CREATIVITY

McCann Worldgroup Italia: il futuro è human centric


01.08.2018
Daniele Cobianchi

di Andrea Crocioni


Non di soli dati si deve ‘nutrire’ l’agenzia del futuro. Ne è convinto Daniele Cobianchi, ceo di McCann Worldgroup Italia, che ieri ha introdotto a Milano il terzo appuntamento (il primo aperto alla stampa) del ciclo Truth Talks, serie di incontri organizzati dal gruppo pubblicitario dove personalità provenienti da ambiti diversi parlano di comunicazione e condividono le loro esperienze dirette a livello professionale.

Protagonista ieri è stata Marina Catena, Direttrice e Portavoce del World Food Programme, la più grande agenzia umanitaria delle Nazioni Unite.

“Iniziative come questa – ha sottolineato il manager a margine dell’evento – servono a ribadire il nostro posizionamento human centric e a rivendicare un ruolo culturale che vogliamo ritagliarci. Un approccio dove i dati non sono il fine e nemmeno il mezzo per trovare la grande idea creativa, ma rappresentano lo strumento indispensabile per conoscere meglio le persone. Questo è un passo essenziale per affiancare i brand, per aiutarli a dare risposte alle tensioni culturali che si stanno manifestando nella società. C’è un vuoto da colmare, lasciato anche dalla politica. Per le marche c’è spazio per occuparsi delle persone”.

In questo scenario l’atto di acquisto diventa la ricompensa per questo impegno.

“Chiunque può fare campagne – ha sottolineato Cobianchi -, McCann ha scelto di posizionarsi più in alto: siamo consapevoli del fatto che il valore differenziante per il brand sta nella capacità di essere presente nella vita quotidiana e di parlare all’animo delle persone. Chi per primo riuscirà a convertire se stesso avrà un vantaggio competitivo sul mercato di domani”.

Il ceo di McCann Worldgroup ha fatto riferimento all’umanesimo tecnologico: “L’uso del dato serve a questo processo di riconnessione dei brand con le persone e la creatività è lo strumento giusto per arrivare a coinvolgerle a livello emotivo”.

Cobianchi ha poi parlato del nuovo corso del Gruppo: “Siamo impegnati a costruire un modello nuovo e molto più innovativo ed efficiente che punta su una maggiore orchestrazione fra le sigle. Questo significa abbattimento dei silos, ma nel rispetto delle competenze verticali che restano fondamentali, seppur inserite in un processo di osmosi di cui beneficiano tutti i nostri clienti, internazionali e locali. Culturalmente, anche nell’ottica di una stretta collaborazione con le centrali media di IPG, l’integrazione resta un tema centrale”.

Forte l’impegno sul fronte del new business: “Siamo molto attivi in questo senso – ha chiarito -. Siamo coinvolti in quattro gare di top client italiani”.

Sui numeri il manager resta abbottonato: “Al momento siamo in linea con gli obiettivi che ci siamo dati. La vera sfida la giochiamo con le prossime gare che avranno effetti sul prossimo anno e su un 2019 che ci vedrà impegnati a migliorare i margini e ancora più attivi per imporci sempre di più come protagonisti a livello creativo con prodotti innovativi riconosciuti a livello internazionale”.