SPEAKER'S CORNER

Il Pubblivoro – Quando a tavola si cambia musica


03.12.2018
Di Giampaolo Rossi di Fabbrica di Lampadine
Giampaolo Rossi

La musica nelle narrazioni pubblicitarie è fondamentale. Ha un grande potere evocativo, indirizza lo stato emotivo e sostiene il ritmo del racconto. Inoltre, essendo una delle poche attività umane universali, arriva a toccare il nostro profondo ancestrale. Anche il cibo, che è collegato alla nostra sopravvivenza, è ancestrale. Inoltre, sia la musica che il cibo nella reinterpretazione moderna sono diventati un piacere della vita che supera sia il linguaggio comune della musica sia la necessità del cibo. Diventa quindi estremamente funzionale sostenere la promozione del cibo con la musica che, se ben utilizzata, può diventare l’elemento centrale del concept creativo senza sovrastare il prodotto promosso. Oggi analizziamo tre spot sul cibo dove la musica è protagonista.

Partiamo con Grana Padano che con ‘La vita ha un sapore meraviglioso’ costruisce una narrazione in un climax che parte dai passi del casaro per arrivare ad una grande festa. La centralità della musica consente di costruire uno story board particolarmente creativo, con salti di scena tra il caseificio e la villa che ospita la festa; i passaggi rimangono molto armonici grazie proprio all’accompagnamento musicale e alla continua aggiunta di elementi. L’insieme funziona molto bene ed è molto credibile, senza il rischio di cadere nella narrazione onirica o finta. Bellissimo l’ingaggio visivo con l’occhio di bue che si accende trasformando il magazzino in un palcoscenico e il finale dove la degustazione del prodotto da parte dei partecipanti rinforza il senso della pubblicità.

 

 

Scelta molto diversa da parte di Farine Magiche con ‘È Magia’, dove la musica accompagna delle scene in cui la farina protagonista dello spot acquisisce, attraverso una cura estetica di altissimo livello, poesia e magia. L’attenzione all’estetica in piena modernità Instagram, il ritmo di montaggio perfettamente allineato alla musica e i cambi di velocità dal rallenty al time lapse sono la firma di questo spot. Questo connubio tra immagini e musica è riuscito talmente bene che le scritte in sovraimpressione, costringendo lo spettatore a leggere, forse tolgono un po’ di magia al risultato finale. È sempre molto difficile trovare la sintesi tra lo spiegare e il lasciare interpretare. Non c’è una regola aurea, è una questione di stile e di gusto. In questo lo spot è così ben pensato e realizzato che probabilmente sarebbe arrivato bene anche con un solo messaggio finale.

 

 

I quindici secondi di Altromercato in ‘Cerca il Mondo Altromercato’ sono particolarmente incisivi grazie alla scelta musicale che rompe con la tradizione del settore attento al fair trade, caratterizzato da ritmi naturali e mondi confortanti. La musica con chitarre ed effetti è la scelta acuta per accompagnare uno spot veloce che riprende colori e scritte in perfetto stile seventies e racconta il mondo equo e solidale in modo divertente e leggero. Il coraggio di cambiare passo e generare una discontinuità rispetto a quello che si aspetta uno spettatore da quel settore è la caratteristica che fa rimanere impressi questi 15 secondi di comunicazione.