MEDIA

GroupM, come essere rilevanti nella Video Advertising


05.11.2018

Pubblicato il secondo rapporto ‘State of Video’ sugli sviluppi della tv e del video digitale

GroupM, media holding del gruppo Wpp, ha pubblicato la scorsa settimana la seconda edizione di ‘State of Video’, report di intelligence che esplora l’evoluzione internazionale della fruizione video, analizzandone le nuove tendenze, i player emergenti e lo sviluppo dell’offerta advertising. Gli autori di questa nuova pubblicazione – che fa parte di una serie di report annuali redatti per analizzare l’evoluzione dello scenario pubblicitario – sono Adam Smith, Futures Director GroupM, e Rob Norman, Senior Advisor.

Il documento fornisce spunti e commenti approfonditi sulle principali tendenze relative al mondo Video, quali il calo della visione della tv lineare, le nuove funzionalità televisive sempre più adressable, i big player delle principali piattaforme video digitali, l’evoluzione della misurazione, e altro ancora.

Il documento si sofferma in primis sul cambiamento della fruizione televisiva: a livello globale è emerso che la tv lineare manifesta segni di declino, pur continuando a sostenere la domanda degli inserzionisti.

Anche in Italia, Paese tv-centrico, stanno cambiando le abitudini di consumo video a favore dello sviluppo del digitale, di contenuti video sempre più premium e di player che favoriscono la user experience.

La misurazione si conferma un tema cardine soprattutto in un contesto, come quello attuale, in cui la visione video è frammentata su diversi device: l’industry deve continuare a lavorare per risolvere il gap di misurazione e per migliorare la comprensione dell’audience declinata su tutti gli schermi.

Il documento continua raccontando l’evoluzione dell’addressable tv e lo sviluppo dell’offerta a vantaggio di una advertising televisiva sempre più efficiente, mirata e digitale.

Infine, una sezione del rapporto è dedicata agli sviluppi dell’ultimo anno di Amazon, Facebook, Netflix e YouTube, le principali realtà video online, nonché competitor del mondo incumbent televisivo.

Netflix ha annunciato che l’85% del suo aumento del budget 2019 (vs 2018, anno in cui la spesa è stata di 18 miliardi di dollari nella creazione e acquisizione di contenuti) sarà veicolato sul contenuto originale per arginare la concorrenza dei competitor, tra cui Disney che ha iniziato a limitare l’accesso di Netflix alle sue library, e altri che cercano di lanciare servizi SVOD in competizione.

All’interno del perimetro advertising, YouTube è leader anche grazie a un numero impressionante di produttori di contenuti; Amazon e Facebook insidiano anche il mondo sportivo, e, in particolar modo il futuro nel mondo video di quest’ultimo player non è da sottovalutare, nonostante non sia ancora ben definito l’effettivo successo della nuova sezione Watch, inserita all’interno del social.

“La schiera di inserzionisti televisivi sta crescendo con i nuovi arrivati, per lo più aziende dirette al consumatore che hanno esaurito tutto il raggio d’azione e la consapevolezza dei media a performance”, spiega Norman, convinto che “la televisione lineare è ancora percepita come la più efficace, nonostante i limiti di misurazione”.

Per scaricare il rapporto completo: groupm.com.