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H48, fatturato 2017 a 3,7 milioni (+85%). Crescita confermata per il 2018


27.07.2018
Pasquale Ascione

H48, giovane agenzia creativa milanese specializzata in digital branded content, chiude il secondo anno di attività con 3,7 milioni di fatturato, +85% sui 2 milioni del 2016. La crescita è confermata anche per il 2018 grazie all’acquisizione di importanti clienti a seguito di gare, come Tuborg, Bricocenter, Sony Playstation e Wind Tre, oltre alla riconferma di Müller e Carrefour Italia, con impatti anche sullo sviluppo del team di lavoro, già composto da oltre 20 persone.

I numeri di H48 raccontano la capacità di cogliere e interpretare tempestivamente i cambiamenti del mercato: grazie ai social network l’approccio alla comunicazione di marca è profondamente cambiato nell’ultimo decennio di pari passo con le abitudini dei consumatori.

“Il branded content nasce proprio da un cambiamento culturale importante – spiega Pasquale Ascione, ceo e co-founder di H48 -. I consumatori sono molto più istruiti, competenti, capaci, volenterosi di scegliere e reattivi. Nell’era dei social hanno visto aperta la possibilità di esprimersi, di commentare, di criticare, di giudicare, di partecipare in maniera molto più attiva al processo di definizione e creazione di una marca stessa. È finito il tempo della pubblicità passiva e questo deve essere vissuto dai brand come un’opportunità per fruire del contributo dei consumatori stessi, dei propri clienti. Opportunità enorme che va gestita con attenzione e competenza, perché all’aumentare delle opportunità aumentano i rischi di esposizione sociale a livello globale”.

Il successo della neonata agenzia di comunicazione in un settore polarizzato da grandi gruppi internazionali risiede, oltre che nella competenza e nella qualità dei contenuti, nella struttura e nell’approccio del team di lavoro: agile, veloce, camaleontico e fluido.

Quella di H48 è una squadra anagraficamente giovane, composta in prevalenza da millennials che hanno visto nascere le dinamiche della comunicazione social pur mantenendo le radici nel mondo pre-digitale. L’approccio, orientato alla multicanalità, vede il digitale come una cultura applicabile a tutti i mezzi, anche a quelli definiti ‘tradizionali’, che evolvono e si digitalizzano

. Altro fattore determinante è il valore trainante del brand che viene cucito all’interno di un contenuto e restituito alle audience, frutto della ricerca costante di idee che soddisfino le nuove esigenze dei consumatori. L’innovazione e la sperimentazione nelle modalità di comunicazione, nei linguaggi e nell’utilizzo delle piattaforme diventano il denominatore comune a tutte le attività dell’agenzia.

“Siamo un team giovane – conclude Ascione – composto da persone iper-competenti, nuove figure professionali, in un’organizzazione che va oltre la classica struttura delle grandi agenzie. Da noi ci sono videomaker, advertiser, motion designer, autori e tecnici esperti di nuove piattaforme digital. Ognuno, nel proprio settore, è super formato: senza competenze le sfide si perdono”.