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Più acquirenti (+11%) e vendite (+15%) online per abbigliamento e accessori


11.07.2018
Roberto Liscia

di Massimo Bolchi


Ieri si è svolto a Milano il Netcomm Focus Fashion & Lifestyle, l’appuntamento di riferimento per la trasformazione digitale e l’eCommerce delle aziende del fashion, del beauty e del design promosso da Netcomm in collaborazione con Fashion Magazine e con il digital magazine eCommerce Monitor.

Il numero di consumatori mondiali che scelgono il web per acquistare capi di abbigliamento, footwear e accessori aumenta con un tasso di crescita annuo medio del 9% tra il 2016 e il 2022: sono passati da 948 milioni nel 2016 a 1.062 milioni nel 2017; le stime per il 2018 li attestano a 1.178 milioni e il trend proseguirà nei prossimi anni fino a toccare la quota 1.580 milioni nel 2022.

L’incremento della spesa di questi consumatori in abbigliamento e accessori aumenta a un tasso di crescita annuo medio ancora superiore (12%) tra il 2016 e il 2022, passando da 322.521 milioni di euro (2016) a 377.704 milioni di euro (2017), quest’anno supererà i 435 milioni fino ad arrivare a 645 milioni nel 2022.

“La crescita degli acquirenti online è inarrestabile e più della metà delle persone che scelgono questo canale acquistano prodotti lifestyle”, commenta Roberto Liscia, presidente di Netcomm. “La Cina si conferma il mercato online più importante nel mondo per quanto riguarda il fashion con acquisti per un valore di oltre 176.730 milioni nel 2017, circa il 50% della spesa mondiale in questo settore, ma la crescita delle persone che si rivolgono al web per acquistare abbigliamento, accessori, cosmetica e prodotti di design è una tendenza planetaria e le imprese sono chiamate a cogliere le opportunità offerte dall’ecosistema digitale”.

“I consumatori sono sempre più informati e consapevoli e la maggior parte di essi (il 61%) si aspetta una forte trasformazione del settore indotta dalle nuove tecnologie, con un grande impatto del digitale sui modelli di acquisto – continua Roberto Liscia -. Il 39% vorrebbe servizi di home delivery di alta qualità, il 44% chiede forti programmi di loyalty e il 45% desidera prodotti e servizi sempre più personalizzati. Inoltre, è fondamentale che il negozio fisico si evolva in chiave omnicanale facendo da ponte fra mondo fisico e digitale e ridefinendo le modalità di relazione con la clientela”.

Il negozio è infatti ancora un luogo cruciale (anche alla luce del fatto che nei punti vendita viene effettuato il 63% degli acquisti) ma la rivoluzione tecnologica lo sta riconfigurando: basti pensare al self-checkout e al programma loyalty proposti da Zara, all’integrazione di online e offline di Sephora, che con il suo click&collect permette di acquistare il prodotto sul sito e ritirarlo in 2 ore nel punto vendita, al negozio-entertainment di Adidas o alla virtual reality integrata nei punti vendita di Gucci.

L’acquisto è soltanto una parte del processo conversazionale che si instaura tra il cliente, il brand e il venditore e diversi fattori contribuiscono a rendere soddisfacente l’esperienza in negozio: il 58% dei consumatori ritiene importante il pagamento self-service, il 70% apprezza la possibilità di trovare offerte real-time personalizzate, il 57% giudica utili gli schermi per vedere e ordinare prodotti, il 73% vuole addetti alla vendita preparati.

Il personale del negozio è portatore di una nuova cultura e deve essere adeguatamente formato, visto che il suo ruolo è fondamentale per la creazione di una relazione rinnovata col cliente, che anche grazie alla tecnologia diventa più esperienziale e caratterizzata dall’erogazione e dalla condivisione di contenuti.

 

 

A seguire, le Tavole Rotonde con protagonisti del mercato che hanno affrontato alcuni temi di attualità: Alessandra Domizi, Industry Head Retail and Fashion di Google Italia, che ha ricordato la promozione di Yoox di 5 secondi solamente per conquistare l’oggetto in vendita; Marco Adami, Senior Product Manager Business Development di DHL Italy, che ha sottolineato il valore aggiunto della vera consegna “su misura”; Lars Feldscher, Head Astounding Commerce Dach, che ha evidenziato le contraddizioni e le specificità geografiche dei consumatori: come gli italiani che preferiscono le App per eCommerce (70% vs 52% dei tedeschi), e non “si divertono” a fare shopping online (38% vs 57% USA); Fabio Bonfà, Country Manager di vente-privee e Privalia, che ha puntualizzato come i “Big Data siano al servizio dei brand per rendere i clienti più soddisfatti”.