SPEAKER'S CORNER

Il Pubblivoro – Alla ricerca dello Sgurtz


14.01.2019
Di Giampaolo Rossi, Fabbrica di Lampadine
Giampaolo Rossi

“Lo Sgurtz o ce l’hai o non ce l’hai”, così David Riondino recitava nel mitico film Kamikazen del 1987. I pubblicitari sono sempre alla ricerca dello Sgurtz, ovvero di quell’elemento sottile, che nulla ha a che vedere con le caratteristiche tecniche e la funzione d’uso del prodotto ma che, in qualche modo, fa la differenza. Se si trova lo Sgurtz nella comunicazione, il prodotto o il servizio acquisiscono un’anima visibile, un “non so che” che gli rende unici e distinguibili.

Ferme d’Anchin con il suo ‘Soup that does justice to vegetables’ ha un momento Sgurtz. Qui non si parla di salutismo, di coltivazioni bio, di natura, di sostenibilità. Qui il protagonista è una persona che di cognome si chiama come un vegetale: ‘Porro’ (bella anche la versione femminile con la protagonista ‘Asparago’). La narrazione che ripercorre i momenti chiave della vita di Porro ha come elemento chiave le prese in giro per questo cognome particolare. Finalmente è arrivata la zuppa di Perme d’Anchin che dà giustizia ai vegetali. Ora Porro può essere orgoglioso di chiamarsi come un vegetale. Oltre al momento Sgurtz, è molto acuta anche la scelta visiva di iniziare e finire lo spot con la stessa inquadratura e lo stesso sfondo, variando l’espressione del protagonista per mettere in evidenza la forza della trasformazione emozionale positiva dovuta al prodotto promosso.

 

 

Granarolo con ‘La parola agli allevatori’ centra la comunicazione sulla comunità di contadini che producono il latte, evidenziandone la diversità attraverso le inflessioni dialettali ed esaltandone i tratti comuni sottolineandone i valori. Guardando bene lo spot emerge che le vere protagoniste sono le mucche, oggetto di tutte affermazioni. Questo in piena continuità con gli spot precedenti, che vengono richiamati dalla chiusura dedicata a Lola, la mucca con lo Sgurtz.

 

 

Anche Ricola con ‘Un augurio di bontà’ insegue lo Sgurtz applicando il principio matematico della proprietà transitiva. La Ricola aiuta la gola e la voce, con la voce puoi ispirare grandi emozioni, piccoli momenti di gioia e dolci attimi di calma. Ergo, Ricola ti permette di emozionare e di vivere con gioia e calma. Semplice ed efficace. L’esperienza visiva è molto bella e curata. Anche il passaggio dai quadri che illustrano i benefici di Ricola alla coltivazione delle erbe è molto armonico e non fa capitare quello che spesso accade nelle pubblicità impostate su due pilastri narrativi (storia evocativa e prodotto). Un passaggio che fa sembrare scollegati i due elementi di scrittura. Ricola sta portando avanti un percorso nella comunicazione originale, che si fa notare. La qualità del risultato è un crescendo. Sono curioso di vedere la prossima pubblicità.