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Automoto.it lancia il nuovo canale verticale in Italia dedicato alla mobilità elettrica


25.01.2019

Automoto.it – tra i primi quotidiani di informazione automobilistica italiani che insieme a Moto.it forma AM Network, punto di riferimento per l’automotive in Italia – ha voluto interrogare i suoi utenti circa l’attuale dibattito sui veicoli elettrici.L’occasione è il lancio del nuovo canale verticale elettrico moto.it/elettrico che tratta trasversalmente tutti i temi legati ai veicoli elettrici: dalle due ruote alle quattro ruote, passando per i rideables, e con news e informazioni utili, senza dimenticare la parte di listini e annunci, da sempre cuore di AM Network, ma in questo caso dedicati esclusivamente ai veicoli elettrici.Molte amministrazioni comunali annunciano di voler bandire nel prossimo futuro (come Virginia Raggi a Roma nel 2024) i veicoli diesel nei centri cittadini, le aziende investono sempre di più in progetti che implementino i veicoli elettrici e FCA ha dichiarato che “le case automobilistiche hanno meno di un decennio per reinventarsi”, pensando già di rallentare o abbandonare la produzione dei diesel nel prossimo piano industriale.

Secondo le previsioni, entro il 2030 i veicoli elettrici (EV) e ibridi elettrici plug-in (PHEV) rappresenteranno oltre il 40% delle vendite dei veicoli in Europa (fonte AlixPartners), ma alla semplice domanda “Stai valutando l’acquisto di un veicolo 100% elettrico nel breve termine?” il 57,81% degli utenti ha risposto di no, contro il 23,84% degli incerti e il 18,35% di coloro che invece sono già convinti di volere passare all’elettrico. Tutti coloro che potrebbero considerare l’elettrico hanno una certezza: che il veicolo elettrico acquistato, andrebbe a sostituire per un buon 54,22% quello endotermico già in possesso e quindi non sarebbe una semplice alternativa. Questo passaggio è fondamentale, perché sottolinea come oggi sia fondamentale fare chiarezza da parte di case e istituzioni sulle regole che riguardano le singole motorizzazioni, altrimenti si rischia di bloccare il mercato gettando il panico fra gli utenti che ritarderanno continuamente la sostituzione della propria auto, in attesa di maggiori garanzie sui loro acquisti. Se per il 41,12% l’impatto ambientale sarebbe una delle motivazioni che potrebbe spingere all’acquisto di un veicolo elettrico, unito alla previsione in un futuro (forse non così prossimo) di minori costi di gestione e manutenzione, il 61,29% degli intervistati nutre ancora forti dubbi per i costi di acquisto, che ancora sono elevati (32,49%) e la scarsa autonomia dei veicoli (28,80%), preoccupazione confermata dal fatto che il 42,81% dichiara che userebbe un veicolo elettrico solo per piccoli spostamenti in città o il 32,78% per uso lavorativo.

Al netto del fatto che ancora le moto elettriche sono un orizzonte molto lontano e che, a detta degli utenti, difficilmente potrebbero fare e meno del “suono del motore” sulle due ruote, sono sicuramente le automobili a rappresentare la fetta di mercato più consistente nel settore automotive elettrico, con un’ampia gamma di opzioni: dalle micro-hybrid, alle ricaricabili con spina PHEV Plug-in hybrid, fino alle mild e full hybrid HEV con motore elettrico che aiutano a ridurre emissioni e consumi e a entrare nelle ZTL. Gli utenti dimostrano di conoscere abbastanza bene le differenze tra l’una e l’altra tecnologia, ma lamentano la mancanza di informazioni reali sull’intero ciclo di vita dei mezzi, soprattutto per quanto riguarda l’impatto ambientale, dalla produzione, all’uso fino allo smaltimento. E arriviamo qui al tema più sorprendente, o meglio alla conferma che la presenza di informazioni certe e complete, e non propagandistiche, sia necessaria. Circa il 65% degli intervistati, alla domanda “Credi che l’elettrico sia veramente il futuro della mobilità?” dicono che non ne hanno la certezza, circostanziando e spiegando nella maggior parte dei casi le loro motivazioni.

Molti affermano che produrre un veicolo elettrico non abbia un minor impatto ambientale rispetto a un mezzo endotermico, alla luce delle attuali tecnologie impiegate per l’estrazione, la fabbricazione e lo smaltimento delle batterie. Anche per produrre l’energia elettrica che servirà a ricaricare quelle stesse batterie, ancora i combustibili fossili sono i più utilizzati e le energie green e rinnovabili non possono garantire, a breve termine, l’approvvigionamento necessario. Altri lamentano la mancanza di infrastrutture capaci di sostituire le attuali pompe di benzina.