CREATIVITY

S&S: Sangue & Sorrisi


22.06.2018

visto da Giovanni Pagano


Ci vuole fegato per assistere all’annuale selezione di giovani registi che la Saatchi & Saatchi si ostina a offrirci da 28 anni.

Ce ne vuole per affrontare l’interminabile fila che bisogna subire il giovedì di prima mattina, ce ne vuole per affrontare quello che lo schermo ti vomita addosso. Quest’anno la selezione è stata curata nientemeno dal maestro Ridley Scott, il che l’ha resa ineccepibile dal punto di vista formale e forse leggermente meno estrema del solito.

Niente paura: il sangue l’abbiamo avuto. Ce ne hanno versato gli americani Ben Proulx e Joyner Lucas con un originale spot ‘Drive Safe’, dove i rimpianti per le vite perse vengono rappati dalle vittime di incidenti stradali (come rappato è lo scontro/incontro fra un bianco e un nero, video di ‘I’m not racist’ di Lucas visualizzato oltre 70 milioni di volte su YouTube – nella foto); ce ne hanno versato i tedeschi Schall & Schnabel (Eileen Huhn e Pierre Horn), per quanto fosse il sangue artificiale di una serie di pupazzi Ken che subiscono indicibili torture da sofisticate mani femminili. E abbiamo avuto anche i sorrisi, grazie a Megacomputeur (un collettivo di animazione composto da 6 studenti francesi che ha subito vinto lo ‘Short of the year’ e il ‘World animation celebration’ con ‘Deuspi’, la spassosa storia dello sventurato colpo ad un minimarket che si conclude implacabilmente con la morte di entrambi i rapinatori) e all’americano Jim Cummings, scrittore e regista che interpreta (ah già, è anche attore) in maniera surreale il discorso di un poliziotto a un funerale, piangendo, cantando e ballando davanti alla bara.

Ma ovviamente non sono mancate le ansie e le paure: il canadese Jodeb (Jonathan Desbiens) ci mostra il salto spettacolare di questa ragazza in spazi infiniti, nuvole, cascate e mari verticali, e solo alla fine capiamo che in realtà si è suicidata; Kristof Brandl di Montreal in ‘Kids’ ci racconta in maniera poeticamente cruda la ‘chiamata sulla terra’ di un essere umano concepito da una coppia sballata che vive lontano da tutto: noia e odio faranno del bambino un replicante dei genitori; Steve Cutts di Londra, grande illustratore, ci fa sorridere della squallida vita di un topo alle prese, come miliardi di simili, con metropolitane, saldi del Black Friday, pillole della felicità e l’inseguimento di una banconota che finisce per intrappolarlo in ufficio.

Ma un momento, non vi ricorda qualcosa? E poi c’è l’americano Elliott Sellers, che con l’impareggiabile aiuto di Erik Ferguson ci scaraventa in un vero incubo, un carnaio infinito di migliaia di corpi umani nudi e inerti, mossi in massa da forze primordiali.

Come sempre un seminario imprescindibile e incredibilmente stimolante, ma la sapete una cosa? Adesso penso che scriverò un altro articolo.

Mi è passata la fame.

 

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