CREATIVITY

Wpp Italia presenta il suo Campus. Nel 2018 verso una chiusura a +8%


20.07.2018
Massimo Costa

Massimo Costa: “Investimento importante. Sarà il nostro Stargate. Vogliamo essere un player attivo nella comunità”

di Andrea Crocioni


Wpp crede nell’Italia. Questo il messaggio lanciato ieri dal country manager Massimo Costa in occasione della conferenza di presentazione del progetto del nuovo headquarter italiano destinato a raccogliere i talenti provenienti dalle 65 aziende del Gruppo. “I primi ingressi sono previsti per la primavera del 2019”, ha sottolineato il manager.

Campus Wpp, come annunciato ormai da mesi, prenderà forma a Milano in un’area industriale di circa 30 mila metri quadrati affacciati sul Naviglio, nell’ex complesso industriale Richard Ginori e in una delle torri attigue. Questa sede riunirà i 2.300 professionisti di Wpp che gravitano sul capoluogo lombardo (altri 200 operano su Roma, dove si sta provvedendo a cercare un’unica sede, e un altro centinaio è ‘sparso’ nella Penisola).

“Il Campus rappresenta il nostro Stargate, per i nostri clienti il punto di accesso a tutti i nostri servizi”, ha spiegato Costa. Ma per il manager questa operazione rappresenta da un lato la rappresentazione fisica di quel modello ‘orizzontale’ su cui Wpp punta da anni, dall’altro un segno tangibile della sua presenza come player attivo nella comunità, con l’ambizione di dare vita a un nuovo polo della creatività e della cultura all’interno della città di Milano.

Il progetto di riqualificazione è firmato dallo studio di architettura britannico BDG, che ha curato i lavori di tutti i Campus Wpp già realizzati a New York e Shangai e in prossima apertura a Londra, Madrid e Amsterdam.

 

 

Per la holding si tratta di un grosso investimento, giustificato dal fatto che il nostro Paese resta un mercato strategico. L’Italia, infatti, è nella top ten delle countries a livello mondiale per Wpp: il valore aggregato delle società che fanno capo al Gruppo nella Penisola supera i 400 milioni di euro di fatturato. “Il 70% del nostro business è fatto dai clienti locali”, ha precisato Massimo Beduschi, Chairman e Ceo di GroupM nonché Coo di Wpp.

Al manager è toccato il compito di tratteggiare i contorni dello scenario in cui opera il Gruppo: “Il 2018 sarà un’altro anno di crescita per gli investimenti adv, stimiamo un +2% – ha detto -. In questi anni Wpp si è mossa sempre di più come un gruppo unico. In un mercato che rispetto a 10 anni fa ha perso il 20%, senza contare che allora non c’erano Google e FB – perché se il confronto fosse omogeneo saremmo a un -40% – Wpp in Italia, nello stesso arco temporale, è cresciuta del 30%, segno che il modello funziona”.

E anche quest’anno il gruppo è destinato a crescere più della media del mercato. “Secondo le ultime proiezioni dovremmo andare oltre un +8%”, ha confermato il Cfo Marco Bonanni.

“Sempre di più – ha aggiunto – i clienti ci chiedono contratti trasversali. Gli ultimi che abbiamo siglato sono quelli con Campari e Lottomatica, ma ce ne sono altri in arrivo. Questo ci ha consentito di creare forti sinergie all’interno del Gruppo. Questo si è tradotto in un margine operativo a doppia cifra”.

In un’Italia che vede spesso le multinazionali in fuga, Costa ha voluto mettere in evidenza il rilevante impegno economico sul nuovo Campus.

“Questo investimento è la conseguenza dei risultati che sono stati ottenuti in termini economici e organizzativi”, ha chiarito. Sul rischio di perdere il ‘patrimonio’ valoriale delle singole società, il country manager è stato chiaro: “L’intenzione è quella di mantenere l’identità di ogni singola realtà aziendale. Noi abbiamo creato un’offerta di orizzontalità ed è una strategia che parte da lontano. C’è una volontà di integrazione, ma i clienti potranno sempre scegliere di lavorare con le singole sigle”.

 

 

Costa, però, ha parlato anche di possibili ottimizzazioni, anche se le modalità sono in fase di valutazione. Il country manager ha poi fatto cenno al ricambio generazionale (il 70% dei 2.600 dipendente Wpp è fatto da giovani under 30 e da donne) che ha riguardato soprattutto le agenzie creative: “Un passaggio necessario perché il mercato sta cambiando ed è fondamentale farsi trovare pronti per cogliere le opportunità generate da questa piccola crescita”.

Come ha ricordato Bonanni, in un trend positivo che è piuttosto omogeneo all’interno del Gruppo, l’area che ha avuto una maggiore accelerazione è proprio quella dell’advertising, che partiva dalla situazione più complessa.

“Il nostro lavoro è sempre più nell’area consulenziale e strategica”, ha affermato Costa, che ha voluto ribadire la volontà di Wpp di promuovere attività formative all’interno del nuovo Campus per formare professionisti in grado di operare in uno scenario in continua evoluzione. Altro capitolo aperto quello delle acquisizioni.

“Complicato farle in Italia”, ha affermato. “Con Doing, dopo una serie di valutazioni, abbiamo deciso di non ‘fidanzarci’ più e non abbiamo nessun tipo di collaborazione”. Resta aperto invece il canale con la società di consulenza LTP: “Si tratta di una realtà molto interessante, c’è un gentlemen’s agreement, ma ne parleremo in un’altra occasione”.

Un’ultima stoccata Costa l’ha lanciata al mondo associativo, rispondendo alle recenti dichiarazioni del presidente Assocom, Emanuele Nenna: “Non lo sento da tempo. Come ho già detto non credo nelle associazioni. Siamo disponibili comunque a dare un supporto esterno su determinate questioni, come abbiamo già fatto. Al di là del mio pensiero ogni singola sigla del Gruppo è libera di scegliere di rientrare, ma al momento nessuno ha manifestato questo interesse”, ha concluso.