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GroupM, investimenti globali adv in ‘ribasso’: nel 2018 +4,3%, nel 2019 +3,6%


04.12.2018
MASSIMO BEDUSCHI

Pubblicata l’analisi semestrale ‘This Year, Next Year’. Stime riviste anche per l’Italia: leggero rialzo nel 2018 con +2,5%, per il prossimo anno previsto +1%

GroupM, la media holding del Gruppo Wpp, ha aggiornato le previsioni di investimento pubblicitario per il 2018 e il 2019. A livello globale, le aspettative di crescita di quest’anno sono state leggermente ridimensionate, dal 4,5% al 4,3%. Anche le proiezioni di crescita per il 2019 verificano la medesima situazione: GroupM stima un +3,6% (inizialmente era +3,9%) equivalente a 19 miliardi di dollari, anziché i precedentemente previsti 23 miliardi di dollari. Il recente apprezzamento del dollaro Usa rispetto a quasi tutte le altre valute ha contribuito a ridimensionare la crescita. La categoria Automotive manifesta sofferenza all’interno delle analisi mondiali di GroupM, così come l’assenza di qualsiasi ripresa degli investimenti delle aziende dell’FMCG sui media tradizionali. Queste e altre considerazioni sono state inserite all’interno del nuovo ‘This Year, Next Year’, documento  che semestralmente analizza le tendenze dell’investimento sui media in tutto il mondo e redatto da Adam Smith, Futures Director di GroupM. “Il punto di vista di GroupM vede un 2018 ancora importante, ma condizionato da alcune questioni macroeconomiche: fondi economici più ridotti, crescita rallentata della Cina e potenziale per costose guerre commerciali – commenta Smith -. I tassi di interesse reali stanno aumentando a livello globale, ma i gravi problemi potenziali rimangono limitati a un cinque fragili Paesi:

 

 

Argentina, Sudafrica, Brasile, Turchia e Venezuela”. GroupM prevede che l’83% della crescita globale degli investimenti pubblicitari nel 2019 sarà trainata da dieci Paesi. La Cina rimane il principale, ma l’anno prossimo, per la sesta volta consecutiva, la sua crescita pubblicitaria sarà a singola cifra e con il tasso più basso a oggi registrato. Tuttavia, il mercato pubblicitario cinese pesa circa 90 miliardi di dollari, è secondo solo agli Stati Uniti e dal 2010 è raddoppiato: la Cina quindi contribuirà alla crescita complessiva per 4,8 miliardi di dollari. Al secondo posto, gli Stati Uniti che mostrano buoni indicatori macroeconomici, come una disoccupazione più bassa e una maggiore fiducia dei consumatori, ma l’aumento dei prezzi dell’energia, l’aumento dei tassi di interesse e la bassa disoccupazione rappresentato, per molti, fattori preoccupanti per il potenziale aumento dell’inflazione oltre che una crescita del debito. Seguono India e Giappone, terzo e quarto. Per quanto riguarda il mercato della pubblicità gli advertiser continuano a mettere molta enfasi sugli aspetti legati al controllo degli investimenti allocati su Internet così come all’efficacia prodotta. Al quinto posto UK, unico Paese Emea tra i top 10 mercati trainanti, che comprendono nell’ordine Filippine, Canada, Australia, Brasile, Russia.

Nonostante i timori per la Brexit e un sentiment meno positivo tra i consumatori, gli investimenti pubblicitari continuano a essere sostenuti da una crescita formidabile di Internet (che corrisponderà al 61% degli investimenti previsti nel 2019) e le previsioni di GroupM nel Regno Unito su questo media restano positive. Situazione determinata in buona misura anche dalla flessibilità che caratterizza il Paese: gli investitori sanno che, in caso di emergenze, è possibile ridurre o stoppare gli investimenti molto più velocemente. Massimo Beduschi, Ceo & Chairman di GroupM Italia e Coo di Wpp Italia, ha commentato la situazione nel nostro Paese. “Nonostante il periodo incerto, di recente abbiamo rivisto leggermente al rialzo le stime italiane del mercato pubblicitario, che passano da +2,1% a +2,5% nel 2018 e anche per il 2019 proiettiamo una leggera crescita del +1%. Complici un ultimo trimestre dell’anno, che sta evidenziando un andamento meno negativo del previsto, e le performance di Internet che continuano a essere positive e sempre più sostenute dall’SMB (small & medium business). Questa tipologia di investitori ha infatti trovato nel Web sia un alleato importante per il presidio del proprio territorio elettivo ma, soprattutto, un mezzo che, in modo versatile e addressable, è in grado di indirizzare a confini più ampi la loro offerta”.

Le analisi mostrano un andamento sorprendentemente positivo che non riguarda però solo Internet, anche la Radio sta facendo registrare una crescita sopra media e questa performance è tanto più straordinaria se si pensa che questo mezzo segna una crescita costante dal 2015; anche la Tv cresce nel 2018, ma in misura minore rispetto alla media del mercato e GroupM proietta un calo nel 2019, dovendo scontare il confronto con l’anno pari degli eventi. Continua a soffrire la Stampa, anche se con trend differenziati all’interno delle sue componenti. Dal punto di vista dei settori, l’Italia condivide con il resto del mondo una decelerazione degli investimenti da parte delle aziende dell’FMCG. Questo comparto infatti, pur restando estremamente rilevante per il mercato (pesa infatti oltre il 30% delle revenue complessive) è previsto in flessione del 2% circa. Mentre continua a essere positivo il mercato dell’Auto, anche se con una crescita contenuta e in ridimensionamento rispetto agli anni precedenti. In merito alla nuova previsione, il Ceo Global di GroupM, Kelly Clark, ha dichiarato: “Gli investimenti pubblicitari in tutto il mondo crescono lentamente, ma la verità è che il marketing non si è mai mosso così velocemente. L’automazione prolifera, i cicli accelerano, il talento diventa sempre più mobile. Il divario tra il costo del fallimento e il valore del successo aumenta. Per gli inserzionisti, è essenziale avere una visione globale ed essere affiancati da partner fidati che possono aiutare i loro marchi a individuare opportunità di sviluppo e crescita”.