MEDIA

Rai, l’ad Fabrizio Salini: “Verso un modello di moderno broadcaster digitale”


16.11.2018
Fabrizio Salini

Il manager ieri in Commissione Vigilanza: “Una struttura ad hoc per i format di intrattenimento. Ritardo sull’informazione digitale quasi inaccettabile. Rainews va non solo rilanciato ma anche arricchito”

L’Amministratore Delegato della Rai Fabrizio Salini si è presentato ieri alla seduta della Commissione di Vigilanza dedicata al Piano di gestione e sviluppo delle risorse umane previsto dal Contratto di Servizio.

L’obiettivo della sua nuova gestione è la trasparenza a 360°, a cominciare da “un nuovo modello di relazioni industriali per il quale è necessario superare un certo ‘conservatorismo’”, anche nella ricerca di risorse professionali.

Sono da implementare: la ricerca di talenti e la valorizzazione del merito, in antitesi alla stabilizzazione dei precari, la formazione, la comunicazione interna e la leadership al femminile, requisiti necessari “in un percorso di transizione verso un modello di moderno broadcaster digitale, in grado di cogliere le sfide della multimedialità e dell’innovazione”. Un altro punto centrale affrontato è quello degli appalti esterni sulle produzioni.

“Il valore delle commesse in cui sono coinvolte società di produzione esterna ammonta complessivamente a circa 131 milioni di euro nel 2017, cifra pari al 24% dei costi complessivi della programmazione Rai che ammontano a 540 milioni. Ritengo negativo che in Italia non si producano format originali di intrattenimento o che, quanto meno, si possano contare sulla punta delle dita. La Rai deve essere il motore principale per mettere in moto questa industria. Lo faremo, come lo facciamo per il cinema e le fiction. Avremo una struttura e un’area che si occuperà esclusivamente di format di intrattenimento. E l’individuazione di nuovi generi comporterà naturalmente anche l’ampliamento delle società di produzione coinvolte”.

Sulle nomine ancora da effettuare, Salini ha ribadito che non ci sono mai stati schemi predefiniti. L’attacco a Rai Pubblicità da parte di Mediaset sul dumping nella vendita degli spot è stato così commentato: “Da quando frequento il settore televisivo, e di conseguenza pubblicitario, il tema degli sconti 80, 90, 95% è una pratica ormai accettata dal mercato pubblicitario. Poi per quanto riguarda la Rai, nell’ultimo anno i prezzi medi, anche per secondo, degli spot Rai sono decisamente superiori rispetto a quelli dei principali competitor. Non ravvedo nessuna attività di dumping per quanto riguarda Rai Pubblicità”.

Il piano news è in fase di valutazione. “Per la razionalizzazione delle news, non si potrà che partire dal portale digitale di informazione. Forse una delle colpe della Rai è aver accumulato sia sul digitale che, soprattutto, sull’informazione digitale un ritardo quasi inaccettabile. Abbiamo un sito, Rainews, che ha assolutamente bisogno di essere non solo rilanciato ma anche arricchito e deve scalare le classifiche con molta rapidità perché ci troviamo quasi in zona retrocessione”.

Ciò che non fa stare tranquillo il manager è la proposta di Legge di bilancio 2019, che prevede la stabilizzazione sia dell’importo del canone a 90 euro che dell’attribuzione alla Rai solo del 50% dell’extragettito. Si profila una situazione che, oltre a portare strutturalmente in negativo il segno del conto economico, rende critico il reperimento delle risorse necessarie alla copertura dei costi dei progetti previsti dal Contratto di servizio a partire dai nuovi canali: quello in lingua inglese e quello istituzionale”.


Il convegno ‘C’era una volta l’autoradio’

L’ad della Rai, Fabrizio Salini, è intervenuto ieri a ‘C’era una volta l’autoradio’, la giornata organizzata in Via Asiago sulla tecnologia della radio digitale: “Stiamo ponendo le basi per la radio del futuro. Si parla su più tavoli di radio, di radio digitale (il cosiddetto Dab+), di auto connesse, di intrattenimento a bordo. Come Rai, e come Rai Radio in particolare, sentiamo una forte responsabilità: sappiamo di dover essere noi a creare le condizioni per un cambio di passo e lo facciamo con entusiasmo. Oggi abbiamo un’occasione importante di confronto: siamo nel momento di una possibile svolta in cui a un presente in gran parte analogico succederà un futuro totalmente digitale. Dal 2020 tutte le radio in vendita dovranno essere necessariamente digitali così editori e distributori stanno aumentando le coperture a ritmi frenetici. Proprio ieri, il Parlamento europeo ha dato un segnale forte approvando il nuovo codice delle comunicazioni elettroniche, che impone a tutte le nuove autoradio nell’UE di essere in grado di ricevere la radio digitale terrestre. Bene, come Rai, e spero di avere il conforto degli altri partner, chiediamo quindi alle Istituzioni di inserire fin da subito l’adozione della radio digitale (dab+, ip o ibrida) di serie sulle auto nuove. Qualcuno lo sta già facendo. Sarebbe un’ottima notizia per un settore così strategico nel mondo della comunicazione. La radio digitale è una realtà che accompagnerà noi e le nuove generazioni”.

“Come Rai (e come Rai Radio in particolare) sentiamo forte la responsabilità di guidare il settore dell’intrattenimento in auto. Sappiamo di dover essere noi a fare sistema e lo facciamo con entusiasmo”, ha aggiunto Roberto Sergio, direttore Rai Radio, a margine del convegno. Come sarà l’autoradio di domani? Cosa si ascolterà nelle macchine dei prossimi anni? Sono solo alcuni degli interrogativi a cui il convegno, articolato in diverse sessioni cerca di dare risposta.

“Una cosa è certa – ha continuato Sergio – : gli automobilisti di domani avranno ancora più fame di contenuti. Rai è leader nella produzione di contenuti audiovisivi. Per questo la sfida non ci fa paura, anzi ci galvanizza e ci fa consapevoli di dover essere al centro del cambiamento. Con la condivisione e il confronto con tutti gli addetti al settore. Abbiamo acceso la sala D di via Asiago, interamente digitale e costruita in ottica radio-televisiva. La sala verrà inaugurata nelle prossime settimane ma intanto è stata avviata”.

Radio Player Italia, infine, è il progetto su cui Rai Radio punta per semplificare l’accesso alla radio digitale. Si tratta di un aggregatore, ovvero un software che fa da porta di accesso unica alle stazioni radio digital, consentendo la realizzazione di liste di canali e rendendo semplice e immediato l’ascolto delle radio Dab+ e web. La caratteristica chiave di Radio Player è che sarà un aggregatore ‘doc’: creato e certificato dagli editori radio.