CREATIVITY

Il Pubblivoro: la pubblicità che racconta le nostre vite da ‘app-dipendenti’


01.10.2018
Di Giampaolo Rossi
Giampaolo Rossi

Oggi analizziamo tre pubblicità che promuovono dei servizi fruibili attraverso le app dello smartphone.

La peculiarità dei tre spot sta nel fatto che non sono fatti per essere visti attraverso lo smartphone stesso; fosse così terminerebbero con l’immancabile bottone che collega l’utente alla pagina di Play Store o Apple Store dove poter agilmente scaricare, con un ultimo click, l’app promossa.

Quindi il tema è intrigante, una volta nella comunicazione si parlava solo di messaggio e canale, ora di messaggio, canale e dispositivo. Il tutto con un linguaggio che è in fase di mutamento continuo. Insomma, il mestiere del pubblicitario non è mai stato così difficile, intrigante e sfidante come in questo periodo. Ma passiamo al commento condito con le relative stelle.

Iniziamo da Immobiliare.it che apparentemente cambia registro rispetto alle puntate precedenti sulla la famiglia perfetta. Lo spot inizia con i sotterfugi dei componenti della coppia protagonista che usano lo smartphone di nascosto. Lo spettatore è indotto subito a pensare al tradimento. Alla fine, si scopre che la passione che distrae la coppia è la stessa: quella di cercare la casa dei sogni. Il lieto fine si concretizza con la condivisione di questa nuova e importante passione. La scrittura dello spot è molto ben fatta e la recitazione volutamente ironica indica allo spettatore sia il tenore leggero della narrazione sia il presagire di un finale positivo.

 

 

Sempre una coppia è protagonista dell’app Glovo ma il mood è completamente diverso, ritmo e situazioni che si alternano veloci per rappresentare il vantaggio nell’utilizzo del servizio. Molto efficaci il testo della voce fuori campo che ripete ben cinque volte il nome dell’app (in media uno ogni quattro secondi) e la scritta che compare per ben 7 volte. La ripetizione del nome che è alla base della televendita performativa è un semplice colpo di genio che aiuta il cliente nella memorizzazione, associa il messaggio al brand e fa forza sulla teoria, ben conosciuta dai politici, della verità che si autoafferma e che rende il marchio famigliare e consolidato.

 

 

Tutto un altro film la pubblicità di E-Gap. Lo spot è proprio un film della durata di un minuto e venti secondi con una narrazione divisa sapientemente in tre parti. Nella prima si comunicano la filosofia e i valori identitari dell’azienda, che vengono ben sintetizzati dalla parola ‘pionieri’ sottolineata dallo speaker. La seconda parte parla del vantaggio nell’utilizzo del servizio: il risparmio del sempre più prezioso tempo, per arrivare finalmente al finale del film dove si svela la conclusione, ben celata fino a questo punto, facendo vedere il servizio di ricarica “ovunque voi siate”. La terza parte cambia stile visivo, che prima si appoggiava su immagini didascaliche ed evocative e ora diventa realistico e rappresentativo. Tre modi diversi, tutti efficaci per raccontare un servizio su un terminale attraverso un altro terminale. Triplo salto mortale senza rete molto ben realizzato.