CREATIVITY

Il Pubblivoro: stupire è una questione di cadenza


24.09.2018
Giampaolo Rossi

Una delle tecniche per rendere efficace una narrazione è il finale con la ‘cadenza d’inganno’ che consiste nel costruire una storia che accompagna l’ascoltatore verso un finale che poi non si realizzerà. Questo effetto sorpresa, se ben costruito, genera quello stupore che rende la pubblicità memorabile, associa un sentimento positivo verso il brand e può rendere il contenuto virale. Oggi analizziamo tre pubblicità che utilizzano proprio una narrazione con cadenza d’inganno.

La prima è Back to Freedom di ePRICE, che utilizza sapientemente la cadenza d’inganno prendendo per mano lo spettatore e portandolo nel mondo del piacere e dell’amore verso i propri figli. La scelta di stile è vincente, infatti l’utilizzo di immagini patinate, i primi piani dei piedini e degli occhi accompagnate da un testo adeguato ci fanno immergere nel mondo poetico famigliare. È altrettanto bella la variazione di registro comunicativo che è graduale, l’estetica visiva rimane uguale ma cambia il contenuto delle immagini e il testo che lancia la cadenza d’inganno che sta nel piacere di rimanere un po’ di tempo senza i figli grazie al loro ritorno a scuola. Il passaggio poi al ‘sano’ egoismo di dedicarsi un po’ di tempo con i vantaggi di ePRICE diventa la naturale conseguenza che lega il piacere dello stupore provato nella fruizione del filmato con il valore del brand. Missione riuscita.

 

 

Diverso è il modo in cui la Warner Bros. Entertaiment Italia lancia il film di Venom. Qui l’apparente protagonista dello spot è la Roma, il cambio di registro è graduale attraverso lo stile cinematografico che richiama, già dalle prime inquadrature dei neon che frizzano, le produzioni Marvel. Venom arriva piano piano così come il simbionte alieno si collega con l’umano, così si inserisce nella narrazione fino ad arrivare al compimento completo in modo da palesarsi anche allo spettatore più distratto. Il cammeo finale di Totti è un di più, che un millennials sintetizzerebbe con un “ci sta” e chiude lo spot come se questo fosse un vero e proprio prequel del film promosso.

 

 

Divertente lo spot di Idealista che, con ‘Amore a prima vista’, crea una cadenza d’inganno che si sposta verso il teatro dell’assurdo di Camusiana memoria rappresentando la caratteristica principale del servizio proposto stupendo e, appunto, rendendola memorabile. La scelta di non centrare la pubblicità sull’interfaccia e l’utilizzo della piattaforma web ma di lavorare in maniera simpatica e comica sui vantaggi derivati dall’utilizzo del servizio funziona molto bene. La narrazione è costruita molto bene e incuriosisce da subito. Infatti la scelta di centrare la camera sul personaggio che illustra l’immobile, mentre il possibile acquirente si muove eseguendo gesti inizialmente senza senso spinge lo spettatore a rimanere attento per cercare di capire dove si va a parare. Se si riesce a raccontare bene una storia con la cadenza d’inganno la riuscita è sicura.