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Fusione Assocom-Unicom, Ubertis: “Non ci sono punti di debolezza”


30.10.2018
Di Andrea Crocioni
Alessandro Ubertis

“Dobbiamo farlo, al di là delle piccole discrepanze da parte di alcuni e che possono esserci da noi come da loro”.

A parlare è Alessandro Ubertis, presidente di Unicom, che a Today Pubblicità Italia illustra il suo punto di vista in merito al processo di fusione con Assocom, ormai in dirittura d’arrivo, alla luce delle indiscrezioni uscite nei giorni scorsi. “Quelli che sono in buona fede sanno che si deve fare”, sottolinea l’imprenditore.

“Sulla questione la nostra visione è identica a quella del presidente Assocom, Emanuele Nenna – prosegue Ubertis -. Noi andiamo verso questa fusione con numeri sani (sono 79 gli associati effettivi dichiarati da Unicom, ndr) e con persone sane, tutti professionisti selezionati e di provata capacità. Come associazione non ci siamo mai ritenuti di serie B, ma ci siamo sempre posizionati come una realtà presente su tutto il territorio nazionale. L’Italia è fatta di tante piccole capitali e noi non siamo né milanocentrici né romanocentrici. Credo che questa valenza sia stata compresa dallo Steering Committee e da noi presidenti delle associazioni che insieme abbiamo stilato questo progetto che sarà portato davanti alle rispettive assemblee. Non ci sono punti critici, stiamo andando avanti secondo programma”.

Secondo il presidente di Unicom, il merger “è un’operazione che serve a fare ordine sul mercato e nella rappresentanza presso gli stakeholder. Stiamo facendo un buon lavoro e non ci sono punti di debolezza. Al massimo vedo parvenze di dubbio, ma non dubbi. Mi ritrovo con persone di buona volontà e con la mente pulita che non guardano agli interessi particolari, ma lavorano per rappresentare nel modo migliore le istanze di gente che fa la stessa professione”.

E su una sua possibile candidatura nel Consiglio della futura associazione unitaria Ubertis lascia le porte aperte: “Sono convinto che la prossima associazione funzionerà se ci sarà gente come Emanuele e come me che si impegnerà al suo interno. Unicom a me ha dato molto e se qualcuno me lo chiederà mi candiderò, come ho sempre fatto, con spirito di servizio. Sicuramente non mi proporrò per la presidenza, questo è fuori discussione”.