DIGITAL

Da GroupM un affresco dell’Italia attraverso i big data


13.11.2018
Di Andrea Crocioni

L’enorme quantità di informazioni proprietarie relative al comportamento di navigazione degli italiani ha consentito a GroupM, media holding del gruppo WPP, di rileggere l’Italia attraverso i dati. Una fotografia presentata ieri in occasione di IAB Forum, da Roberto Binaghi, VP Vision GroupM Italy, e Massimo Russo, direttore generale della Divisione Digitale di GEDI Gruppo Editoriale.

Oltre 50 milioni di interazioni giornaliere e più di 360 categorie di interessi hanno permesso a GroupM di innovare e ridefinire i confini della ricerca di base, elaborando informazioni per integrare metodi di ricerca sino ad oggi probabilistici con approcci innovativi e deterministici.

La nuova ‘materia prima’ dei big data, che la DMP proprietaria raccoglie, è stata rielaborata attraverso le tecniche classiche di ricerca, un’analisi fattoriale e una definizione dei cluster, per restituire l’affresco dell’Italia di oggi.

La popolazione italiana è stata suddivisa in otto cluster: dai segmenti più avanguardistici nell’utilizzo della rete (le élite digitali, ma anche le mamme digitali), a quelli più mainstream che fanno un uso semplice e meno assiduo del digitale; in mezzo diverse realtà che differenziano le loro navigazioni in base ai loro diversi interessi predominanti (economia famigliare, socializzare, vita privata ecc.).

I diversi segmenti sono stati definiti in base alla quantità del tempo speso online e sulla eterogeneità degli interessi navigati, a dimostrazione del fatto che il fattore tempo e l’interesse di navigazione rappresentano oggi caratteristiche peculiari per capire l’individuo italiano. L’affresco dell’Italia digitale si traduce in un quadro operativo che mette a disposizione dei clienti GroupM oltre 4.500 segmenti di audience pronti a essere pianificati: dai life-stage alla fruizione media, dalle micro-tendenze ai fenomeni stagionali.

“Fino a ieri per capire i comportamenti e gli interessi delle persone era necessario interrogarle innescando in loro un naturale meccanismo di difesa – ha commentato Binaghi -. Oggi, invece, possiamo partire da quello che le persone fanno, per capire chi sono. Senza schermi e senza maschere”.

Ha aggiunto Russo: “I dati oggi rappresentano la nuova valuta, infinitamente più precisa e definita di quanto mai accaduto in precedenza, oltre che in continuo mutamento. La parte abitata della rete racconta di noi anche ciò che non sappiamo o che non ci rendiamo conto di essere”.

 

Focus su AI ed etica digitale

 

Roberto Liscia

 

IAB Forum si è confermato anche quest’anno un appuntamento ricco di suggestioni per gli addetti ai lavori. A Constantine Kamaras, Co-Founder & Chairman Emeritus IAB Europe, è spettato il compito di fornire un quadro a livello europeo del mercato della digital adv. “Nel primo semestre ha raggiunto nel complesso i 25,7 miliardi di euro (+10%). Per la fine dell’anno la stima è di 53 miliardi, con un incremento del 13%”.

Il presidente di Netcomm Roberto Liscia, invece, ha annunciato la nascita della Federazione del digitale tra il consorzio del commercio elettronico italiano e IAB, una realtà che avrà il compito di promuovere lo sviluppo dell’economia digitale e l’utilizzo delle nuove tecnologie a beneficio dell’innovazione del Paese.

Dopo la prima sessione dedicata allo scenario media, la seconda parte della mattinata si è aperta con il monologo del conduttore televisivo Alessandro Cattelan che ha divertito il pubblico parlando dell’evoluzione della abitudini legate alla rivoluzione digitale.

Dopo l’introduzione di Stefano Varasi di Oracle, Giuseppe Stigliano, executive director Europe di AKQA, ha parlato di etica applicata al mondo del retail portando la testimonianza video di Philip Kotler, uno dei padri del marketing moderno (insieme hanno appena pubblicato il libro Retail 4.0).

Fra gli ospiti della giornata ricordiamo anche Jürgen Schmidhuber, lo scienziato che è già presente nelle nostre vite con le mille applicazioni dei suoi algoritmi per l’IA ha dato la sua visione del futuro.‘L’intelligenza artificiale senza pregiudizi umani: sogno o realtà?’ è stato oggetto dell’intervista di Barbara Serra a Ivana Bartoletti, Head of Privacy and Data Protection di Gemserv, che ha posto l’accento su come l’intelligenza artificiale stia diventando un’espressione della mascolinità e come sia indispensabile intervenire prima che sia troppo tardi. Di etica digitale, infine, ha discusso Ferruccio De Bortoli con Luciano Floridi, docente della Oxford University.