CREATIVITY

Il Pubblivoro: i contenuti ‘pubblici’ e ‘ibridi’ delle aziende


30.07.2018
Giampaolo Rossi

a cura di Giampaolo Rossi (Fabbrica di Lampadine)


Una volta i video, i filmati e i contenuti prodotti per eventi interni all’azienda rimanevano tra le mura dell’impresa a totale beneficio dei dipendenti, collaboratori e agenti. Con l’avvento dei social sempre più frequentemente questi contenuti diventano pubblici, con o senza la volontà dell’azienda. Un esempio di video interno di cui si è perso il controllo è il famoso video della Filiale di Intesa Sanpaolo che doveva servire per un contest interno e si è poi trasformato in un video virale ripreso anche dai telegiornali. Questo fenomeno di contaminazione porta anche una ibridazione dei contenuti e dei linguaggi. Oggi analizziamo tre casi freschi freschi di pubblicazione.

Partiamo da Generali, che a seguito di un’analisi di clima interno, presenta ‘Generali engagement actions’ dove riprende le aree di miglioramento indicate dai collaboratori e le trasforma in un piano di azione per poi arrivare al messaggio forte e valoriale ‘You say, we do’, in cui si manifesta il valore dell’ascolto e dell’importanza delle persone. Il video, anche se prodotto per la comunicazione interna, giustamente si trova su YouTube in modo da rendere pubblico un valore che può essere facilmente traslabile anche verso il cliente. La scelta dell’infografica rimanda chiaramente al linguaggio razionale e pragmatico dell’azienda e, nonostante non lavori sulla parte emozionale dello spettatore, risulta molto concreto e vero.

 

 

Sempre sul tema dell’ascolto, lo spot di Despar ‘Quali sono i tuoi (bi)sogni’ dà voce ai clienti, senza però entrare in maniera diretta nelle classiche argomentazioni di vendita come qualità, convenienza e servizio, ma indagando i bisogni o i sogni dei propri clienti. L’idea è molto buona sia perché si crea uno specchio tra il testimonial e lo spettatore su un livello alto di prospettive e desideri, sia perché si associano al brand valori universali che gli danno valore e condizionano l’attesa dell’esperienza d’acquisto, elevandone la percezione. La realizzazione è molto ben fatta tanto da non dover esplicitare il parallelismo tra il bisogno e il servizio della catena retail: basta infatti il montaggio alternato tra le scene di vita della cliente e il punto vendita per far comprendere il valore del messaggio.

 

 

Un esempio di ibridazione di linguaggio è lo spot di Crédit Agricole che con ‘Noi siamo così’ riesce a realizzare un video che può funzionare sia in una grande convention interna che mandato in onda su un canale tv o sui social. Il format è il classico da convention: voce fuori campo, musica accattivante, immagini che in maniera didascalica sono a servizio delle parole pronunciate, logo sul finale in movimento con il drone. L’elemento che trasforma quello che in aziendalese viene chiamato un ‘video motivazionale’ in un video pubblicitario sta nella sapiente alternanza di montaggio dei filmati presi dalle banche dati, tipiche appunto dei video motivazionali, con le immagini ‘interiste’ che rendono tutto più universale, più pop e quindi più pubblicitario.