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Il 28 giugno a Milano la seconda edizione di Experience Matters dedicata al rapporto tra utenti e AI


18.06.2018

di Andrea Crocioni


L’intelligenza artificiale è entrata in maniera pervasiva nella nostra quotidianità e lo sarà sempre di più in futuro. A questo tema di grande attualità sarà dedicata la seconda edizione dell’appuntamento Experience Matters intitolato ‘AI Pattern’, iniziativa promossa da POLI.design, GreatPixel e Personalive che si terrà il 28 giugno nel capoluogo lombardo (dalle ore 9 presso il Politecnico di Milano – Via Candiani 72, aula F.lli Castiglioni, Edificio B1, 3° piano).

“Experience Matters nasce per sondare alcuni ambiti di frontiera che devono essere approcciati con un percorso integrato fra design e marketing”, spiega Giovanni Pola, ceo di GreatPixel.

“Quest’anno – continua – abbiamo messo al centro un tema molto attuale, ovvero il rapporto delle persone con l’AI. Su questa innovazione si innestano problematiche che coinvolgono sia il design sia il marketing che sono le due facce della user experience, che noi in GreatPixel integriamo nativamente. Fra questi due mondi ci sono punti di contatto molto forti, anche se sembrano essere rimasti in due bolle separate e si confrontano meno di quanto possa sembrare. Da una parte si parla di target, dall’altra di personas, da un lato si discute di obiettivi di vendita, dall’altro di soddisfacimento di bisogni, che poi altro non è che vendere un prodotto. Sono ambiti che hanno bisogno uno dell’altro e anche di momenti di riflessione come questo. Intorno ad alcune tematiche importanti è fondamentale trovare metodologie comuni”.

Nel corso dell’incontro, oltre a Giovanni Pola, interverranno Venanzio Arquilla, professione del Politecnico di Milano – POLI.design – e Andrea Boaretto, ceo di Personalive. È prevista anche la presenza di un ricco panel di ospiti: Cabirio Cautela (Osservatorio Design Thinking For Business, Politecnico di Milano), Roberto Chieppa (Fastweb), Giancarlo Cobino (Quilsar), Aldo Fumagalli (Candy Hoover Group), Giuseppe Leoni (e:lab), Alessandro Piva (Osservatorio Artificial Intelligence) e Simone di Somma (INNAAS). A vestire i panni del moderatore sarà Francesco Samorè della Fondazione Giannino Bassetti.

“Un parterre molto importante e rappresentativo di tutta la filiera – sottolinea Pola -: si va dall’azienda che crea prodotti che utilizzano strumenti di intelligenza artificiale alle società che offrono servizi, passando per le realtà più puramente tecnologiche”.

Tante finestre, dunque, sullo stesso affascinante e complesso scenario. Al centro di tutto le persone.

“L’intelligenza artificiale è una tecnologia ormai consolidata – spiega il ceo di GreatPixel – è entrata in servizi che tutti noi stiamo utilizzando. Questo a vari livelli. Sia come strumento di aiuto alle aziende per completare più velocemente alcuni processi sia come aiuto per i clienti per vedersi abilitati determinati servizi. Viviamo uno strano momento, tutti ne parlano, tutti la vorrebbero, molti ne hanno persino paura. Ma pochi la conoscono veramente, c’è un bisogno di approfondimento. Le imprese implementano servizi basati sull’intelligenza artificiale, ma spesso non lo rendono così esplicito perché temono che gli utenti la vivano in modo negativo. I consumatori del resto usufruiscono di questi servizi nell’incoscienza che dietro ci sia veramente l’intelligenza artificiale. Per questo motivo siamo partiti da una domanda: ma alla fine gli utenti hanno più paura dell’AI o consapevolezza?”.

Punto fondamentale: il prossimo 28 giugno verranno divulgati anche i dati relativi a una ricerca che esplora il rapporto degli italiani con l’intelligenza artificiale.

“Abbiamo realizzato la survey – chiarisce Pola – su un campione rappresentativo di tutti gli heavy e-shopper italiani, 13,5 milioni di persone che fanno almeno dieci acquisti l’anno online. Si tratta di un’avanguardia che ci dice molto di quello che saranno gli altri consumatori nei prossimi anni. Nonostante questo è interessante vedere come anche loro hanno sviluppato diversi criteri interpretativi dell’intelligenza artificiale, anche se vi sono immersi ogni giorno nelle loro attività quotidiane”.

In attesa di vedere i numeri, emerge un quadro molto articolato.

“Alcuni negano l’AI, altri ne danno un’accezione negativa, effetto di tutta la retorica che la lega alla perdita di controllo da parte degli umani e a un ipotetico futuro distopico – anticipa Pola – la maggioranza, però, ne è entusiasta o comunque ne ha una visione molto concreta, fatta di servizi commerciali, di brand, di funzionalità, di strumenti intelligenti. L’obiettivo è da un lato di capire quanta consapevolezza c’è nelle persone, ma anche in generale sul mercato. Dobbiamo iniziare a parlarne, ridando centralità ai clienti. Questo è fondamentale perché altrimenti ci si limita a un confronto fra tecnici che rischia di essere un po’ sterile. Non parlarne significa alimentare la disinformazione. Appuntamenti come Experience Matters contribuiscono a calare la tecnologia nel percepito della gente”.

 

Per maggiori informazioni: experiencematters.it.