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Buzzoole, da startup a player internazionale per brand e influencer


04.07.2018
Gianluca Perrelli

L’azienda, specializzata in influencer marketing, opera in 176 Paesi su tutte le piattaforme, con oltre 260.000 content creator, più di 850 clienti e oltre 25 milioni di interazioni

di Cinzia Pizzo


Da startup tutta italiana a realtà internazionale. È la storia dal 2013, anno della sua fondazione, a oggi di Buzzoole, influencer marketing solution provider in grado di connettere i brand ai content creator attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale.

A fine maggio Buzzoole ha annunciato una rinnovata brand corporate image (sviluppata dallo studio di communication design Bellissimo, ndr), che parte dal nuovo logo. Il marchio sintetizza al centro della composizione le due doppie lettere presenti nel nome: il segno grafico ‘forte’ della doppia Z, richiamo onomatopeico al concetto di brusio, si specchia sulle due OO sottostanti, unite per creare il simbolo dell’infinito.

Un indicatore della fase che Buzzole sta affrontando, come ha spiegato a Today Pubblicità Italia Gianluca Perrelli, CMO & Country Manager Buzzoole Italy: “Il rebranding incontra le attuali necessità dell’azienda che sta affrontando il passaggio da startup a scale up internazionale. Buzzoole è in continua espansione, il nostro team conta oltre 70 persone distribuite tra le sedi di New York, Londra, Milano, Roma e Napoli. A ciò si aggiunge una fase di sviluppo con nuovi ingressi e nuove sedi all’estero: l’azienda opera in 176 Paesi su tutte le piattaforme, con oltre 260.000 content creator, più di 850 clienti e oltre 25 milioni di interazioni. La nuova identità visiva ci permetterà di essere più riconoscibili e a distinguerci in Italia e all’estero, con l’obiettivo di posizionarci come dominant player per brand e influencer in tutto il mondo”.

 

 

Cuore della tecnologia di Buzzoole è il tool proprietario GAIIA, che unisce sistemi di image recognition, big data e natural language analysis, permettendo ai brand di identificare i content creator con la maggiore affinità per realizzare efficaci campagne di influencer marketing, a tutti gli effetti riconosciuta come forma di comunicazione pubblicitaria dopo la celata fase iniziale.

Di tecnologia e advertising, di contenuti e storytelling, abbiamo parlato con Gianluca Perrelli per comprendere questa realtà che ha trovato nell’influencer marketing la formula del proprio business e per guardare oltre, alle opportunità offerte da questo format di advertising.

 

Buzzoole è una realtà di marketing che si rivolge da un lato ai content creator e dall’altro ai brand. Può illustrare il modello di business e come è articolata l’offerta di servizi?

Buzzoole è un influencer marketing solution provider in grado di connettere i brand ai content creator attraverso l’Intelligenza Artificiale. La nostra tecnologia proprietaria permette un’ottimizzazione della brand affinity e dell’investimento rendendo i servizi accessibili per aziende di diverse dimensioni. Buzzoole è l’unica piattaforma che non valuta solo la reach (ovvero il numero di follower e la popolarità), ma la reale influenza degli user in topic di discussione specifici.

 

Content creator: quali sono i profili emergenti e come sono selezionati da Buzzoole?

Buzzoole non valuta solo il numero di follower, ma l’influenza dei content creator. Infatti, non è solo il numero di follower che determina un influencer, bensì la capacità di trattenere rapporti con la propria community uniti a trasparenza e capacità di saper realizzare un’efficace storytelling. La brand affinity è fondamentale, il vero driver che guida il processo di ricerca, attivazione e gestione dell’influencer. Il content creator deve avere modi, linguaggi e gusti in linea con il brand. In questo modo si realizza una ‘relazione’ win-win sia per brand sia per content creator.

 

Buzzoole dispone della tecnologia proprietaria GAIIA: può indicarmi le funzionalità di questa tecnologia?

La nostra tecnologia si fonda sull’uso di algoritmi di deep learning, statistical model e social network analysis specifici per le strategie di influencer marketing. La combinazione tra la tecnologia proprietaria di Buzzoole e l’approccio consulenziale dà vita a contenuti di qualità coinvolgenti e autentici. La piattaforma che fa leva sull’Intelligenza Artificiale sviluppata da Buzzoole si chiama GAIIA (Growing Artificial Intelligence for Influencer Affinity) e unisce sistemi di image recognition, big data e natural language analysis, per aiutare i brand a identificare i content creator con la maggiore affinità e realizzare campagne di successo.

 

Influencer marketing: questa leva di marketing come si inserisce, oggi, nella costruzione di una strategia di marca?

Crediamo sia fondamentale accompagnare le aziende nella progettazione della campagna più in linea con i propri obiettivi di business e offrire gli strumenti adatti alla gestione e alla misurazione dei risultati. Le attività di influencer marketing realizzano uno storytelling circa l’esperienza di prodotto. Questo è il punto di partenza su cui lavorare per generare awareness ma l’influencer marketing funziona su tutte le fasi del funnel.

 

Quali sono i brand o i settori merceologici che più di altri ricorrono a questa leva?

Per quanto riguarda invece i settori merceologici, le campagne di influencer marketing coinvolgono diversi tipologie di brand e altrettanti prodotti. Ci sono settori ‘consolidati’, più esperti nell’uso di questa attività, come il beauty, il fashion, l’automotive e il food&beverage. Esistono poi settori ‘nuovi’ che iniziano ad approcciare e scoprire i benefici dell’IM, tra questi il Pet e l’Health. Interesse arriva anche dalle PMI, infatti, l’influencer marketing è utile non solo per grandi brand ma anche per realtà medio-piccole che hanno bisogno di una targetizzazione mirata sul territorio locale.

 

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nel 2017 ha stabilito alcune regole per l’influencer marketing, a cui devono attenersi sia gli influencer sia le aziende. Quali sono stati gli effetti di questa regolamentazione, volta a garantire una maggiore trasparenza nei confronti del consumatore finale indicando l’IM a tutti gli effetti come forma di advertising?

L’IM sta diventando sempre più ‘trasparente’ e crediamo sia necessario fornire delle linee guida nel rispetto degli utenti che devono poter riconoscere un contenuto sponsorizzato. Buzzoole è da sempre in prima linea nell’educazione di brand e content creator, e, grazie alle collaborazioni con i più importanti enti di regolamentazione, abbiamo avuto l’opportunità di realizzare due webinar: uno con l’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria e uno con l’Unione Nazionale Consumatori. Inoltre, abbiamo lavorato con l’Unione Consumatori per la creazione della Digital Chart, realizzata da IAP, e approfondito le linee guida per una corretta collaborazione tra brand e influencer.