MEDIA

La radio del futuro, tra smart speaker e una corsa con Uber


24.01.2019
Di Claudia Cassino
Alberto Mattiello

Come sarà la radio del futuro? Alberto Mattiello, Head of Future Thinking di JWT (l’agenzia del Gruppo Wpp diventata recentemente Wunderman Thompson), invita innanzitutto a ragionare in termini di “mercato dell’ascolto, non più della radio”.

Da Spotify, che ha rivoluzionato le modalità di ascolto della musica, agli smart speaker (come Google Home o Amazon Alexa o Facebook Portal), che stanno cambiando le abitudini domestiche, l’audio ormai pervade le nostre vite iperconnesse attraverso device differenti. E la radio, grazie alla sua resilienza e capacità di adattamento, si trova al centro di questa rivoluzione.

Di ritorno dal CES di Las Vegas, Mattiello ha sottolineato come una delle principali leve di cambiamento nei prossimi anni sarà il 5G, evidenziandone le grandi opportunità per la radio. Ma per definire meglio il futuro bisognerà comprendere l’evoluzione dei due principali ambienti di fruizione del mezzo radiofonico: la casa e l’automobile. Le case di domani, infatti, diventeranno dei veri e propri ecosistemi connessi. Con l’arrivo degli smart speaker si apriranno grandi opportunità anche per la radio.

Basti pensare che negli Stati Uniti la penetrazione di questi device – con un costo che parte da 15-20 dollari – ha già raggiunto circa il 18% della popolazione adulta, pari a 43 milioni di persone, e uno degli utilizzi principali è proprio l’ascolto delle emittenti radiofoniche. Intorno a questo nuovo sistema si stanno già sviluppando nuove proposte sia da parte degli editori radiofonici, sia da parte di player emergenti.

Quanto all’ascolto in automobile, la mobilità del futuro sarà sempre più all’insegna del ridesharing. L’auto in condivisione diventerà un touchpoint con nuove regole: gli ascoltatori potranno portare con sé un mondo audio personalizzato, l’offerta potrà creare occasioni incrementali per diffondere nuovi contenuti.

“La personalizzazione, l’utilizzo dei dati, la lunga coda dell’offerta e la disintermediazione definiranno le linee guide per l’evoluzione degli audioscape del futuro”, sottolinea Mattiello.

 

Marco Brusa e Pierluigi Pardo

 

Uber, per esempio, si sta trasformando in una società che offre una miriade di servizi nuovi attraverso accordi con app come Stereo o società come Cargo, che portano all’interno delle auto piattaforme di ascolto o prodotti alimentari in cambio di dati degli utenti. Ma la radio è un mezzo di comunicazione efficace per le aziende che scelgono di pianificare le loro campagne sul mezzo? A rispondere a questa domanda è stato Marco Brusa, Managing Director di GroupM Consulting, insieme a Pierluigi Pardo, giornalista sportivo con un passato da uomo di marketing come brand manager in Procter.

Attraverso un botta e risposta fatto di metafore calcistiche, sono stati raccontati i risultati di cinque differenti campagne radiofoniche. Le case history illustrate (appartenenti a 5 clienti che operano in differenti settori: Service, Airlines, Finance, Automotive e Pharma) sono state in grado di dimostrare come la radio lavori in modo efficace su diversi KPI di business.

Al termine della mattinata, infine, una tavola rotonda con Stefano Boeri, Enrico Mentana, Pierluigi Pardo, Virginia Robatto, Fabio Rovazzi, Marina Salamon e Bobo Vieri, che hanno raccontato il loro rapporto con la radio, tra nostalgia del passato e previsioni future.

Oggi l’appuntamento di RadioCompass si replica a Roma. Protagonisti del panel saranno Carlo Freccero, Ludovica Frasca, Edoardo Garrone, Pierluigi Pardo, Pif e Ivan Zazzaroni.