal design, ero alieno al mondo della pubblicità. Una sera, mentre cerco di capirne di più, capito sul sito di W+K. Ricordo che a fondo pagina lampeggiava un banner che diceva ‘Kennedys – Apply Now’. Clicco. Probabilmente l’unico banner con cui abbia mai interagito. Scopro che ‘The Kennedys’ è un acceleratore per giovani creativi promosso da W+K Amsterdam, una sorta di scuola/stage/agenzia dentro l’agenzia. ‘Cut to’ una sequenza alla Snatch, se non fosse che qui non si tratta di ellissi ma la reale velocità con cui si sono svolti fatti. Realizzo che il bando chiude lo stesso giorno. Chiedono un portfolio e un progetto ad hoc. Sono fregato. Me ne frego. Spendo la notte a fare un portfolio e mando un interactive youtube video su cui stavamo lavorando. Arriva mattina e premo Send. Penso di aver sprecato una nottata. Arriva il primo giugno – un mese dopo – e io sono in volo per Amsterdam, dopo aver mollato lavoro, casa e amici.

 

Il primo impatto?

Venendo dall’Italia, mi ci è voluto un po’ per cominciare a sentirmi un po’ meno idiota. Il primo handicap è la lingua. Nonostante in W+K si parli inglese, di punto in bianco ti trovi con il vocabolario di un ragazzino di sei anni. E io che pensavo di avere un buon inglese. Ricordo la frustrazione delle sessioni di brainstorming dei primi mesi: non c’è niente di peggio di non riuscire a spiegare la propria opinione o non capire quella di chi ti sta parlando.

 

Qual è stata la sfida più complessa da affrontare nella sua esperienza all’estero?

La seconda zavorra è la mancanza di reference culturali dei Paesi anglofoni e perciò globali. È sorprendente – e triste – scoprire quanta cultura pop non raggiunga lo stivale, e parlo del comico X piuttosto che della serie Y o del festival o del movimento o del politico etc. Penso che se banalmente ci abituassimo a consumare informazione e intrattenimento che non fosse perlopiù italiano e in italiano – come fanno molti altri Paesi – , tutti ne trarremmo beneficio, sia come creativi che come esseri umani. La pubblicità, quando fatta bene, crea cultura. In ogni caso, se ne nutre. Se non ci si trova al centro dello zeitgeist, penso che sia impossibile creare un pensiero che ragioni con la massa.

 

Cosa del suo essere italiano ritiene la abbia aiutato di più in questa avventura?

In un certo senso, la parola chiave della mia esperienza all’estero è ingenuità. Un po’ fardello, un po’ vantaggio che ti mette in posizione di pensare in maniera diversa. In W+K uno dei motti che vedi sui muri è ‘Walk in stupid every day’. Amore a prima vista.

 

Com’è l’Italia creativa vista da lì?

Il fatto che l’Italia creativa sia un’industria perlopiù rivolta al mercato italiano non aiuta a darle la visibilità che meriterebbe, ma di talenti ne vedo ogni anno, anche solo sbirciando le entries dei Kennedys. In W+K Amst siamo in 3 ad oggi. Pochi, ma ci difendiamo abbastanza bene.

 

Mondadori rinnova Donna Moderna e Tu Style nel segno della multicanalità

Carlo Mandelli: “I due brand insieme rappresentano la più grande piattaforma femminile in Italia, con una reach di 15,6 milioni di contatti unici”. Oltre il 30% della raccolta adv è digital con 900 investitori

Da questa settimana Donna Moderna, il settimanale di riferimento per le donne in Italia, e Tu Style, il personal shopper che consiglia le lettrici, si presentano in contemporanea in una versione completamente rinnovata.

Due operazioni con cui il Gruppo Mondadori innova la propria offerta nel segmento women, in cui è leader con oltre il 50% del mercato di riferimento a livello diffusionale grazie a brand caratterizzati da un’identità fortemente distintiva, sviluppo multicanale e altissima qualità editoriale.

“I femminili sono da sempre parte della forza del nostro portafoglio con Grazia, Donna Moderna e Tu Style che raggiungono 19 milioni di contatti unici al mese ed è compito di un editore leader nei magazine e nel digitale come Mondadori seguire costantemente lo sviluppo degli interessi e delle abitudini di consumo dei lettori per continuare a evolversi – ha dichiarato Carlo Mandelli, direttore generale Periodici Italia del Gruppo Mondadori -. Per questo abbiamo deciso di differenziare ancora di più il target e il posizionamento dei tre brand. Grazia è l’unico fashion magazine 100% italiano diffuso in tutto il mondo, Donna Moderna ha una tipologia di lettrice colta e attenta all’evoluzione della società e dei consumi, Tu Style diventa il punto di riferimento delle più giovani. Gli ultimi due brand insieme rappresentano la più grande piattaforma femminile in Italia, con una reach di 15,6 milioni di contatti unici stampa e digital”.

“Il mercato si evolve e il continuo rinnovamento dei prodotti è indispensabile. In questa occasione siamo dinanzi a due love brand che si contraddistinguono come piattaforme multicanali – ha spiegato Davide Mondo, amministratore delegato della concessionaria Mediamond -. Donna Moderna e Tu Style continuano a esprimere grande vivacità tra i settimanali, con quasi 15 milioni di copie diffuse l’anno e oltre 5.000 pagine pubblicitarie, con una quota del 36% del mercato adv dei femminili di attualità. Il mercato ci sceglie per la nostra capacità di ingaggio e racconto sul target femminile, lo dimostrano i 210 progetti crossmediali realizzati dall’inizio dell’anno e i risultati del nuovo sistema di rilevazione Audiweb 2.0 che li premia con quasi 13 milioni di utenti nel mese di luglio”.

Sul versante della raccolta pubblicitaria il digitale è sempre più importante e rappresenta oggi più del 30% della raccolta complessiva di Donna Moderna e Tu Style, con 900 investitori presenti nell’ultimo anno sulle piattaforme multicanali dei due brand.

“L’obiettivo è tenere sulla stampa e crescere sul digitale. Sui primi tre numeri di Donna Moderna e Tu Style abbiamo registrato una crescita del 44% con 500 pagine complessive di inserito pubblicitario rispetto al periodo omologo del 2017 – ha proseguito Mondo -. Nel complesso, di fronte al mercato della raccolta digitale che ha avuto un balzo del 4% in agosto per effetto dei Mondiali e che ora cresce dell’1,9%, Mediamond è tra +2,3% e +2,5%: puntiamo a chiudere l’anno con una crescita sopra il 3%. La parte cartacea è in negativo e puntiamo a chiudere il 2018 con un risultato migliore rispetto al -8% del mercato. Il digitale, che nel segmento verticale della Cucina vale già l’85% del totale, nel giro di due anni potrà superare complessivamente il 50%”.

Donna Moderna da sempre è un giornale da leggere dalla prima all’ultima pagina per ricchezza di contenuti. A questa esperienza di lettura diamo ora una forma più distesa, un design che inviti all’approfondimento – ha dichiarato il direttore Annalisa Monfreda -. Con Tu Style invece abbiamo costruito il magazine che ancora non c’era, dinamico e rinnovato, destinato a tutte coloro che si esprimono con i propri look e cercano ispirazioni praticabili. La strategia digital di Tu Style punta su Instagram che conta già 100 mila fan. In occasione di questo rilancio è stata inoltre sviluppata una iniziativa di engagement che prevede il coinvolgimento di 12 fashion influencer affini ai valori del magazine, di cui diventeranno ambassador. A loro si affiancheranno quattro content creator che ogni mese condivideranno e racconteranno il mondo di Tu Style a una community di 1 milione di follower”.

Il nuovo Donna Moderna assume un’identità sempre più elegante, continuando a essere immediato nella lettura. Con l’arrivo del fashion director Paola Salvatore, moda e bellezza acquistano più spazio, con servizi più ampi che valorizzano l’immagine.

Molto importanti sono le newsletter come ‘Un caffè con Donna Moderna’ che conta 150 mila utenti giorno “e da qui a dieci anni vedo nel futuro di Donna Moderna un grande sviluppo del podcast”, ha concluso Monfreda.

Anche il mondo digital di Donna Moderna debutta con un completo rinnovamento grafico e di contenuti: un nuovo design elegante e sofisticato, con un equilibrato uso del bianco e di colori mirati a far esaltare l’apertura del sito in formato widescreen.

Con l’occasione vengono lanciati i nuovi format short video ‘Right/Wrong’, cosa fare e cosa evitare nel make-up di tutti i giorni, e ‘Beauty Shades’, tutte le sfumature per valorizzare al meglio ogni tipo di carnagione per completare la beauty&fashion experience a 360° su web mobile e sui social. In più le ‘DM quote’, citazioni e meme ‘funny e inspiring’ adatte per i canali social.

Il rilancio di Donna Moderna è supportato da un’importante campagna di comunicazione ideata da Hunbranded sui canali tv, radio web e social, magazine del Gruppo Mondadori e quotidiani.

Il nuovo Tu Style, con una reach stimata di oltre 820.000 utenti unici, consiglia il proprio pubblico per una moda cool, fresca, intelligente, ma sempre con un’attenzione particolare al prezzo. La moda è il focus che contraddistingue questo magazine ma grande attenzione è posta su tendenze, stili, lifestyle e il denominatore comune è la ‘shopping attitude’.

Su Tu Style, la cui consulenza editoriale è affidata a Sabrina Barbieri, il cambiamento dell’immagine è evidente a partire dalla cover: la cornice ora è fluo, con strilli più evidenti. Le tre sezioni del magazine – Up to date, Stylish e Social – avranno ognuna una copertina dedicata.

Up to date include tutte le news che la lettrice sempre aggiornata e informata desidera, Stylish è per le donne appassionate di moda, in cerca di consigli e suggerimenti fashion, Social è dedicata a chi ama la mondanità con tutte le notizie dedicate a lifestyle ed eventi.

La campagna per il rilancio di Tu Style è stata realizzata WM Content su radio, social e sui magazine del Gruppo Mondadori. Nessuna informazione ulteriore è stata rivelata sulla vendita di Panorama, ma il brand Panorama d’Italia resterà in casa Mondadori.

 

Alibaba, AKQA, Dentsu, Kantar e P&G alla XVI edizione di IAB Forum

Oltre 20 interventi e più di 30 relatori per un confronto sull’impatto economico, etico e sociale del digitale. Sul palco Jim Harris, Luciano Floridi, Ivana Bartoletti, Juergen Schmidhuber, Daan Roosergaarde, Elisabetta Ripa e Philip Kotler

Al via il prossimo 12 e 13 novembre IAB Forum, il più importante appuntamento annuale italiano sulla comunicazione digitale, giunto alla sua sedicesima edizione.

Patrocinato anche quest’anno dal Comune di Milano, vedrà la presenza dell’Assessore alla Trasformazione Digitale e Servizi Civici Milano Roberta Cocco, a conferma dell’importanza di questo incontro per la comunità meneghina e l’intera industry.

Due giornate accompagnate dal claim ‘I Am Everywhere – Challenges of Mobile Society’, che vuole mettere subito l’accento sul focus della manifestazione: l’uomo e il suo rapporto con il digitale, in una società – come quella odierna – sempre più alle prese con una tecnologia dirompente.

Ospiti d’eccezione (vedi link) provenienti dal mondo scientifico, culturale, universitario, imprenditoriale, artistico e giornalistico si alterneranno sul palco del Forum per condividere visioni, riflessioni, idee creative e innovative con l’obiettivo di rendere partecipe il pubblico in sala e favorire un dibattito sul futuro di uno dei settori più dinamici dell’economia.

 

Scenario Media

 

Alberto Dal Sasso, Managing Director TAM & AD Intel Nielsen Italy, presenterà in anteprima le proiezioni degli investimenti pubblicitari italiani All media 2018, mentre Andrea Lamperti, Direttore dell’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano, si soffermerà sull’andamento dell’internet Adv.

Sarà invece Constantine Kamaras, Co-Founder & Chairman Emeritus IAB Europe, a offrire una panoramica degli advertising trend a livello europeo. Alle analisi seguirà una sessione di dibattito tra chi si interfaccia quotidianamente con le sfide del comparto: a portare sul palco la testimonianza di Brand, Agenzie e Publisher, Gerry D’Angelo, Global Media Director P&G, Giulio Malegori, Ceo Dentsu Aegis Network EMEA, e Hamish Nicklin, Chief Revenue Officer Guardian News & Media.

A chiudere l’intervento di Aldo Agostinelli, Vicepresidente di IAB Italia, che presenterà il nuovo IAB Quality Index, progetto che IAB Italia ha sviluppato per certificare la qualità dei bacini pubblicitari italiani con l’obiettivo di sostenere l’offerta pubblicitaria premium e garantire maggiore valore e trasparenza della filiera.

 

Etica e Digitale

 

In questa corsa incessante verso l’innovazione tecnologica, che trova nella rete il suo habitat, a chi è affidata la Governance del web? Come può l’attuale regolamentazione europea e nazionale agevolare lo sviluppo dell’economia digitale, trovando un equilibrio tra conformità e flessibilità, etica e progresso tecnologico? Il primo che cercherà di affrontare la delicata, seppur impellente, questione dell’etica digitale sarà l’eccentrico Juergen Schmidhuber, Co-Founder & Chief Scientist NNAISENSE and Professor of AI, USI & SUPSI Switzerland, sempre più convinto che saranno i robot a colonizzare l’universo e non l’uomo.

La giornalista Barbara Serra intervisterà Ivana Bartoletti, Head of Privacy and Data Protection at Gemserv, Media Commentator & Founder, Women Leading in AI Network, che porrà l’accento su come l’intelligenza artificiale stia diventando un’espressione della mascolinità e come sia indispensabile intervenire prima che sia troppo tardi.

Seguirà il rinomato Prof. Luciano Floridi, Ph.D, Oxford Internet Institute and Digital Ethics Lab, University of Oxford, che, intervistato dall’editorialista e presidente dell’Advisory Board di IAB Italia Ferruccio de Bortoli, si soffermerà sull’importanza di un’etica digitale comportamentale.

Chiuderà la prima giornata l’intervento di Giuseppe Stigliano, Executive Director Europe AKQA (WPP Group), e Philip Kotler, International Marketing Professor at Northwestern University Evanston (Illinois).

 

Per un Umanesimo Digitale

 

In un’epoca pervasa dalla tecnologia come cambia il rapporto tra città e cittadini? Cosa cercano questi ultimi? Luoghi intelligenti o solo città più informatizzate? È da queste riflessioni che partirà l’agenda della seconda giornata con le testimonianze di Roberta Cocco, Assessore alla Trasformazione Digitale e ai Servizi Civici Milano, Elisabetta Ripa, AD Open Fiber e Membro Advisory Board di IAB Italia, e Ceo di aziende che trainano lo sviluppo di nuovi servizi digitali.

Daan Roosegaarde, Artist and Innovator, Founder of Studio Roosegaarde, evidenzierà invece come la trasformazione digitale non può dimenticare che le città sono l’ambito di sviluppo delle relazioni sociali di chi le abita. E in questo contesto il 5G gioca un ruolo da facilitatore, come dimostrerà Ryan Soutter, Head of Sales Engineering for the Americas for the ACT (Advertising Creative Technology).

Un capitolo importante verrà dedicato alla blockchain attraverso la voce di Jim Harris, uno dei più importanti e disruptive speaker a livello mondiale. Saranno invece Federico Capeci, Ceo Italy & Chief Digital Officer Kantar Insights Division, e Alibaba a illustrare come i brand possono creare maggiore engagement in Cina grazie alla data integration.

In chiusura Antonio Campo Dall’Orto, Membro Advisory Board IAB Italia, con un intervento di vision dedicato all’importanza dei contenuti, e Carlo Noseda, Presidente di IAB Italia, con una call to action rivolta a tutto il settore e alle Istituzioni che collegialmente devono lavorare per uno sviluppo equo e trasparente del mercato.

 

I creativi italiani al muro con PPPattern.it

Nasce PPPattern.it, il primo store digitale dedicato al mondo della creatività seriale italiana.

Il progetto vede coinvolti Renato Fontana, ideatore della piattaforma e conferenza creativa Italianism, il direttore creativo Andrea Cadorin e Printaly, realtà specializzata nella produzione e stampa digitale.

Il nuovo portale si presenta con una selezione iniziale di 40 giovani creativi italiani e permette di acquistare carte da parati, elementi decorativi e cancelleria di design customizzabili con oltre 80 pattern originali e in esclusiva.

Si va dallo stile optical alle fantasie vintage, dai soggetti giocosi che richiamano l’infanzia alle texture geometriche che grazie alla realtà aumentata si trasformano in videogame 3D. Ma si può trovare anche la ricerca astratta, il neo-espressionismo, le figure femminili e tutto ciò che rimanda al mondo della botanica e della zoologia.

Questi sono solo alcuni dei temi esplorati da creativi per il lancio di questo store digitale che racchiude un punto di vista originale sulla visual art.

Illustratori, grafici, digital artist, infografici, paper artist, art director, designer, urban artist, architetti, fumettisti: gli autori dei pattern provengono da diversi ambiti della cultura visiva, ma sono tutti accomunati da un unico denominatore: l’italianità.

Che siano residenti in Italia, a New York, Parigi o Londra, a legarli è il fil rouge della creatività italiana, da sempre espressione e ricchezza del nostro Paese.

Con un’età media inferiore ai 35 anni, gli artisti coinvolti lavorano sui pattern e sulle loro variazioni, raccontando ognuno con il proprio stile un pezzo di mondo, un’esperienza di vita, un tema di attualità, incrociando passato, presente e futuro.

“Pop, pronto, poliedrico, personalizzabile e con personalità: questi gli elementi del Dna di PPPattern – dichiara Renato Fontana, Ceo e direttore artistico della piattaforma -. Siamo convinti che tutti possano cambiare il proprio ambiente di vita e lavoro anche solo con piccoli segni decorativi, ma molto distintivi. Per fare questo ci sono alcuni brillanti talenti italiani che mettono a disposizione la loro creatività, che si esprime solitamente in altri ambiti e che qui viene applicata alla costruzione di un pattern. E, visto che alla base di tutto c’è anche divertimento e sana ironia, abbiamo scelto il claim ‘Creativi italiani al muro’”.

 

Mattel on air per il Natale con il 60% del budget 2018

Due lanci di punta sono Polly Pocket e Mecard, oltre al mondo Barbie che si arricchisce di nuovi item, lancia il ‘Dream Gap Project’ e si prepara a compiere 60 anni nel 2019 con un piano media ad hoc

Barbie, la storica bambola made in Usa di Mattel che da quasi 6 decenni accompagna nella crescita le bambine di tutto il mondo, ha organizzato ieri a Milano un incontro al Mudec in occasione della Giornata Internazionale delle Bambine e delle Ragazze per lanciare il ‘Dream Gap Project’, importando nel nostro Paese una ricerca già partita negli Stati Uniti.

Dream Gap si prefigge di analizzare fattori che impediscono di superare il divario che separa le bambine dall’esprimere tutte le loro potenzialità e sarà condotta insieme al Dipartimento di Sociologia e di Ricerca Sociale dell’Università Milano Bicocca.

I primi risultati sono attesi tra un anno. Barbie ha sempre mostrato alle bambine di poter essere tutto ciò che desiderano, dando loro la possibilità attraverso il gioco di ricoprire ruoli differenti e intraprendere carriere di ogni genere – più di 200 – incoraggiando l’immaginazione, l’espressione e la scoperta di se stesse.

La missione del brand è proprio quella di dare valore al potenziale illimitato delle bambine, affinché siano consapevoli di poter raggiungere qualunque traguardo desiderino per il loro futuro.

Seguendo questa mission, il brand ha presentato ieri un altro modello femminile creando una bambola OOAK (One Of A Kind) con le sue sembianze: la pilota, ingegnera, astronauta e prima donna italiana negli equipaggi dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) Samantha Cristoforetti, un modello femminile che incoraggia la prossima generazione di donne a non arrendersi nell’inseguire grandi sogni.

Andrea Ziella

La celebrazione di Samantha Cristoforetti e il proseguimento della campagna #MoreRoleModels, è solo una delle tante iniziative che Barbie perseguirà nel corso del prossimo anno in occasione del suo 60esimo anniversario, come ha spiegato Andrea Ziella, recentemente nominato Head of Marketing & Digital di Mattel Italia, a margine dell’evento.

“Barbie compirà 60 anni il 9 marzo ma tutto il 2019 sarà un anno di festeggiamenti e celebrazioni con un budget di comunicazione e un piano media dedicati. Ci saranno comunque altre novità nel 2019 a livello di prodotti, focus e iniziative”, ha dichiarato il manager.

Mattel si prepara anche a una presenza massiccia in pubblicità nell’ultimo trimestre 2018.

“Per noi il Natale è il periodo più importante sul quale investiamo il 60% del budget per essere presenti in comunicazione nel modo giusto e quindi raggiungere il consumatore nel modo giusto – ha proseguito Ziella -. Due sono le novità di punta. La prima è Polly Pocket, un brand del passato che abbiamo deciso di rilanciare con un nuovo look adattato alla realtà del momento, ma con una struttura di gioco che richiama il passato: un prodotto che si avvicina al mondo delle mamme Millennial con contenuti vicini alle bambine di oggi. Una serie tv partirà da fine ottobre su Cartoonito, mentre è già partita la campagna adv che proseguirà fino a Natale su canali tv kids, digital e social, strizzando l’occhio all’heritage del brand”.

La seconda novità è Mecard, rivolto prevalentemente al target maschile, le carte da gioco da cui escono delle macchine che si trasformano in ‘guerrieri’ che combattono per salvare la Terra.

“A metà settembre ha preso il via una serie tv su Boing, mentre da questo mese partirà una comunicazione ad hoc fino a Natale con spot tv, digital e la collaborazione di un influencer che da fine ottobre pubblicizzerà la nuova linea”.

Anche Barbie godrà di uno spazio importante in vista del Natale con nuovi lanci tra cui Casa Barbie, La Pizzeria di Barbie e Barbie Fiat 500: per ogni item è prevista una campagna pubblicitaria dedicata.

 

 

“Pezzi importanti per il successo delle strategie sono i nostri partner – ha detto Ziella -. A livello di pianificazione ci affidiamo a Carat che segue tutte le attività per tv e digital. Le piattaforme di Facebook e Google dove sono presenti i canali dei nostri brand, come su YouTube, sono altri partner fondamentali. Sulla parte digital e game ci segue Early Morning. La creatività degli spot è invece prevalentemente internazionale: in Italia viene realizzato al nostro interno l’adattamento, mentre per progetti locali one shot possiamo fare delle gare tra varie agenzie per selezionare il progetto migliore. Lo spot a sostegno del lancio di Barbie Fiat 500 è stato ideato e prodotto da Cinestudio”.

Fresco di nomina, Ziella ha raccontato a Today Pubblicità Italia anche quale sarà l’approccio al suo ruolo.

“Cercherò di utilizzare aspetti innovativi dell’azienda nel modo migliore, per riportare Mattel a un ruolo rilevante in un mercato altalenante e spinto da fenomeni: noi ci impegniamo non per vivere di fenomeni ma di garanzie, come la mission di Barbie di ispirare le bambine di oggi che saranno le donne di domani. Il messaggio di Mattel, che vuole essere consumer centric e digital first, è quello di continuare a investire su novità di brand e prodotto, ma anche su evergreen che rappresentano il nostro core. Il 2018 è un anno positivo con un investimento in comunicazione che è in linea con il 2017. I mezzi che utilizziamo sono un mix tra tv e digital, cercando di ottimizzare entrambi i canali secondo il consumatore di riferimento, ma anche guerrilla ed eventi per lanci di linee specifiche”, ha concluso il manager.

 

FinecoBank, gara conclusa a favore di McCann

FinecoBank annuncia che, a seguito di una gara con varie agenzie, ha assegnato a McCann Worldgroup Italy l’incarico per la realizzazione della nuova campagna di comunicazione.

L’obiettivo della campagna è rafforzare il concetto che consulenza e tecnologia continuano ad essere i pilastri portanti del modello di business di Fineco, una combinazione in grado di esaltare la centralità dei nostri professionisti nel rapporto con la clientela.

Fabrizio Lingesso, Head of Marketing FinecoBank, commenta: “Vogliamo dare continuità alle nostre precedenti campagne di comunicazione. Siamo partiti con il concetto di semplificazione della Banca e della vita dei nostri clienti, che si è sviluppato fino a coinvolgere l’Uomo, la Tecnologia più evoluta e l’unica in grado di capire i bisogni del cliente. Un concetto che evolve ancora e che vede nell’Uomo e nella Tecnologia la combinazione vincente al servizio del cliente”.

Daniele Cobianchi (nella foto), Chief Executive Officer McCann Worldgroup Italy, sottolinea: “Siamo entusiasti di poter lavorare per un brand così innovativo sia nel prodotto sia nel linguaggio. Ci accomuna la missione di restituire all’individuo centralità e credo che anche questo abbia contributo a farci trovare quell’empatia necessaria alla costruzione di una partnership che sicuramente sarà di grande successo”.

Jacopo Biorcio, un creativo da Super Bowl

In questa prima puntata della nostra mini inchiesta dedicata ai talenti italiani all’estero l’art director ci racconta come ha preso corpo la sua avventura professionale negli Stati Uniti d’America

Come è iniziata la sua esperienza di creativo negi Stati Uniti?

Nell’ottobre 2016 vado in vacanza a New York. Prima di partire, decido di contattare dei creativi di alcune agenzie per aver pareri sui miei lavori e magari vedere da vicino quella realtà così affascinante. È cosí che conosco in Saatchi & Saatchi Luca Pannese e Luca Lorenzini che mi danno la possibilità di incontare il Cco e mostrargli il mio portfolio. La settimana successiva, tornato a Berlino, ricevo un’offerta di lavoro per Saatchi & Saatchi New York. Tre mesi dopo la mia vita cambiò completamente.

 

Come è nata l’idea di questa sfida?

Dopo l’università ho vissuto a Londra per due anni e successivamente a Berlino per quasi quattro, lavorando fin da subito in un ambiente internazionale. Ero pronto per una nuova esperienza e New York è stata un’opportunità inaspettata che sognavo da molto tempo.

 

La più grande soddisfazione che si è tolto da quando è negli Stati Uniti?

Sicuramente il Super Bowl. Nel mio primo anno a New York ho messo a portfolio una della campagne maggiormente apprezzate dell’evento pubblicitario più importare dell’anno, ‘It’s a Tide Ad’ per Tide. L’idea era quella di conquistare il Super Bowl spingendo gli spettatori a mettere in discussione ogni altro spot pubblicitario che avrebbero visto durante l’evento, puntualizzando che ovunque ci fossero vestiti puliti sarebbe potuta essere una pubblicità di Tide. Così facendo, siamo riusciti ad avere l’attenzione su Tide durante tutti e 53 spot presenti durante l’evento. È stata una grande soddisfazione vedere la campagna premiata in tutti i principali Award Show e vincere premi come la Black Pencil ai D&AD, Grand Prix e Titanium ai Cannes lions e riuscire ad avere una nomination come Outstanding Commercial agli Emmy.

 

Alla luce della sua esperienza quali sono le peculiarità del mercato del lavoro in pubblicità negli Usa?

Ho notato che la maggior parte dei progetti procedono velocemente, con deadline molto strette. C’è una buona organizzazione che permette di lavorare su numerosi progetti contemporaneamente, dando cosí più opportunitá ai creative. Sono colpito dalla portata di molti brief che spesso sono seguiti da budget maggiori rispetto a quelli a cui ero abituato in Europa. L’ambiente in cui lavoro è positivo e c’è molta più collaborazione che competizione tra i team.

 

Come è riuscito a incastrare la sua italianità con l’approccio al lavoro americano?

Penso che il sapersi adattare e l’essere intraprendente siano punti di forza. Penso inoltre che un punto di vista culturale differente possa essere un valore aggiunto all’interno di un team creativo.

 

Com’è l’Italia creativa vista da lì?

Penso ci sia un grande potenziale creativo e molto talento che non ha nulla da invidiare al resto del mondo, ma che purtroppo è limitato dai budget a disposizione. Sarebbe bello vedere dei brand osare di più e dare maggiore fiducia alle agenzie.

 

Fox, nasce il Branded Content Studio di National Geographic

La media company alla conquista dell’attenzione costante del consumatore medio alto: canali tv, branded content ed ecosistema digitale a misura di ‘Mixennialls’

Da quando il Content è diventato ‘the King’, e la molteplicità di canali e piattaforme Ott garantiscono alle persone una disponibilità di contenuti come mai accaduto prima, viene scontato pensare che sia sufficiente creare buoni contenuti per vincere la guerra dell’audience.

Un panorama caotico e democratico dove l’informazione e l’intrattenimento è a portata di video. Una disponibilità di contenuti che però stordisce il consumatore, crea confusione e scarsa attenzione da parte degli utenti che ingollano serie tv, format e film, come bulimici. L’informazione è onnipresente, ma la risorsa più scarsa è l’attenzione umana.

“Anche se l’attenzione è diventata la risorsa più scarsa, rimane preziosa – spiega Alessandro Militi, vice presidente Marketing & Sales di Fox Networks Group Italy -. ‘Se il Contenuto è il Re, l’Attenzione è la Regina’. Per conquistarla il contenuto deve essere super originale, coraggioso e capace di emergere e creare spettatori fedeli e coinvolti. In altre parole, creare super contenuti per un pubblico esigente di appassionati cronici: i fan. Attraverso i brand di Fox e National Geographic creiamo il matrimonio tra contenuto e attenzione. Questo è quello che fa Fox, unendo la forza del contenuto alla capacità di creare esperienze coinvolgenti che sappiano catturare il bene più prezioso: l’attenzione costante dello spettatore”.

Per il 2018-2019 Fox si conferma la casa delle prime e delle serie tv: 130 nuovi titoli, di cui 30 nuovi arrivi e 100 returning series, per una media di 3 grandi prime visioni a settimana (vedi link).

Fox, la casa del Branded Content

“Le serie Fox confermano la loro capacità di intercettare un pubblico commercialmente rilevante che si appassiona al prodotto seriale e ne è coinvolto – sottolinea Militi -. Fox permette quindi di unire la classica pianificazione cross mediale a un retargeting capace di intercettare il target di riferimento evitando dispersioni, in una soluzione che unisce l’impatto emotivo del big screen con la precisione del dato digitale e che fa dell’attenzione al messaggio un suo punto di forza. Ed è proprio sull’attenzione e rilevanza del messaggio che siamo in grado di costruire messaggi personalizzati che integrano il brand del cliente nello show di riferimento”.

Un esempio è il progetto che ha visto l’integrazione del brand Hyundai con American Crime Story-L’assassinio di Gianni Versace che ha offerto al pubblico un vero e proprio sistema ‘catch the fan’: dal momento della visione sul lineare al binge watching sull’on-demand fino alla ricerca di approfondimenti sul web.

 

Nasce il Branded Content Studio targato National Geographic

Ma la costruzione di intrattenimento personalizzato da parte della FoxFactory passa anche da progetti evoluti di branded content: veri e propri show crossmediali, miniserie o mini documentari, firmati Fox o National Geographic, che raccontano e spiegano i valori della marca nutrendo anche gli owned media del cliente.

Ad arricchire l’offerta di branded content arriva in Italia infatti il National Geographic Branded Content Studio, l’hub produttivo che offre ai clienti la possibilità di realizzare progetti unici e di impatto realizzati dai migliori documentaristi di National Geographic, italiani e internazionali.

Un brand che come canale cresce in ascolto medio del 14% anno fiscale ’18 vs anno fiscale ’17 e comprende un universo fatto da questi prodotti la rivista mensile National Geographic, i National Geographic Studios, le piattaforme digitali e social media, i libri, le mappe, le testate per ragazzi e attività quali viaggi, eventi, cataloghi, licensing ed e-commerce.

A oggi il National Geographic ha circa 30 partnership legate al marchio che spaziano dal publishing – con il Gruppo Editoriale GEDI, con Panini Editore, con le case editrici White Star e Topps – al travel experience con il tour operator Kel 12, fino ai prodotti consumer e i marketing events.

L’1 ottobre ha debuttato National Geographic +, il nuovo servizio disponibile solo su Sky On Demand che propone una selezione dei titoli di altissima qualità: oltre 500 episodi, che diventeranno presto 800, arricchendosi anche di titoli in 4k.

 

Gli ascolti, la pubblicità e i ‘Mixennialls’

Nell’anno fiscale ’18 (luglio ’17- giugno ’18) Fox Networks Group ha rappresentato il 17% degli ascolti della piattaforma Sky. Fox Networks Group rappresenta il 36% dei GRP vendibili da Sky Media, cioè più del doppio della share degli ascolti (17%).

Sempre nell’anno fiscale ’18, i canali Fox, che valgono il 95% della pianificazione pubblicitaria (Fox, FoxLife, FoxCrime, National Geographic e Nat Geo Wild), sono cresciuti del +2% in ascolto medio con modalità Live+Vosdal vs FY17. Crescono i download dei contenuti On Demand: 150 milioni di download con una crescita del +35% vs FY17.

“Oggi Fox Networks Group rappresenta 2% di share tv su un target ampio ma molto pregiato che abbiamo definito Mixennials, cioè i 15-44enni – continua Militi -. Un target che parte dai nativi digitali e arriva fino a coloro che oggi sono dei digital experienced. Questo target rappresenta la fascia di mercato più appetibile in quanto sono tra i più socialmente attivi che condividono le esperienze, postano sui social, fanno shopping selettivo e hanno la capacità di diventare consumer leader”.

I ricavi pubblicitari nell’anno fiscale ’18 a livello di tv lineare sono flat rispetto all’anno fiscale ’17 ma la crescita delle iniziative di brand partnership che segnano un incremento del +12% e valgono il 18% del totale ricavi pubblicitari televisivi.

Sul fronte digital ogni mese i web magazine di Fox Networks Group (mondofox.it, foxlife.it e foxsports.it) riescono a catalizzare l’attenzione di oltre 7 milioni di utenti unici (dati Google Analytics) in crescita dell’83% rispetto al 2017.

Ogni mese il network sviluppa più di 8 milioni di video visti con un incremento del 32% vs 2017. Un pubblico quello di Fox che genera ogni mese 6 milioni di interazioni sui post creati su Facebook, con un tasso di engagement del 12% pari a 3 volte quello della media di mercato stimato da We Are Social al 3,9%.

A fronte di questi risultati i ricavi adv dei siti nell’anno fiscale si sono chiusi in crescita del 21% vs l’anno fiscale ‘17. Crescita anche per foxlife.it che, lanciato nel luglio 2017, sfonda i 2 milioni di utenti unici mensili con quasi l’80% di donne.

 

Femminile Presente: quei valori che fanno crescere le aziende


a cura di Francesca Fradelloni, Winning Women Institute

Le donne e gli uomini sono suddivisi e ‘posizionati’ in base al loro genere e ciò costituisce un vero fallimento per una crescita sostenibile dell’Italia e dell’Unione. Ovunque, da sempre: dall’istruzione al lavoro. Uno sviluppo fragile perché così si indebolisce il mercato. Rendendolo meno competitivo, più vulnerabile e quindi meno aggressivo. Ci sono però esempi di donne che, marciando in salita, sono arrivate in cima.
Una di queste è Paola Corna Pellegrini, Ceo di Allianz Partners e Presidente del Comitato Scientifico Winning Women Institute. Ha più di 30 anni di esperienza manageriale come direttore marketing, general manager e Ceo in alcune delle più importanti aziende multinazionali nei settori largo consumo, servizi e assicurazioni, farmaceutico (Henkel Cosmetic, Europ Assistance, Novartis Consumer Health, Zambon Pharma). La Corna Pellegrini è inoltre tra le prime 72 donne manager italiane selezionate per il progetto ‘Ready for Board Women’ promosso da PWA in collaborazione con l’Università Bocconi e fa parte dei ‘Curricula Eccellenti’ selezionati dalla Fondazione Marisa Bellisario. È l’ideatrice del Premio Solesin.

 

La Presidente di Rete Ferroviaria Italiana Claudia Cattani ha affermato che uno dei problemi è che ci sono pochi amministratori delegati donna. Colpa della cultura aziendale. Come intervenire, allora?

Le donne hanno grande determinazione e impegno. Sono empatiche, affettive, capaci di ascoltare. Lasciamo parlare di più le persone per poi arrivare a una decisione. Sono valori unici e necessari per la crescita aziendale. Ma le aziende si aspettano altro, non sono abituate. Sono qualità che vengono lette negativamente. Viene scambiato come se non fossimo capaci di prendere decisioni. Le donne devono solo imparare a fare una cosa: essere se stesse e non avere paura di mostrasi come sono. Le loro specificità e caratteristiche sono fondamentali per il business. E poi un consiglio: non abbiate timore di chiedere posti di responsabilità e aumenti di stipendio.

 

Le Ceo sono meno del 10%, le posizioni executive sono al 19%. Passi avanti a livello di board sono stati fatti con la legge Golfo-Mosca del 2011 (gli organi sociali delle società quotate devono essere rinnovati riservando una quota di almeno un quinto alle donne.) Ma la legge è in scadenza e il rinnovo potrebbe porre un tema di costituzionalità. Cosa fare allora per non tornare indietro?

All’inizio ero contraria alle quote rosa, pensavo fosse un modo per tutelare ‘una specie protetta’. La meritocrazia è la strada maestra. Eppure da tanto tempo sono in campo, ma poco è cambiato. Ora sono una sostenitrice delle quote rosa, visto i passi che sono stati fatti con le forzature di legge. Certo penso sia una soluzione politica temporanea. Una spinta al cambiamento, necessaria. Ma il nostro apporto, quello di noi donne, intendo, è fondamentale per la crescita delle aziende. E per il raggiungimento di un equilibrio tra vita privata e professionale. Più profittevole per l’impresa. Quindi mi auguro che la Legge Golfo-Mosca venga ripensata. Si deve pensare a qualcosa di dirompente.

 

In una recente intervista ha parlato dell’azienda ideale che è quella dominata dal pensiero positivo. In cosa consiste?

Ci deve essere un ambiente sereno e collaborativo. Per questo in Allianz Partners abbiamo avuto il coraggio di parlare di felicità. Abbiamo proposto, in occasione della nostra convention annuale, l’intervento di un ospite speciale, che ama definirsi un “giullare d’impresa FelicitAttore”. In pratica un trainer del buon umore.

 

Le grandi sfide future delle aziende?

La grande sfida è intuire quali sono le competenze. Andare a capire chi sarà capace di adattarsi. Chi saprà usare il pensiero laterale, chi saprà lavorare con una logica di squadra. Una logica di collaborazione. Perché proprio nel mondo dell’ambiguità è importantissimo mettere a fattore comune modi diversi di pensare. Quindi ecco che arriva la diversità. Il concetto di diversità ci aiuta ad affronatare il mondo di oggi, che è in continuo cambiamento. Un mondo che cambia rapidamente ed è sempre meno approciabile con paradigmi definiti.

 

Ha ricevuto il Premio Internazionale #Tecnovisionarie 2018, per la categoria ‘Digital Customer Experience’ in particolare per lo sviluppo dell’InnovationLab@AllianzPartners. Di che progetto si tratta?

L’innovazione è un pilastro della crescita dell’azienda. Il nostro obiettivo è ottimizzare i processi, investendo in nuove piattaforme e nella digitalizzazione dei servizi senza perdere la centralità della persona. Si tratta, in particolare, di un progetto che, grazie al continuo dialogo tra azienda e università, ha saputo arricchire i servizi digitali di Allianz Partners migliorando l’user experience anche delle nuove generazioni. È un team interfunzionale nato nel 2014, con la partnership della Facoltà di Ingegneria dell’Università La Sapienza di Roma. Un centro di ricerca avanzato. La cultura dell’innovazione è alla base della nostra azienda. Un esempio lo sono anche i nostri Innovation Center dedicati alle nostre aree di business automotive, salute, viaggi e assistenza. La cultura dell’innovazione fa parte del Gruppo. Una nuova ricerca di CA Technologies, condotta in collaborazione con Fondazione Sodalitas e Netconsulting cube, evidenzia come le donne siano ancora poco rappresentate nei team dedicati all’Innovazione. In Italia, solo il 12,6% delle studentesse sceglie materie scientifiche o tecnologiche all’università. Ma le donne sono portatissimi per le materie scientifiche. Al contrario da quanto affermato dal rettore di Harvard. Infatti l’84% dei responsabili Risorse Umane ritiene che la presenza femminile all’interno dei team di sviluppo in ambito tecnologico possa contribuire alla creazione di prodotti e servizi migliori.

 

Che misure avete in azienda a sostegno della famiglia, della maternità?

Stiamo lavorando sul telelavoro soprattutto per le funzioni di middle management, di ufficio e di back office. Per il front office si fa più fatica, si deve essere in postazione, ci sono turni precisi, forniamo un servizio 24 ore su 24. Inoltre promuoviamo il congedo parentale anche da parte dei padri. In azienda abbiamo avuto periodi di alternanza padre-madre per seguire i figli nell’inserimento all’asilo.

 

Qual è la presenza femminile in Allianz Partners?

Abbiamo il 40% delle donne dirigenti e il 44% top manager, nel comitato esecutivo.

Il Pubblivoro: la salute prima di tutto

Su Today Pubblicità Italia questa settimana commentiamo tre attività di comunicazione che mettono al centro la cura della persona.

Partiamo con Aboca che con ‘Innovazione per la salute’ spiega la propria filosofia. Il risultato è convincente e la chiave è doppia. La prima è quella di usare la modalità della divulgazione in stile ‘Piero Angela’ con l’intenzione, ben riuscita, di tradurre un’attività di lavoro complessa in modo semplice. In questo senso la scelta di utilizzare la voce di Lella Costa è particolarmente riuscita perché l’attrice, oltre ad essere molto brava, con un timbro riconoscibile ha l’autorevolezza per rendere credibile il messaggio. La seconda chiave è quella della poetica. La scelta visiva non è tecnica, infatti la spiegazione scientifica passa attraverso la metafora delle lettere, rappresentate da un lento fluire, che costituiscono tutti gli esseri viventi in natura. La scelta del rallentatore sposta appunto il piano dalla realtà alla poesia della realtà. Questo duplice piano, della divulgazione e della poesia, è il nocciolo della creatività e firma questo spot.

Completamente diverso il video ‘Il battito del cuore’ che ha girato la Bayer in occasione della ‘Giornata Internazionale del Cuore’. Qui la scelta è di usare un linguaggio social dove le persone che hanno sofferto di una patologia legata al cuore diventano protagoniste dell’esperienza che viene sapientemente documentata. Infatti, non è importante la canzone come risultato finale di un’attività di registrazione ma protagonista diventa la registrazione stessa. E questo percorso viene ben raccontato attraverso i primi piani ricchi di emozioni che variano in continuazione. Si passa dall’ansia della prestazione, all’emozione di cantare con un personaggio importante, passando per la commozione e la condivisione di un’esperienza unica. Il bello di questo video è che il testo cantato, oltre ad essere la preparazione al messaggio di sintesi finale: ‘Ascolta il tuo cuore’, di fatto sostiene ed aumenta la carica emotiva trasmessa dai volti delle persone. Bello anche il passaggio in cui Luca Carboni si smaschera alzando gli occhiali da sole, eliminando così il tratto estetico che lo differenziava dagli altri.

Impresa difficile quella affrontata da Allianz con la promozione del prodotto assicurativo ‘Universo persona – autosufficienza’ che tocca un tema delicato e, almeno a mia memoria, mai affrontato con uno spot televisivo. L’impresa riesce bene, il focus centrale è quello che nel Re Leone chiamavano ‘Il cerchio della vita’. La narrazione nella sua semplicità è efficace, con delicatezza mette lo spettatore di fronte alla possibilità di avere necessità di un aiuto in futuro e prospetta la soluzione attraverso il prodotto assicurativo. Acuta l’idea di legare in maniera forte il brand ad un messaggio che stimola un bisogno generale sempre più presente in un Italia che continua ad invecchiare. La scelta di mantenere la colonna sonora degli altri spot Allianz lega la narrazione al marchio. La conclusione con il consulente della compagnia che rinforza il messaggio finale aiuta lo spettatore, oltre a prendere coscienza di un bisogno latente, a spiegargli dove esattamente trovare la soluzione.

This is Ideal: a Milano una nuova sede in nome dell’integrazione

La soluzione ideale in comunicazione? Arriva quando si incontrano anime diverse. Possibilmente sotto lo stesso tetto. Con questo spirito This is Ideal, gruppo che affonda le radici nella storia ventennale dell’agenzia Ideal, ha presentato ieri la nuova sede di Milano, in via Palermo 1.

“Arriviamo nel cuore di Brera, in una zona che potremmo definire una Milano al quadrato”, ha spiegato Stefano Capraro, presidente e fondatore della holding che controlla, oltre a Ideal, anche Action & Branding, agenzia milanese guidata dal ceo Alessandro Pedrazzini, la casa di produzione Sala Giochi, e le realtà internazionali Ideal and Us in Nord America, a New York, e Ideal Iberia a Madrid.

“Questo per noi è un po’ l’anno zero”, ha sottolineato l’imprenditore presentando i nuovi uffici milanesi.

“Al momento ospiteranno Ideal, Action & Branding e Sala Giochi – ha proseguito -, ma la compagine è destinata ad ampliarsi. Nei piani c’è l’acquisizione di due nuove realtà che dovrebbe compiersi entro la fine del 2018. La logica è quella di avere per ogni società un ceo che sia anche partner. Con questa inaugurazione celebriamo non solo una casa comune, ma un processo di integrazione, l’unione di forze diverse”.

Approfondimento verticale, ma senza tradire il principio della condivisione di pensiero, idee ed esperienze: questo lo spirito che ha guidato la progettazione della nuova sede, che non rappresenta solo un biglietto da visita del gruppo, ma ne raccoglie lo spirito, rivelando una formula chiara e tutta improntata da alzare l’asticella della qualità del servizio.

“Abbiamo replicato il modello di Torino – ha sottolineato Capraro -. Non è prevista nessuna postazione fissa, ma isole di lavoro che si completano intorno ai progetti”.

Entro la fine dell’anno lo staff di This is Ideal raggiungerà nel complesso le cento unità.

“Fra le 20-25 persone saranno stabili a Milano – ha aggiunto il manager -. Questo in un dialogo continuo con la sede torinese, che desk to desk dista solo 75 minuti”.

Nell’occasione Capraro ha espresso soddisfazione per l’andamento del Gruppo.

“Il 2018 sarà un anno di crescita per tutte le realtà che lo compongono – ha dichiarato -. Veniamo dalla ottima perfomance di Ideal del 2017 (+30% di fatturato sul 2016, ndr), ma questo è davvero un nuovo inizio”.

Un’annata quella che si sta per chiudere contrassegnata da nuove acquisizioni e diverse importanti conferme. Ricordiamo FCA, Artsana, Coty per Ideal e L’Oréal e Hansgrohe per Action & Branding. Proseguirà anche la spinta per una crescita fuori dall’Italia.

A capo dello sviluppo internazionale è stato chiamato Andrea Messa, professionista di lungo corso con una significativa esperienza sui mercati esteri, che gestirà questo piano di espansione a livello continentale con un primo focus sulla Spagna.

Tornando all’opening, la giornata è stata animata prima da quattro workshop che hanno coinvolto Nielsen, Spotify, Open Influence e Google e poi dalla performance dell’artista Mr. Save The Wall.

“Promuovere la cultura della comunicazione è nel nostro Dna – ha affermato Capraro -. Un impegno che porto avanti personalmente nella vita associativa, all’interno di Assocom e nel comitato organizzativo di IF!”.

A fare gli onori di casa anche Alessandro Pedrazzini, ceo di Action & Branding, ultima agenzia entrata nella famiglia di This is Ideal.

“Siamo una realtà nata nel 2007 con una storia consolidata alle spalle e che sta andando molto bene (fra i clienti, oltre a quelli già citati ci sono aziende importanti come Miele e Nike, mentre la previsione di chiusura del 2018 si attesta intorno al +40%, ndr)”, ha detto a Today Pubblicità Italia il manager.

“Abbiamo sposato pienamente questo progetto che mette insieme in modo dinamico delle competenze diverse in uno scenario che cambia molto rapidamente. Lo stesso dinamismo è ripreso nella concezione degli uffici, senza posti fissi, uno spazio inclusivo e di contaminazione, aperto ai clienti e ai contributi di player esterni”, ha concluso Pedrazzini.

 

Red Cell: i guardiani del brand in versione omni-channel

Intervista al Ceo Alberto De Martini che rivela i tratti distintivi dell’approccio metodologico dell’agenzia, partendo dal modello strategico della Brand Narrative Strategy

Red Cell si è sempre posizionata e distinta per la sua focalizzazione sull’aspetto strategico. Qual è, in concreto, l’elemento che vi distingue dal punto di vista metodologico?

È proprio questo il punto. Parlare di strategia non è mai stata una questione di slogan. Ancor più ai giorni nostri: giorni in cui le variabili su cui costruire un pensiero coerente si moltiplicano all’infinito assieme alle opportunità offerte di continuo dalla tecnologia digitale e dai player di ogni dimensione iscritti a questa gara frenetica e appassionante.

Ma non basta.

A questa complessità si aggiunge la frammentazione del percorso strategico, suddiviso tra diverse tipologie d’agenzia, ognuna impegnata a presidiarne un tratto mettendo in campo la propria visione della marca e del suo rapporto con i prodotti, utilizzando le proprie categorie per valutare il presente e inquadrare gli obiettivi futuri.

Così le fasi di brand assessment, di brand strategy e di connection plan si muovono all’interno di cornici ideologiche e linguistiche dissonanti.

Tutto ciò, naturalmente, non aiuta nessuno a interpretare credibilmente la figura di cui i clienti hanno più bisogno: un guardiano del brand in versione omni-channel, capace di accompagnare la marca dalla diagnosi sul suo stato di salute alla ‘terapia’ strategica più efficace, alla costruzione del connection-plan più efficiente, fino all’esecuzione creativa del messaggio più adeguato a ogni touch-point materiale, analogico e digitale.

 

Il problema è chiaro. E la risposta?

Siamo partiti dal nostro modello strategico, la Brand Narrative Strategy che, muovendo dal presupposto che la strategia narrativa di un grande brand sia identica a quella delle grandi ideologie, si articola in cinque passaggi-chiave: Valori, Empatia, Cambiamento, Strumenti e Processi.

A questo punto, per la fase di assessment, avevamo bisogno di uno strumento di ricerca basato sulla stessa visione, riflessa nell’utilizzo delle medesime categorie.

Abbiamo coinvolto l’area research del nostro gruppo in questo processo e ora abbiamo a disposizione questo strumento, che occupa lo spazio a monte della strategia.

Restava da risolvere lo spazio a valle. L’abbiamo fatto con una mossa semplice e necessaria: creando la dimensione verticale del connection-plan. In pratica, in ascissa, cioè alla base del marketing funnel, restano gli step della ‘carriera’ della marca. In ordinata, a incrociare le caselle del MF, abbiamo posto i cinque passaggi della Brand Narrative Strategy.

 

Perciò il risultato è un flusso unico e coerente, che collega tutti i passaggi della strategia.

Sì, e soprattutto è una piattaforma contemporaneamente stabile, flessibile e facile da condividere da una parte con il cliente, dall’altra con i creativi di ogni disciplina verticale. Perché tutti sanno sempre qual è il terreno di gioco, dov’è la porta in cui fare goal e qual è il loro compito in campo.