SPEAKER'S CORNER

Il Pubblivoro – The sound of creativity


12.11.2018
Di Giampaolo Rossi di Fabbrica di Lampadine
Giampaolo Rossi

Gli spot nella maggior parte dei casi partono dalle immagini. Infatti, uno dei primi passaggi per esprimere la creatività è lo storyboard. Oggi analiziamo tre iniziative che, invece, partono dall’elemento sonoro, senza il quale perderebbero il loro senso.

Iniziamo con Zalando che con ‘Christmas. Never out of fashion’ compie un’operazione ardita. Reinterpreta la classica canzone di Natale correndo il rischio di cadere nel ‘già visto’. L’operazione riesce particolarmente bene perché gioca sul tema dell’inclusione attraverso due livelli. Il primo facendo cantare una canzone, la cui melodia è conosciuta in tutto il mondo, in diverse lingue e da persone che somaticamente rappresentano le rispettive culture di appartenenza. Il secondo unendo le diverse età anagrafiche all’interno di un unico spazio progettuale armonico. Due sono anche i punti di eccellenza: il movimento di camera circolare, che inizia e si chiude sul neonato, e l’ingaggio iniziale dello spot con la presa diretta dei vagiti del piccolo. Proprio l’assenza della melodia iniziale e i rumori di fondo incuriosiscono lo spettatore spingendolo ad acuire l’attenzione per comprendere cosa stia succedendo.

 

 

Sulla presa diretta dei rumori si basa anche il video di Barilla ‘The sound of pasta’. Qui la creatività si esprime pienamente nella scelta eccellente di non inserire la voce. Infatti, protagonista è proprio il suono della pasta e della sua preparazione. Davide Oldani si trasforma in un concertista e ogni movimento diventa un gesto artistico che si esprime attraverso dei suoni. Ottima l’idea di inserire gli strumenti musicali che fungono da contorno, così come il cacio e pepe per i protagonisti dello spot: gli spaghetti. Il mix visivo tra apparecchiature musicali (mixer, microfoni e strumenti) e gli elementi della cucina è molto riuscito, ma gli elementi che rendono particolarmente efficace la fruizione sono il ritmo delle inquadrature e le diverse velocità, in perfetto sincrono con la performance musicale. La continua ripresa di dettagli, inoltre, esalta la gestualità artistica del grande chef.

 

 

Concludiamo con Emirates. Lo spot ‘Fly better’ vuole contrastare il dominio dei click su YouTube della Turkish Airline, compagnia che da molto tempo può vantare la realizzazione delle pubblicità più popolari tra le compagnie aeree. La pubblicità inizia in modo tradizionale con la coppia che a bordo nota e apprezza il comfort della cabina. Ma quando sullo schermo appare l’hostess che chiama per nome il passeggero, denotando anche l’attenzione per il cliente della compagnia, tutto si trasforma. Si entra in un musical che cambia continuamente scena attraverso un morphing molto ben fatto. Attraverso questa narrazione/spettacolo vengono spiegate le peculiarità dell’intrattenimento a bordo proprio intrattenendo il cliente. La coerenza paga sempre e rinforza il messaggio. Simpatico anche l’epilogo dove l’hostess, materializzandosi, dimostra che quello che la compagnia promette è realtà.