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Havas, crescita a doppia cifra per l’Italia nel terzo trimestre


16.11.2018
Yannick Bolloré

Vivendi, che controlla il Gruppo Havas, nel terzo trimestre ha registrato un aumento dei ricavi del 5,5%, pari a 3,38 miliardi grazie al traino della controllata Universal Music che vede aumentare i ricavi del 13,5%. Il gruppo media francese annuncia, inoltre, di avere selezionato le banche per avviare una possibile vendita di parte di Universal Music Group.

La holding che fa capo a Vincent Bolloré archivia i primi nove mesi dell’anno con ricavi a 9,84 miliardi, in crescita del 13,6% per effetto del consolidamento di Havas, per un giro d’affari in crescita del 5,6%. Inoltre, Vivendi ha annunciato l’accordo con il Gruppo Planeta per rilevare il 100% della casa editrice Editis per un valore di 900 milioni di euro.

Per i primi nove mesi del 2018, i ricavi di Havas, il gruppo guidato da Yannick Bolloré, ammontano a 1,587 milioni di euro e le entrate nette a 1,545 milioni. La crescita organica, escludendo l’impatto di Arnold che è in fase di riorganizzazione, è stata stabile a -0,1% rispetto ai primi nove mesi del 2017. Le acquisizioni hanno contribuito con un +1,2%.

A perimetro costante, i ricavi netti del Gruppo sono aumentati dell’1,8% rispetto ai primi nove mesi del 2017. Per il terzo trimestre i ricavi del Gruppo sono arrivati a 535 milioni di euro con entrate nette pari a 525 milioni di euro. La crescita organica dei ricavi netti è pari a + 2,5% rispetto al terzo trimestre 2017, in miglioramento rispetto al livello registrato nel primo semestre 2018 (-1,4% ).

Ottime performance per il mercato italiano che nel periodo luglio-settembre registra una crescita a doppia cifra. Positivo anche il new business sia a livello locale che globale.

A ottobre Havas Media ha acquisito il media globale di Puma mentre in Italia è stata scelta da Lamborghini per la strategia social. Havas prevede una crescita dei ricavi netti organici migliore per la seconda metà del 2018, grazie ai maggiori guadagni registrati nel primo semestre dell’anno. Andamento positivo anche in Usa, Francia, Uk e Germania. Bene anche l’Asia-Pacifico, grazie alla Cina.