MEDIA

L’ad Fabrizio Salini ridisegna la Rai con il Piano industriale 2019-2021


25.01.2019
Fabrizio Salini

Dal Cda di ieri, nascono Rai Format, Rai Doc, un canale in inglese e uno istituzionale, una testata digitale, una newsroom di flusso e una nuova struttura per format digitali. Il servizio pubblico eserciterà l’opzione per l’acquisto del pacchetto di diritti per la Champions League 2019/2020

L’Amministratore Delegato di Rai Fabrizio Salini ha presentato ieri in Cda il Piano di rilancio della società per il triennio 2019-2021. Secondo l’AD le reti devono diventare “interpreti dei bisogni dei consumatori focalizzandosi su palinsesti sempre più cuciti su misura e nel miglioramento dell’esperienza di visione”.

Su questa visione, è prevista la nascita di due nuove direzioni, Rai Format e Rai Doc, con l’obiettivo di dare impulso all’industria creativa italiana, coinvolgere e far crescere produttori indipendenti e giovani autori creativi anche nell’ambito fiction. In ottemperanza al contratto di servizio, l’offerta sarà ampliata con un canale in inglese, che conterrà l’informazione in lingua e uno di natura istituzionale.

Il nuovo Piano non può prescindere dalla rivisitazione dell’informazione. Sono previste tre fasi: la prima prevede il rafforzamento di un polo all news con la creazione di una testata digitale; la seconda contiene il potenziamento della testata digitale con lo sport e l’informazione istituzionale; la terza realizzerà l’integrazione dei poli informativi in una newsroom di flusso ma mantenendo i brand di punta dell’informazione Rai rafforzandone la loro storica identità.

Rai Play avrà un ruolo centrale e si trasformerà in una piattaforma in grado di produrre contenuti esclusivi e nativi digitali, utilizzando le nuove tecnologie. Non a caso il piano prevede la creazione di una nuova struttura interna all’azienda dedicata ai nuovi format contemporaneamente al potenziamento del Crit (centro ricerche e innovazione tecnologiche) di Torino.

Il piano, giunto a compimento dopo sei mesi di lavoro, a quanto si apprende, è stato giudicato innovativo e rivoluzionario anche dalla maggior parte dei consiglieri. Entro il 7 marzo dovrà essere approvato: il contratto di servizio, che ne prevede la presentazione entro 6 mesi, è entrato in vigore il 7 marzo 2018 ma poi il Mise ha concesso una proroga di altri 6 mesi.

Per finanziare il Piano Rai proseguirà con l’ottimizzazione dei costi, senza alcuna contrazione occupazionale, ma attraverso una minor sovrapposizione dei palinsesti, alla riduzione delle inefficienze, alla revisione dei fabbisogni del settore informazione che resta per la Rai cruciale.

Nel corso del Cda, inoltre, la Rai su proposta dell’AD Salini ha deciso di esercitare l’opzione, in scadenza al 31 gennaio, per l’acquisto del pacchetto collegato ai diritti per la Champions League per la stagione 2019/2020. Sul tavolo del Cda anche la nuova ondata di nomine.

Il Presidente Rai Marcello Foa diventerà presidente anche di RaiCom, rinunciando però al compenso. Come lui anche i consiglieri di amministrazione dell’azienda designati nelle società controllate RaiCom e Rai Pubblicità (Igor De Biasio, Giampaolo Rossi e Beatrice Coletti) hanno rinunciato al compenso. Come Amministratore Delegato di RaiCom è stata indicata l’ex Presidente Rai Monica Maggioni.

Gian Paolo Tagliavia, a capo dell’Area Digital, è designato come Amministratore Delegato di Rai Pubblicità, mentre Antonio Marano rimarrebbe alla presidenza della concessionaria. Resta così vacante la qualifica di capo dell’Area Digital. Per la direzione così ripensata si fanno come candidati i nomi di Andrea Fabiano, ex direttore di Raiuno e di Raidue, e di Maria Pia Ammirati, oggi direttore delle Teche Rai e responsabile content del Digital.

Al Cda è stato presentato anche il piano editoriale di Raisport con la conferma alla vicedirezione di Enrico Varriale, Bruno Gentili, a cui si aggiungono Raimondo Maurizi, Alessandra de Stefano e Marco Civioli che dovrebbe avere la delega per la redazione di Milano. Oggi sarà votato dai giornalisti di Raisport il piano editoriale del direttore Auro Bulbarelli.