MARKETING

Facile.it, nel 2019 crescono gli investimenti pubblicitari


14.12.2018
Di Fiorella Cipolletta

Ieri in occasione dell’apertura dello store di Milano è stata presentata l’indagine Italiani e Risparmio condotta da mUp Research con l’ausilio di Norstat

Alessandra Ferrari

Facile.it, il portale italiano di confronto tariffe assicurative e non solo, si prepara a entrare nel nuovo anno “incrementando gli investimenti adv sia per l’offline che per l’online e confermando i partner creativi” dichiara Alessandra Ferrari, brand manager di Facile.it.

Attualmente on air, lo spot porta la firma dell’agenzia Nadler Larimer & Martinelli ed è pianificato con il supporto della media agency omni@ (OMD).

La campagna di Facile.it si inserisce in un percorso di continuità con le precedenti e mette al centro i punti di forza del portale di comparazione, ossia la convenienza per gli utenti e la semplicità d’uso.

“Mediamente rimaniamo on air per circa 30 settimane all’anno – continua la manager -, prediligendo in egual misura il mezzo televisivo e il digital. Su questo ultimo ci concentriamo sui motori di ricerca come Google e Bing attraverso la search e display (90%) e il restante sui social network”.

Andrea Polo

Lo spot, in onda da inizio dicembre, è in programmazione con due flight, da 30’’e da 15’’, sulle reti Mediaset, Rai, Cielo, TV8, Sky e Discovery e sui principali canali web a cominciare da YouTube. Nella strategia di comunicazione di Facile.it anche il punto fisico ha fatto la differenza.

“In un Paese legato ancora al rapporto personale – spiega Ferrari – lo store diventa un’estensione del portale, un luogo che riduce la distanza con gli utenti e consolida i rapporti con i clienti”.

Il progetto Facile.it Store viene lanciato nel 2017 con la prima apertura a Varese. Si è poi esteso anche a Bergamo, Cremona, Roma, Parma, Genova, Reggio Emilia e da poco anche a Milano in Corso di Porta Romana. E proprio in occasione dell’apertura dello Store milanese, Facile.it ha presentato un’indagine condotta da mUp Research con l’ausilio di Norstat sul tema ‘Italiani e Risparmio’.

“Un’indagine di carattere economico – sociale – sottolinea Andrea Polo – direttore comunicazione di Facile.it – che restituisce la fotografia di un Paese sempre più proprietario del proprio portafoglio, indice di maturità del consumatore”.

 

Pay TV e italiani: il contenuto batte il prezzo

 

Attraverso 1023 interviste Cawi su un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta, l’indagine evidenzia che nel 2018 il 40,9% degli italiani non è riuscito a risparmiare (ossia 4 italiani su 10); se si guarda invece a coloro che sono riusciti a mettere da parte qualcosa riducendo le principali voci di spesa familiare (utenze, assicurazioni e prodotti finanziari), il risparmio medio è stato pari a 620 euro.

Fra le spese familiari prese in esame, quelle che nell’ultimo anno, almeno psicologicamente, hanno inciso maggiormente sugli italiani sono state l’RC auto (66,3%), la bolletta dell’energia elettrica (65,6%) e quella del gas (58,7%).

E se l’RC auto è una delle voci su cui gli italiani hanno imparato a risparmiare maggiormente (11,2 milioni quelli che l’hanno fatto nel 2018), solo il 15,7% e il 13,1% dei rispondenti ha invece dichiarato di essere riuscito a ridurre il peso della bolletta elettrica e quella del gas; percentuali basse se si considera che le due voci di spesa occupano rispettivamente il primo e terzo posto nella lista dei costi che le famiglie desiderano tagliare con il 70,4% e il 60,9%.

Gli italiani sono poi sempre più attenti anche a voci di spesa fino a qualche tempo fa poco considerate; 7,9 milioni vorrebbero ridurre quelli legati al conto corrente, sono invece ben 8,3 milioni i consumatori che sentono il bisogno di diminuire i costi della Pay TV, servizio che si sta sempre più affermando in Italia.

Secondo i risultati dell’indagine, quasi un italiano su due dichiara di essere abbonato ad almeno un servizio di Pay TV e, tra questi, il 44,6% è addirittura abbonato a più di uno. Ma quanto sono fedeli gli italiani al proprio fornitore? Non molto. Secondo i dati un cliente su cinque (20%) ha cambiato nell’ultimo anno.

Le ragioni? In questo caso la prima motivazione è l’insoddisfazione rispetto ai contenuti offerti (51%), seguito dal prezzo troppo alto (45%). Tra chi invece non ha cambiato, il 40% ammette che lo farà non appena troverà un altro servizio soddisfacente, il 19% dichiara di aver rimodulato l’offerta del proprio operatore mentre solo il 18% si considera soddisfatto. Il 5% ha disdetto il servizio.