CREATIVITY

Oggi ‘UPASettanta’ a tutela del mercato adv. Sassoli: “Un’associazione che cresce”


04.07.2018
Lorenzo Sassoli de Bianchi

Si apre oggi pomeriggio alle 14.30 il sipario dell’annuale appuntamento di Upa – Utenti Pubblicità Associati che si tiene al Teatro Strehler di Milano, intitolato ‘UPASettanta’.

Dagli ott alla creatività, dalla comunicazione mainsteam all’ingegneria delle idee: ne parleranno gli ospiti Laurent Solly, vicepresidente per il Sud Europa di Facebook, Luca Josi, responsabile Brand Strategy & Media di TIM, Lorenzo De Rita, docente Ingegneria delle idee – Visiting Professor Politecnico di Torino, e Antonio Ricci, autore dello storico programma Striscia la notizia, che sarà intervistato dal presidente di Upa Lorenzo Sassoli de Bianchi.

Un appuntamento, quello di oggi, che celebra i 70 anni di Upa, nata nel 1948.

“L’associazione ha saputo ‘tenere botta’ nonostante l’indebolimento dei corpi intermedi e sta crescendo come numero di associati – ha dichiarato Sassoli a Today Pubblicità Italia -. L’appuntamento di oggi ha registrato il sold out con 1.050 iscritti”.

Tradizionalmente durante l’assemblea annuale il presidente aggiornerà le stime di chiusura del mercato della pubblicità nel 2018, precedentemente prevista a +1% per un anno definito “complicato” a causa di una ripresa dei consumi non del tutto ‘a sistema’ e dell’incertezza politica prima della composizione del nuovo Governo che, una volta costituito, ha fatto sentire la sua voce.

Sono dell’ultima settimana le dichiarazioni del Ministro dello sviluppo economico e Ministro del lavoro e delle politiche sociali Luigi Di Maio, a proposito dello stop alla pubblicità delle scommesse sportive, che provocheranno qualche riflesso negativo sugli investimenti, delle imminenti nuove nomine Rai o del de profundis recitato nei confronti della tv tradizionale che “avrebbe i giorni contati”.

Sassoli de Bianchi si batte da un decennio sulla necessità di una trasformazione verso modelli che tengano conto del cambiamento in atto: ha sottolineato spesso sia l’arretratezza dell’Italia sul fronte delle connessioni veloci (banda larga, 5G) sia il fatto che la tv debba allargare le piattaforme sia che la Rai possa avere un canale senza la pubblicità.

“Che ci fosse bisogno di un cambiamento l’hanno detto gli italiani con il voto, ma bisogna capire bene in che direzione andrà”, ha concluso Sassoli. (V.Z.)