CREATIVITY

Clear Channel torna a Cannes per rafforzare il rapporto con la creatività


20.06.2018
Carlo Rinaldi

Carlo Rinaldi, marketing and innovation director Clear Channel Italia, commenta con Today Pubblicità Italia le motivazioni e gli obiettivi della presenza dell’azienda a Cannes

di Laura Buraschi


Per la nona volta Clear Channel sponsorizza gli Outdoor Lions: cosa significa per un’azienda come la vostra essere presenti in misura così importante al festival?
È un momento che si ripete ma con alcune novità, in particolare quest’anno puntiamo i riflettori sul tema della creatività. Come azienda, da un punto di vista internazionale ma anche italiano, ci stiamo focalizzando molto sulla creatività in ambiente digitale, pensiamo di dover essere insieme all’ecosistema dei creativi. L’altro elemento chiave è la dinamicità, resa possibile anche dal digitale: insieme creatività e dinamicità consentono di sviluppare la parte di interaction, di dare vita a campagne che cambiano in tempo reale. L’out of home è un mezzo che si sta rinnovando più velocemente di altri, ma la stessa affissione tradizionale si inserisce molto bene nelle pianificazioni digitali. Anche per questo riteniamo sia particolarmente importante essere presenti in queste occasioni.

Quest’anno Cannes Lions ha apportato una serie di cambiamenti anche a fronte di alcune criticità emerse nella scorsa edizione: cosa pensa dei cambiamenti attuati?
Il fil rouge di tutte le aziende è cercare di mettere i fruitori al centro. In questo caso è stata ascoltata la necessità espressa dalle agenzie di ridurre la durata dell’evento e i costi. Penso che la vera rivoluzione sarebbe poter lavorare insieme per realizzare dei workshop con argomenti da sviluppare poi di anno in anno. In parte si fa già, ma credo che questa parte andrebbe ampliata ulteriormente, per dare spazio a dei laboratori di idee.

Nel vostro Playgroung qui a Cannes avete deciso di portare quest’anno tre startup: Buzzoole, Buzz my videos, Beintoo. Con quale obiettivo?
Vogliamo dare un segnale di apertura a un mondo naturalmente legato all’innovazione e far partire una conversazione sui contenuti creativi, capire insieme come fare leva sulla programmazione e creare contenuti che permettano di dare ai brand il giusto posto.

Da un anno all’altro, come sono stati questi 12 mesi per l’Outdoor nel mondo?
L’OOH è fra i mezzi che stanno crescendo maggiormente, c’è molta attenzione anche da parte di chi prima non se ne occupava. Questo è indubbiamente l’anno dell’accelerazione. Già si è fatto molto in termini di interazione, con lo sviluppo di numerose tecnologie, che hanno reso il mezzo particolarmente flessibile, e ora ci si concentra sulla misurabilità. Il nostro claim è ‘When brands meet people’ e credo rappresenti bene la nuova realtà dell’OOH, come parte di una strategia omnichannel.

In questa direzione, quali sono le novità in vista per la sede italiana?
Entro l’estate installeremo nell’avancorpo extra-Schengen dell’aeroporto di Fiumicino un’installazione chiamata Le Chandelier, con 12 schermi che si muovono con due movimenti per creare fino a 6 diverse modalità di visualizzazione. Sarà una vera opera d’arte e sarà sicuramente un’installazione molto ‘viralizzabile’, che realizzeremo grazie ad Aeroporti di Roma.

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