CREATIVITY

Spencer & Lewis diventa ‘Creative PR House’. I piani per il 2019


22.01.2019
Di Andrea Crocioni
Massimo Romano e Giorgio Giordani

L’agenzia fondata da Giorgio Giordani e Massimo Romano a luglio compie dieci anni. Presentato il restyling del logo. In fase di finalizzazione l’acquisizione di una società di eventi

Da semplice agenzia a ‘Creative PR House’, come recita la tag line che accompagna il nuovo logo di Spencer & Lewis, sigla fondata dieci anni fa da Giorgio Giordani e Massimo Romano, che ne sono rispettivamente il Presidente e il Ceo. Una storia di imprenditoria, ma anche di amicizia, che si è trasformata anno dopo anno in una case history di successo nel settore delle pubbliche relazioni, prima sulla difficile piazza romana e poi a livello nazionale.

“A luglio spegneremo le nostre prime dieci candeline – racconta Giordani -. Il 2019 per noi rappresenta un anno importante, il primo di un piano industriale triennale che abbiamo messo a punto per costuire quella che sarà la Spencer & Lewis di domani. Abbiamo avviato un restyling completo della struttura, partendo dal nuovo logo. Un’operazione che non è solo di facciata, ma che definisce il posizionamento dell’agenzia sul mercato che abbiamo impostato nell’ultimo anno e mezzo, partendo dalle nostre radici e da concetti che abbiamo portato avanti con coraggio. Al centro di tutto c’è la capacità di governare i contenuti. Questo è il ruolo che rivendichiamo per chi si occupa di PR, il nostro mondo”.

E precisa Romano: “Tale percorso lo abbiamo fatto come agenzia, ma anche come categoria all’interno di PR Hub di Assocom”.

Prosegue Giordani: “Abbiamo sempre fatto il nostro lavoro con una forte impronta creativa, ma senza sentirci degli ibridi, perché questo è l’unico modo per fare PR in un modo attuale, in uno scenario media rivoluzionato dove si viene misurati sulla capacità di dar vita a campagne in grado di generare conversazione”.

 

 

In questi anni Spencer & Lewis ha intrapreso un percorso che le ha consentito di conquistare la fiducia di tanti clienti italiani, ma anche di brand multinazionali.

“La parola house, contenuta nel nostro pay off, vuole evocare la nostra dimensione sartoriale – sottolinea Romano -. Mettiamo in risalto la grande professionalità di chi lavora con noi. Le risorse umane sono la nostra vera forza, ciò che ci consente di fare la differenza. Non è un caso che molte delle persone che hanno iniziato con noi siano rimaste. Questo ci ha consentito di costuire un team di lavoro stabile e di valore. Un altro aspetto importante, che tengo a mettere in evidenza, è il rapporto con i clienti: abbiamo un alto indice di longevità. Chi ci prova collabora con noi per lungo tempo. Una cosa che ci riempie di orgoglio, soprattutto se pensiamo a un mercato fatto spesso di rapporti mordi e fuggi”.

Il 2019 per il gruppo sarà denso di novità. “Lanceremo nuove sigle verticali – afferma Giordani -. Etichette, così le vogliamo definire, che saranno la chiave per uno sviluppo del business che vedrà Spencer & Lewis come il contenitore di un’offerta più ampia, con le PR a supervisionare diverse sigle verticali. Abbiamo recentemente chiuso l’acquisizione di una società di eventi con la quale daremo vita a una nuova struttura specializzata. Stiamo defininendo gli ultimi dettagli, ma la presentazione è fissata per marzo, il mese in cui dovrebbero essere pronti anche i nostri nuovi uffici di Milano. Questa nuova realtà sarà focalizzata su eventi classici, ma assorbirà al suo interno l’esperienza maturata da Spencer & Lewis nell’organizzazione di eventi dall’alto tasso di creatività”.

Ma i movimenti non finiscono qui. “Nell’ultimo semestre – continua Giordani – ci siamo concentrati sullo sviluppo di una unit che opera nell’ambito del digital performance. Diversi clienti ci hanno dato in gestione il loro marketplace su Amazon. Ormai non parliamo più di semplici e-commerce, ma di autentici spazi dove comunicare. Noi aiutiamo le aziende a presidiarli al meglio. Anche questa unit dovrebbe trasformarsi nel terzo trimestre dell’anno in una sigla autonoma”.

Per quanto riguarda i numeri i due fondatori manifestano grande positività. “Al 16 di gennaio di fatto abbiamo già confermato il fatturato del 2018. Per la fine del 2019 prevediamo una crescita fra il 35 e il 40%. Tenendo conto del contributo della nuova sigla nell’area eventi, che formalmente consolideremo nel 2020, faremo un vero e proprio salto di qualità, con un fatturato che passerà da 1,5 a 3 milioni di euro”, chiariscono i due soci.

“Come ho già detto – prosegue Romano – una crescita così sostenuta non sarebbe stata possibile senza il coinvolgimento di figure professionali di alto livello. Le persone sono fondamentali e anche per questo nelle nostre strategie di sviluppo sarà centrale un piano di welfare aziendale che prevede la nomina di una figura come il Chief Happiness Officer, già diffusa all’estero, ma poco considerata in Italia. Formazione, smart working, flessibilità devono essere le parole chiave, perché vogliamo che chi lavora con noi sia messo nelle condizione di farlo al meglio”, conclude il Ceo.