CREATIVITY

Red Cell: i guardiani del brand in versione omni-channel


04.10.2018
Alberto De Martini

Intervista al Ceo Alberto De Martini che rivela i tratti distintivi dell’approccio metodologico dell’agenzia, partendo dal modello strategico della Brand Narrative Strategy

Red Cell si è sempre posizionata e distinta per la sua focalizzazione sull’aspetto strategico. Qual è, in concreto, l’elemento che vi distingue dal punto di vista metodologico?

È proprio questo il punto. Parlare di strategia non è mai stata una questione di slogan. Ancor più ai giorni nostri: giorni in cui le variabili su cui costruire un pensiero coerente si moltiplicano all’infinito assieme alle opportunità offerte di continuo dalla tecnologia digitale e dai player di ogni dimensione iscritti a questa gara frenetica e appassionante.

Ma non basta.

A questa complessità si aggiunge la frammentazione del percorso strategico, suddiviso tra diverse tipologie d’agenzia, ognuna impegnata a presidiarne un tratto mettendo in campo la propria visione della marca e del suo rapporto con i prodotti, utilizzando le proprie categorie per valutare il presente e inquadrare gli obiettivi futuri.

Così le fasi di brand assessment, di brand strategy e di connection plan si muovono all’interno di cornici ideologiche e linguistiche dissonanti.

Tutto ciò, naturalmente, non aiuta nessuno a interpretare credibilmente la figura di cui i clienti hanno più bisogno: un guardiano del brand in versione omni-channel, capace di accompagnare la marca dalla diagnosi sul suo stato di salute alla ‘terapia’ strategica più efficace, alla costruzione del connection-plan più efficiente, fino all’esecuzione creativa del messaggio più adeguato a ogni touch-point materiale, analogico e digitale.

 

Il problema è chiaro. E la risposta?

Siamo partiti dal nostro modello strategico, la Brand Narrative Strategy che, muovendo dal presupposto che la strategia narrativa di un grande brand sia identica a quella delle grandi ideologie, si articola in cinque passaggi-chiave: Valori, Empatia, Cambiamento, Strumenti e Processi.

A questo punto, per la fase di assessment, avevamo bisogno di uno strumento di ricerca basato sulla stessa visione, riflessa nell’utilizzo delle medesime categorie.

Abbiamo coinvolto l’area research del nostro gruppo in questo processo e ora abbiamo a disposizione questo strumento, che occupa lo spazio a monte della strategia.

Restava da risolvere lo spazio a valle. L’abbiamo fatto con una mossa semplice e necessaria: creando la dimensione verticale del connection-plan. In pratica, in ascissa, cioè alla base del marketing funnel, restano gli step della ‘carriera’ della marca. In ordinata, a incrociare le caselle del MF, abbiamo posto i cinque passaggi della Brand Narrative Strategy.

 

Perciò il risultato è un flusso unico e coerente, che collega tutti i passaggi della strategia.

Sì, e soprattutto è una piattaforma contemporaneamente stabile, flessibile e facile da condividere da una parte con il cliente, dall’altra con i creativi di ogni disciplina verticale. Perché tutti sanno sempre qual è il terreno di gioco, dov’è la porta in cui fare goal e qual è il loro compito in campo.