MARKETING

Le case history e il confronto generazionale


19.11.2018
Di Valeria Zonca
Sofia Viscardi e Gabriele Salvatores

Julian Melchiorri, Matteo Sarzana, Giuseppe Stigliano, Vittoria Gozzi e Matteo Polistina hanno raccontato cosa significa ‘essere’ Millennials oggi in Italia e come si possa lavorare con e per questo target. Sofia Viscardi e Gabriele Salvatores hanno dato vita a un dibattito sul confronto generazionale

Cinque Millennials hanno dato il loro contributo per cercare di analizzare la possibilità di nuove imprenditorialità nel nostro Paese, evidenziando opportunità e limiti. Julian Melchiorri è fondatore di Arborea, azienda che produce ingredienti per il comparto food e per sviluppare un cibo sostenibile, salutare e benefico per l’ambiente.

“Dalla sovrappopolazione al global warming, dalla necessità del 50% in più di cibo entro il 2050 al non disporre di abbastanza terra: sono questi i problemi che dovremo affrontare nel futuro – ha detto -. I nostri prodotti vogliono contribuire a sfamare l’intero pianeta, puntiamo a costruire un mondo dove il cibo salutare sia una scelta primaria e non una alternativa”.

Con un passato di pubblicitario proprio in Wpp, Matteo Sarzana nel 2014 è diventato General Manager di Deliveroo con l’obiettivo di trasportare questo modello di distribuzione del cibo nel nostro Paese.

“Quando ho iniziato a fare l’imprenditore con soldi di terzi, ho visto che c’era una generazione interessata a spendere per ottenere la qualità – ha spiegato -. In questi 4 anni il business è cresciuto, ma i Millennials sono un target infedele sia se si tratta di consumatori sia di collaboratori: ora la mia sfida è quella di trattenere quell’80% di personale al di sotto dei 35 anni che non lavora per vivere, che vuole massima flessibilità nell’impiego, che è ricercata dalle aziende più per attitudine che per professionalità. Ho la consapevolezza che con loro si debba intrattenere una relazione come se fosse una storia d’amore”.

Giuseppe Stigliano, Executive Director di AKQA Europe ha stilato le 10 regole per il retail 4.0 scrivendo un libro con il guru del marketing Philip Kotler.

“Il paradigma è cambiato, così come il concetto di fedeltà – ha sottolineato -. C’è bisogno di esortazione a personalizzare il servizio e la relazione, ma è anche necessario uscire dall’idea che utilizzare i dati significa spersonalizzare la relazione, perché il digital può offrire personalizzazione in scala”.

Un altro esempio è stato raccontato da Vittoria Gozzi, Presidente di WyLab, che opera in Liguria. “Dove sono i giovani che non sono sul territorio? Dobbiamo creare un sistema attrattivo, così abbiamo scelto un luogo, un ex liceo, per dare vita a un ecosistema nel quale finanziamo start up a vocazione sportiva”.

Matteo Polistina ha sviluppato il suo background universitario in 5 Paesi, tornando poi in Italia: ora lavora in The European House Ambrosetti ed è responsabile del premio ‘The Peres Heritage Initiative’ rivolto ai giovani imprenditori, attivisti, ricercatori affini alla figura e all’insegnamento politico di Shimon Peres.

“L’iniziativa vuole creare un network esperienziale per mettere in contatto giovani con i decision maker”.

 

Due generazioni a confronto

 

La web creator e scrittrice Sofia Viscardi, già autrice di due romanzi nonostante i suoi 20 anni, e il regista Premio Oscar Gabriele Salvatores hanno dato vita a una sessione in cui si sono messe in luce le distanze e i punti di contatto tra persone che si esprimono attraverso le parole e le immagini.

“Sono cresciuta avendo a disposizione tanti mezzi dove condividere le mie esperienze: dal blog sono poi arrivati i libri, tutto è nato come un gioco e ho scoperto in corso di quanto l’intrattenimento stava cambiando e che la tv è un monologo – ha detto Viscardi, rappresentante della Gen Z -. Noi vogliamo essere coproduttori dei contenuti e lo facciamo in modo empatico che si basa su fiducia e sincerità. L’atteggiamento è cambiato anche nei confronti dello spot: se prima interrompeva l’intrattenimento ora diventa esso stesso intrattenimento”.

“Come diceva Miles Davis ‘suona con gente più giovane di te’ è molto importante non perdere il contatto con i giovani, ma non possiamo dimenticarci la nostra storia. La rete è orizzontale, mentre la mia generazione è vissuta con il mito della profondità, la macchina fotografica ai miei tempi era fatta per fotografare il mondo, ora il selfie è la ripresa dell’io con il mondo dietro”, ha detto il regista, ricordando l’esperimento del documentario Italy in a Day-Un giorno da italiani realizzato nel 2014.

“I contributi sono arrivati dalla rete, ma quel materiale preso tale e quale non avrebbe avuto senso: c’è voluto il mio sguardo esperto per confezionarlo, ma questo non è il risultato di un contrasto tra generazioni ma di una collaborazione”.