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L’Europarlamento approva la direttiva sul Copyright


13.09.2018

La riforma europea sul diritto d’autore, bocciata a luglio, passa dopo la modifica

Con 438 favorevoli, 226 contrari e 39 astenuti la direttiva sul Copyright è stata approvata dai parlamentari europei. Dopo la bocciatura di due mesi fa gli eurodeputati hanno approvato alcune modifiche proposte dal relatore Axel Voss agli articoli 11 e 13 della proposta di direttiva sul copyright.

Il via libera della plenaria apre ora la strada ai negoziati con il Consiglio e Commissione Ue, necessari per arrivare alla definizione del testo legislativo finale.

Al centro della direttiva sul Copyright gli articoli 11 e 13, che prevedono l’introduzione di un’adeguata remunerazione per i contenuti online per gli editori e creator da parte degli aggregatori di notizie, come Facebook e Google, e per l’articolo 13 la responsabilizzazione delle piattaforme come YouTube sul controllo dei contenuti e del loro copyright, in modo che, in assenza di un accordo con l’autore i materiali non possano essere caricati sul web. La vittoria per la direttiva sul diritto d’autore ha provocato l’appezzamento dei big dell’editoria.

“È un passaggio importante, che consente a questa legge di proseguire il suo iter di approvazione verso una più efficace difesa del diritto d’autore nello spazio digitale contemporaneo”. Così il Presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti, commenta l’approvazione da parte del Parlamento europeo della proposta della Commissione europea di riforma del diritto d’autore che introduce il principio di remunerazione degli editori e dei giornalisti per la distribuzione in Internet degli articoli di giornale.

“È l’affermazione di un principio a tutela dei valori democratici europei di una stampa libera e indipendente e a garanzia della centralità del suo ruolo nella società contemporanea. Proteggere i prodotti editoriali significa rafforzare il valore delle imprese – prosegue Riffeser -. Tutelare le genialità di ciascuno, potenziare la capacità di innovare, sperimentare nuove forme di comunicazione. Oggi il Parlamento europeo ha dato un segnale chiaro di riconoscimento della informazione professionale come presidio di informazione affidabile e verificata, unico argine ai rischi di una deriva della diffusione delle fake news”.

Da Strasburgo, il Presidente dell’Enpa, Carlo Perrone, evidenzia come la riforma oggi approvata dal Parlamento europeo “preserverà l’indipendenza dei giornali per le generazioni future. Non riguarda, quindi, solo la modernizzazione del diritto d’autore ma la sua funzione fondamentale nelle nostre democrazie”.

Per il presidente e amministratore delegato di Rcs, Urbano Cairo è “una battaglia giusta e tutelerà un’industria come quella dei media che garantisce la libertà di informazione. Da parte nostra come Rcs e Cairo Communication abbiamo dato una mano importante al fatto che questa campagna andasse in porto – ha aggiunto a margine della presentazione del Festival dello Sport -. E che aziende come le nostre e tante altre in Italia e all’estero, che hanno fior di giornalisti e dipendenti molto importanti, non vengano saccheggiati da Ott, social e quant’altro che beneficiano di questi contenuti senza pagare diritti di copyright che sarebbero sacrosanti”.

“È una vittoria per la libertà, come espressione di un libero dibattito democratico e della creatività della persona. Questo è il diritto d’autore: rappresenta la libertà ed esprime l’identità europea”, è stato il primo commento del presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi subito dopo l’esito della votazione dell’assemblea del Parlamento europeo sulla riforma del diritto d’autore nel mercato unico digitale.

Soddisfazione anche per le associazioni degli editori europee Enpa, Emma, Epc e Nme: “Questa riforma non riguarda solo la modernizzazione del diritto d’autore, ma la funzione fondamentale delle nostre democrazie: i parlamentari europei dimostrano il valore della stampa indipendente e il diritto degli editori che contribuirà a garantire sostenibilità del settore della stampa europea”.

“Una pagina storica per la cultura europea e per la democrazia continentale – è il commento Marco Polillo, presidente Confindustria Cultura Italia -. Nessuna censura, nessun bavaglio, nessuna libertà individuale limitata sul web, ma soltanto un doveroso aggiornamento delle regole di mercato al fine di evitare che dal lavoro di artisti, creativi e di tutti coloro che investono in cultura traggano beneficio solo le piattaforme di sharing”.

Per un internet più giusto a favore della comunità creativa anche Enzo Mazza, Ceo di Fimi, Federazione Industria Musicale Italiana: “Il Parlamento europeo ha scelto la cultura: un grande passo per lo sviluppo dell’industria musicale e degli artisti nell’era digitale. Ora ci aspettiamo che il Governo italiano appoggi il testo bilanciato approvato oggi nel negoziato che si svolgerà nel Consiglio EU”.