CREATIVITY

La via del talento: il ‘Metodo Albini’ per l’innovazione aziendale


03.07.2018
Metropolitana Milanese Linea1, Franco Albini, Franca Helg, Bob Noorda, 1962-64

Da una storica Fondazione di Design, un format innovativo per la valorizzazione dei talenti e la creazione di valore in azienda

a cura di Paola Albini, Vicepresidente della Fondazione Franco Albini


E = mc2. È l’equazione della Relatività ristretta: l’energia è uguale alla massa, moltiplicata per la velocità della luce, al quadrato. Ci piace paragonare la velocità della luce, alla velocità del ‘Pensiero al quadrato’, ovvero potenziato, espresso, capace di dar vita a opere che resistono al passaggio del tempo, e che generano energia vitale.

In un palazzina Liberty, di via Telesio 13 a Milano, c’era un uomo che questa velocità di pensiero l’ha sempre allenata. Si chiamava Franco Albini. Sempre qui, è conservato oggi il suo archivio, dichiarato dallo Stato Italiano Patrimonio Storico Nazionale. Un archivio, che continua a lanciare i suoi messaggi, attraverso una Fondazione a lui dedicata e uno studio di architettura attivo ancora oggi.

Ma come un Archivio storico può diventare uno strumento funzionale per la crescita personale e aziendale? Questa domanda è la pietra angolare dell’attività decennale di Fondazione Franco Albini, che ha la missione di condividere, prima di tutto, il ‘Metodo Albini’ che, come dice la parola stessa, è “la scienza di percorrere un cammino che può spingerci in avanti”.

Ma chi era Franco Albini? E su cosa si fondava questo Metodo? Franco Albini nasce nel 1905 e muore nel 1977 ed è stato architetto, designer, urbanista, professore. Un uomo completamente immerso nel suo tempo, ma capace di vedere oltre: ‘autore’ della Metropolitana di Milano, precursore dell’architettura Hi-Tech e delle più grandi innovazioni museali del nostro tempo.

Molti dei suoi pezzi di design sono oggi rieditati e alcuni inseriti nella Linea ‘I Maestri’ di Cassina, insieme a quelli di Le Corbusier, Rietveld, Makintosh, Lloyd Wright e altri. Albini era un architetto che viveva la professione come una missione sociale; un uomo che nella vita ha preso rischi, che è stato capace di prevedere la direzione in cui il suo tempo si stava muovendo.

Era un razionalista dalla spiccata vena poetica, silenzioso, concentrato, elegante, sportivo; appassionato di arrampicata e di ciò che lo spingeva a confrontarsi con sé stesso e con i propri limiti. Un uomo spinto dalla convinzione che “è dalle nostre opere che diffondiamo delle idee, più che attraverso l’esibizione di noi stessi”.

 

 

Un metodo, quattro princìpi

Tutto il suo operato si può racchiudere in 4 semplici princìpi: ricerca dell’essenza, scomposizione e ricomposizione della realtà, verifica continua di una prima idea, per comprenderne le potenzialità e il senso della responsabilità sociale.

Criteri universali che, se approfonditi, possono condurci a generare valore: arrivando all’essenza di quello che vogliamo dire, scomponendo i condizionamenti e le abitudini per lasciare spazio al nuovo, monitorando il percorso per rimanere connessi con i propri obiettivi, lavorando con la consapevolezza che “quando accendiamo una lanterna per qualcuno, questa illuminerà anche la nostra strada”.

Dopo anni di studio e di preparazione, Fondazione Franco Albini, insieme a professionisti nel campo dello Strategic Design, del Teatro, della Mindfullness e del Coaching, propone ad aziende e privati, nuovi percorsi formativi, per fornire un metodo, che valorizzi le potenzialità e crei una forma mentis per l’innovazione.

I percorsi si articolano in due step. Il primo consiste in un’esperienza interattiva – scritta e interpretata da Paola Albini con il Maestro Alessandro Nidi e con la collaborazione del Politecnico di Milano per la parte visual – che coinvolge tutti i dipendenti aziendali, conducendoli a fare esperienza dei comportamenti alla base dell’innovazione, tra parola, canto, suggestioni musicali e visual.

Il secondo, è un percorso che mira a trasmettere il ‘Metodo Albini’, attraverso 20 ore intensive, per un massimo di 15/20 persone, scelte dall’azienda.

“Una volta acquisito un Metodo – diceva Albini – il Talento sta nel Fare”. E che Talento, sia!