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Wpp, avanti con le acquisizioni. Costa: “In corso colloqui con 4 società”


19.11.2018
Di Valeria Zonca
Massimo Costa

L’obiettivo in Italia è quello di ampliare lo spettro d’azione entrando in nuove società di eCommerce e digital con la maggioranza, mentre non sono ancora completati i progetti di fusione. Il network prevede una chiusura d’anno in positivo tra il 5 e 10% con revenue a 500 milioni di dollari

Il 2018 di Wpp si chiuderà con una crescita tra il 5 e il 10%. A dirlo è stato Massimo Costa a margine della giornata di lavori che si è tenuta venerdì 16 novembre.

“Il totale delle revenue è di circa 500 milioni di dollari. Una crescita continua negli ultimi 5 o 6 anni che ha portato a un risultato complessivo del +30% – ha dichiarato il Country Manager di Wpp Italia -. È importante sottolineare che stiamo concretizzando sempre più contratti, nell’ordine della decina, come Gruppo e non come singole agenzie: l’ultimo successo è stato Conad, ma cito anche Campari, FCA e Lavazza. E poi anche Vodafone e Ford che, però, essendo realtà internazionali hanno iniziato da subito a lavorare con questo approccio. Si tratta di brand che scelgono di avere un unico interlocutore per un servizio completo; siamo nella top ten di Wpp mondo e il secondo Paese in Europa per crescita dopo UK. Un risultato che è merito proprio del modello di business che stiamo proponendo e che sta dando i suoi frutti: creare dei team verticali dedicati a un brand con un leader che è il referente. Non ci sarà bisogno di eseguire dei licenziamenti di massa. Il media, che con le sue sigle è la sales force del Gruppo, per sua natura è più veloce nel cambiamento e culturalmente è più equipaggiato ad andare bene. Proseguiamo nella politica di merger & acquisition: dopo le varie fusioni (Y&R e VML, Cohn & Wolfe e Burson Marsteller) stiamo colloquiando con quattro società di eCommerce e digitale: non vogliamo avere un gettone di presenza ma la maggioranza. I network come il nostro hanno il dovere di dare un contributo diverso, fare business più ampio e acquisizioni”.

Costa ha poi ribadito che è in corso l’organizzazione del trasloco del gruppo al Campus Wpp, che sta prendendo forma a Milano in un’area industriale di circa 30 mila metri quadrati affacciati sul Naviglio, nell’ex complesso industriale Richard Ginori e in una delle torri attigue.

“L’operazione si farà tra l’1 giugno e l’1 ottobre 2019, in estate – ha commentato -. La sede riunirà i 2.300 professionisti di Wpp che gravitano sul capoluogo lombardo. Sul campus è previsto un investimento sul social impact, vogliamo che vada a fare parte della comunità: corsi per ragazzi con temi legati al nostro business, riqualificazione della zona in collaborazione con la Caritas, inserimento di negozi all’interno”.

Un esempio di come proiettarsi nel futuro, strategia già intrapresa secondo Costa con l’inserimento di quote rosa. “Il 40% del management è femminile e di questo il 70-80% è sotto i 45 anni.

L’importanza del target Millennials

 

“Il segmento dei Millennials diventa sempre più importante come fenomeno culturale e sociale, non ricordo oltre al 1968 un altro avvenimento che ha portato un così grande cambiamento anche a livello di business”, ha detto Costa introducendo i lavori del Forum Wpp-TEHA.

“Le aziende italiane aperte ai mercati esteri hanno affrontato il cambiamento e hanno sviluppato sia la giusta expertise sia la capacità di linguaggio per parlare ai Millennials, mentre quelle orientate al mercato interno si basano su modelli degli anni ‘70 e ’80. È un percorso da iniziare insieme quello di approcciare la parte più strategica e sana del nostro Paese, appunto i trentenni, elaborando nuove metodologie di contatto e ingaggio. Di fronte a tempi sempre più veloci e distanze che diminuiscono, la parola d’ordine è: adattarsi al cambiamento. Il Paese deve darsi una mossa il prima possibile”.

Il problema evidenziato dal manager, infatti, non è “come chiudere il 2018 ma come aprire il 2019. La brexit deve essere un insegnamento non si può più pensare a fare avventure politiche, economiche, culturali da soli, ci vuole sempre più l’Europa. E sull’Italia continuo a pensare che i negozi debbano stare aperti la domenica per creare lavoro: il clima di sfiducia è alto ma non a Milano ed è da qui che può partire un nuova ripresa”.

Nessuna novità, invece, sulla posizione del network nei confronti dell’associazionismo, nemmeno di fronte al progetto di fusione tra Assocom e Unicom. “Io ho già ‘dato’, il mio non è uno snobismo, non ho proprio il tempo per dedicarmi ai lavori delle associazioni”.