CREATIVITY

Tra castelli in aria e storia della tv commerciale. E alla fine arriva l’ologramma di Mina


05.07.2018

Dopo l’introduzione del presidente Sassoli de Bianchi, gli speech di Laurent Solly, vicepresidente per il Sud Europa di Facebook, Lorenzo De Rita, docente di Ingegneria delle idee e visiting professor del Politecnico di Torino, Antonio Ricci, il padre di Striscia la Notizia, e Luca Josi, responsabile Brand Strategy & Media di Tim

di Claudia Cassino


“Menomale. Ci rimane ancora qualcosa di bello da fare. È meraviglioso il futuro”. Lorenzo Sassoli de Bianchi affida al Jep Gambardella de La Grande Bellezza l’apertura del suo intervento davanti alla platea del Teatro Strehler di Milano: un inno all’ottimismo e alla positività, incarnati dal traguardo raggiunto dall’Upa che celebra proprio in questa occasione i suoi ‘baldanzosi’ 70 anni.

Fasci di luce e immagini psichedeliche anni Settanta (in particolare quelle di Storm Thogerson) avvolgono il palco dove si susseguono gli interventi di Laurent Solly, vicepresidente per il Sud Europa di Facebook, Lorenzo De Rita, docente di Ingegneria delle idee e visiting professor del Politecnico di Torino, Antonio Ricci, autore televisivo del programma più longevo della tv generalista italiana, intervistato dallo stesso Sassoli de Bianchi, e Luca Josi, responsabile Brand Strategy & Media di Tim, che chiude l’evento con una sorpresa: sul palco appare l’ologramma di Mina che interpreta un testo scritto da Alberto De Martini sulle note di ‘Another day of sun’, colonna sonora della campagna di comunicazione Tim.

“Facebook è giovane rispetto a Upa, ha solo 14 anni”, dice Laurent Solly. “Eppure oggi 2 miliardi di utenti usano Fb ogni mese e più di un miliardo utilizzano Instagram. Ma dare voce alle persone non è abbastanza, se questa voce è utilizzata per spargere false informazioni e parole di odio. Abbiamo una grande responsabilità in questo senso, abbiamo dovuto affrontare problemi sulla protezione dei dati, ma il nostro obiettivo ora è combattere false information e hate speech. Per questo Mark Zuckerberg si è presentato al Parlamento Europeo, per spiegare che intendiamo costruire una piattaforma ‘safe’”.

Sul futuro del mercato digitale, tre sono gli asset secondo Solly: Mobile, Video e Messaging. “Il mobile è la nuova piattaforma di marketing – sostiene il vicepresidente per il Sud Europa di Fb -. Permette alle aziende la personalizzazione del messaggio e di colpire il target dei più giovani. Nel 2020, inoltre, l’80% del traffico internet sarà generato da video, questo porterà all’innovazione dei format (vedi anche Instagram che ha appena lanciato la nuova app IGTV). Sempre nel 2020 2,34 miliardi di utenti useranno una piattaforma di messaging: si aprono nuove frontiere per le aziende che potranno comunicare con le audience in modo sempre più interattivo”.

 

In epoca di disruption, la creazione di valore si misura con i dati, con il governo dell’agoritmo: punge dove fa più male.

— Lorenzo Sassoli de Bianchi

 

Dal pragmatismo del manager del social network più grande al mondo alla poesia dei ‘castelli in aria’ di Lorenzo De Rita, che nel suo discorso parla d’amore, di surrealismo, di cosmogonia e di potere alla fantasia.

“Altro che castelli in aria, oggi si fa fatica a trovare un monolocale in aria! Il cielo della nostra fantasia si è svuotato. Le idee non appassionano, non lasciano traccia, non hanno più anima. È ora di mettersi a costruire l’impensabile, dobbiamo trovare una nuova spensieratezza, avere pensieri spensierati, potrebbe essere una chiave rivolgersi a padri come Italo Calvino, Bruno Munari e Gianni Rodari”.

Vola alto anche Antonio Ricci: “Sono ateo, non corro il rischio di essere dio”, dice. Ha mai bestemmiato, gli chiede Sassoli? “Contro me stesso mai”, risponde il padre di Striscia la Notizia, che ripercorre la storia di un format che in tutti questi decenni ha totalizzato 40 miliardi di telespettatori. “Non è vero. Sono di più, se si contano le repliche”, ribatte Ricci.

Dall’amicizia con Umberto Eco agli scherzi con Paolo Villaggio, dal caso del ‘Tubo Tucker’ al rapporto con gli investitori pubblicitari (“Adreani vive nel terrore”), l’intervista di Sassoli a Ricci è un bell’esercizio di intelligenza e un ottimo compendio di storia della tv commerciale: “L’Auditel è uno strumento di libertà fondamentale – sottolinea Ricci -. Per me è un segnale di libertà poter essere misurato, perché rispetto alla carta stampata il mio lavoro è misurabile e posso far valere la mia forza. A Striscia non c’è mai stata, per esempio, pubblicità sui giochi d’azzardo, non la vogliamo. Con la pubblicità ho un rapporto dialettico. Si tratta di un rapporto di forza. Se tu sei più forte degli investitori puoi dire la tua e gli investitori stessi lo capiscono”.

Da un ligure a un altro ligure, Luca Josi, che ripercorre per finire la storia del suo ingresso in Tim e quella delle recenti campagne di comunicazione ideate per il brand: la scoperta di Sven Otten, la sponsorship unica di Sanremo, l’ingresso di Mina e di tutti i personaggi che via via si sono aggiunti al format (prossimamente sarà on air un nuovo soggetto con Federica Pellegrini e i Måneskin).

Sull’ologramma di Mina, cala il sipario. Sassoli dà appuntamento al prossimo anno. “Per favore, però, venite di persona e non mandate il vostro ologramma”, conclude il presidente dell’Upa.