CREATIVITY

BDP-System comunica l’innovazione con Kube Libre


09.07.2018
Luciano Nardi

di Andrea Crocioni


Kube Libre si conferma l’agenzia giusta per chi punta a imporsi sul mercato puntando sull’innovazione. La struttura milanese fondata da Luciano Nardi, infatti, è stata scelta come partner di comunicazione da BDP-System (Besenzoni Defence & Protection), società di nuova fondazione sostenuta da Besenzoni, storica realtà bergamasca attiva nel settore della componentistica nautica.

L’agenzia è stata selezionata senza gara, dopo una breve perlustrazione del mercato delle agenzie da parte dell’azienda. La startup nasce da una domanda sulla sicurezza a cui vuole rispondere attraverso la ricerca e l’innovazione, proponendo soluzioni scientificamente valide e testate che possono cambiare il modo di intendere il problema in ambito urbano.

Un tema diventato di grande attualità dopo gli attacchi terroristici che hanno colpito importanti città europee. Così è nato un progetto, presentato giovedì 5 luglio nella città orobica, che mette il design al servizio della sicurezza. Si tratta di Yourban, l’anti-terror vehicle planter barrier pensata per sostituire gli antiestetici ‘jersey’ di cemento comunemente utilizzati all’interno dei centri urbani.

L’idea del progetto è dell’architetto Emanuele Salvador della BDP – System e ha visto la collaborazione del Centro di Ateneo GITT. Kube Libre è stata incaricata di studiare il posizionamento e di mettere a punto la piattaforma strategica di comunicazione, di studiare il naming e la brand identity e di realizzare il sito internet.

“Visto la tipologia di prodotto, che si rivolge in particolare alle amministrazioni pubbliche e alle società private che si occupano di sicurezza sul territorio, abbiamo sviluppato un piano di comunicazione di carattere istituzionale”, ha spiegato Luciano Nardi, sottolineando come Yourban abbia già catturato interesse anche fuori dai confini italiani, in particolare in Nord Europa e in Canada.

BDP-System ha elaborato una nuova idea di barriera, finalizzata a limitare al massimo la possibilità di sfondamento, ma puntando su un design accattivante, per rendere il possibile il suo inserimento in contesti cittadini storici, senza compromettere l’estetica dei luoghi.

“Così la barriera si trasforma in fioriera – spiega Nardi -. Ma per la comunicazione abbiamo deciso di non puntare sull’aspetto decorativo, che potrebbe sembrare la principale novità, ma sull’efficacia. Il messaggio vuole essere: c’è un’alternativa alle barriere di cemento, funziona meglio ed è anche più bella. Di questa iniziativa mi ha colpito il fatto che si parla davvero di un altro modello di sicurezza”.