CREATIVITY

Star Track


20.06.2018

visto da Giovanni Pagano


Dunque la grossa novità di quest’anno sono i Track, e cioè la razionalizzazione dell’enorme quantità di categorie (e premi: 1.471 l’anno scorso!) che si era andata ammonticchiando alla rinfusa negli ultimi anni.

Quest’anno le categorie sono state divise in 9 “famiglie concettuali”: Communication, Craft, Entertainment, Experience, Good, Innovation, Impact, Reach ed Health.

Se vogliamo dirla tutta, la premiazione dell’Health Track di lunedì sera ricordava tremendamente la prima dell’altro anno, ma continuo comunque a pensare che sia una buona idea cominciare a mettere dei paletti nel Far Best che si era venuto a creare.

C’è però che Health non è in salute. Ancora una volta ha dimostrato la sua anemia creativa, anche se non si può che approvare l’enfasi e lo spirito con cui il Festival si ostina a suggerirne l’importanza.

Però nonostante le potenzialità emotive degli argomenti, che in passato avevano decretato il successo di tante campagne sociali, gli applausi scaturiscono spesso per senso del dovere.

 

 

Più ancora dell’Health Grand Prix for Good (‘Blink to speak’ di TBWA/India di Mumbai, l’introduzione di un alfabeto praticabile con i soli occhi e palpebre) e dell’Health & Wellness Grand Prix (‘Corazòn – Give your hearth’ della John X Hannes di New York, campagna per la donazione d’organi) mi ha colpito il Project 84 della adam&eve DDB di Londra per CALM, Campaign against Living Miserably, un’organizzazione per la prevenzione dei suicidi: hanno piazzato 84 sculture vestite in cima al London Television Centre, apparentemente pronte a saltare.

L’ennesima installazione disturbante di Mark Jenkins, per ricordare che ogni settimana 84 uomini in Inghilterra si uccidono.

Cos’altro aggiungere?

 

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