SPEAKER'S CORNER

Femminile Presente – Imprenditoria al femminile: la parità è anche una questione di credito


27.11.2018

a cura di Francesca Fradelloni, Winning Women Institute

Il miglioramento delle condizioni di accesso al credito riservato alle imprenditrici e aspiranti tali è stato uno dei punti di forza portato avanti dall’Associazione imprenditrici e donne dirigenti d’azienda (Aidda), al vertice Women20. Una branca dedicata al tema all’interno del più vasto G20 di Buenos Aires. E i dati parlano chiaro, molto chiaro. Le imprenditrici hanno attualmente il 62,2% delle possibilità di veder rifiutata la propria richiesta di prestito (contro il 47% riservato invece ai colleghi maschi). “Nonostante risulti, da uno studio effettuato nel 2013 da Banca Italia, che le donne siano molto più puntuali nella restituzione della somma prestata”, interviene Maria Claudia Torlasco, la presidente di Aidda. Che afferma quanto oggi l’obiettivo fondamentale sia “dare alle donne la coscienza della propria dignità lavorativa”.

In soccorso a questa disparità evidente, in America hanno pensato bene di inventarsi la prima piattaforma di crowdfunding riservata alle imprenditrici. Una ricetta semplice semplice e immediata per superare il gap di genere nell’accesso ai finanziamenti.

Infatti le imprese guidate da donne sono in costante crescita e generano sempre più posti di lavoro. Negli Usa, ad esempio, il numero di imprese femminili è cresciuto del 30% dal 2007 al 2012, e le donne sono proprietarie o socie di maggioranza di circa il 36% delle imprese. A sottolinearlo è stata Karen Cahn, Ceo di iFundWomen, la piattaforma. Negli Stati Uniti, infatti nonostante questi incredibili risultati, le donne continuano a ricevere solo tra il 2 e il 6% dei fondi di capitale di rischio.

E in Italia? Nel nostro Paese le imprenditrici sono delle wonder woman. Risultano, infatti, essere le più intraprendenti d’Europa. Sono 1.661.000, un primato in Europa visto che, tra imprenditrici e lavoratrici autonome, il Regno Unito si ferma a quota 1.641.300 e la Germania ne registra 1.469.000. Grandi numeri nonostante le difficoltà. Lo rileva l’Osservatorio sull’imprenditoria femminile realizzato da Confartigianato.

Per questo il crowdfunding può rappresentare in questa direzione una notevole risorsa per le piccole e medie imprese. Perché facendo ricorso alla massa, e al capitale che la totalità degli investitori decideranno di dare, il crowdfunding può assumere la forma sia di capitale di rischio che di capitale dato in prestito. La differenza rispetto al capitale esterno ‘tradizionale’ è che qualsiasi soggetto privato può essere un investitore.

I progetti lanciati sulle piattaforme di crowdfunding prevedono di solito una piccola descrizione degli obiettivi che s’intende realizzare qualora i progetti vengano finanziati e le quote di sottoscrizione partono da piccole cifre (ad esempio 250 euro) rivelandosi uno strumento interessante sia per le piccole e medie imprese che come portafoglio per i piccoli investitori.

Insomma uno strumento efficace per un’imprenditoria diversa. Nel nostro Paese, e in Europa, per ora, si fa fronte al gap con leggi e “aiuti di Stato”.

In Italia sono state prorogate fino al 31 dicembre 2019 tre linee di finanziamento, utili per sostenere l’accesso al credito delle imprese femminili e delle lavoratrici autonome nelle diverse fasi del ciclo di attività. È quanto propone il Protocollo d’intesa per lo sviluppo dell’imprenditoria femminile, sottoscritto nel 2014. La prima linea di intervento prevede finanziamenti a sostegno di nuovi investimenti. La seconda vuole favorire la costituzione di nuove imprese. Mentre la terza è dedicata alle imprese e alle lavoratrici autonome in momentanea difficoltà. I finanziamenti potranno beneficiare della garanzia dello Stato.

I prestiti sono messi a disposizione dal sistema bancario a favore delle lavoratrici autonome, anche professioniste, e delle PMI femminili, a condizioni particolarmente favorevoli. E il tasso di interesse potrebbe essere ulteriormente ridotto se si beneficia della garanzia della Sezione speciale del Fondo di garanzia per le PMI, riservata alle imprese a prevalente partecipazione femminile e alle professioniste.

E in Europa? Il cammino verso la parità assoluta nelle imprese è ancora lungo, ma sono davvero tante le iniziative volte a farlo progredire. Una di queste è CrossEUWBA, organizzata dalla Camera di Commercio Italiana in Germania insieme ad altre agenzie europee. CrossEUWBA (Enhancing the cross-sector emergence of new women business angels across Europe) è un progetto co-finanziato dall’Unione Europea. Lo scopo è facilitare la fondazione di imprese da parte di donne attraverso la figura delle “business angel” (WBAs), per creare una base sostenibile di investimenti privati in Europa. Il progetto ha la durata di due anni, terminerà con la fine del 2018.