MEDIA

Rolling Stone evolve: chiude il cartaceo e punta sul sito


14.01.2019
Di Fiorella Cipolletta

Da gennaio 2019 il magazine Rolling Stone non è più in edicola. Il mensile, storico brand e magazine di musica e attualità fondato a San Francisco da Jann Wenner, in Italia dal 2003 grazie a Rs Italia, poi passato a Quadratum e infine nel 2014 rilanciato con successo da Luciano Bernardini de Pace dice addio al cartaceo, alle edicole, agli abbonamenti. Rolling Stone, l’ultimo numero è uscito a dicembre, continua a vivere solo online con il sito rollingstone.it e attraverso gli eventi speciali.

“Stiamo facendo un salto in avanti – commenta l’editore Luciano Bernardini de Pace -. Stiamo evolvendo. Una trasformazione all’insegna della qualità per seguire dove sta andando il mondo. Un mondo sempre online, che legge e si informa sul web, che condivide sui social e si sfama di video. I numeri parlano chiaro. Il sito di Rolling Stone, che nel 2018 ha fatturato ricavi adv per 1 milione di euro, ha 2,5 milioni di utenti unici, 435 mila follower su Facebook e 230 mila su Instagram e 133 mila su Twitter”.

La strategia di puntare esclusivamente sul sito e sugli eventi speciali (che quest’anno ha segnato ricavi per più circa 500 mila euro) è dettata anche dai costi, nonostante nel 2018 la raccolta pubblicitaria del cartaceo abbia fruttato 1 milione di euro.

Luciano Bernardini de Pace

“Il magazine in edicola vendeva circa 20 mila copie al mese e contava 3 mila abbonati – continua Bernardini de Pace -. La casa editrice stava avvicinandosi al break even, ma difendere il passato costa. La spesa tra carta e distribuzione obsoleta ci costringeva a stampare 5 copie per venderne una. I costi rappresentavano il 70% per la carta contro il 30% per l’online”.

Rolling Stone Italia non è il primo a lasciare la carta per concentrarsi sul web: Wired in Italia, Glamour in Uk e Usa (in Italia Gioia ha chiuso e la redazione è confluita in quella di Elle) hanno abbandonato le edicole per diventare solo a portata di click.

“Ormai non importa quante copie vendi, quando vai in un centro media ti dicono chiaramente che agli investitori oggi interessa il digitale. Quindi dopo un’indagine di mercato, insieme al mio team abbiamo preso la decisione di focalizzarci esclusivamente sul digital attraverso contenuti emozionali. Ho dovuto rinunciare solo a due grafici strettamente legati alla parte cartacea. Mentre la squadra sul sito, guidata da Alessandro Giberti, la consulenza strategica di Massimo Coppola e il publisher Davide Da Rold, è raddoppiata e lavorerà su approfondimenti e notizie in tempo reale”.

Rolling Stone, bandiera della cultura pop, continuerà così a sperimentare. “Fare approfondimento anche sul web si può. E, allo stesso tempo, vogliamo continuare a essere creativi di contenuti emozionali, digitali, veloci e fruibili da tutti e sviluppare progetti ad hoc per i marchi. I brand si rinnovano in continuazione e oggi sono diventati dei veri media. Hanno bisogno di amplificare la visibilità e di piattaforme che rappresentino il loro stile e i loro valori. Rafforzeremo l’offerta di video e lavoreremo con i clienti per creare progetti native advertising e branded content. Un esempio di progetto di successo è quello per Tom Ford che sul sito di Rolling Stone ha registrato 2 milioni di impression, oltre 30 mila visualizzazioni con un tempo di permanenza di 1,5 minuti”.

Rinnovato nell’autunno dell’anno scorso il sito di Rolling Stone, che a febbraio presenterà tutte le novità e le strategie, continuerà ad essere seguito dalla concessionaria di Luciano Bernardini de Pace, Magazine International che nel 2018 ha chiuso con un fatturato di 3,5 milioni di euro.