MARKETING

Nielsen, la trasformazione di consumi tra ristorazione, food delivery ed etnico


18.05.2018
Giovanni Fantasia

di Valeria Zonca


Sebbene sul largo consumo ci sia una previsione positiva sul fine anno, i risultati non saranno confortanti come nel 2017 né lasceranno presupporre che la ripresa si sia strutturata definitivamente.

Questo è il dato ‘piuttosto’ certo emerso ieri durante la conferenza stampa della 34esima edizione de Linkontro Nielsen, che quest’anno è dedicato al tema ‘Nei territori del prossimo futuro. Dove la fantasia dell’uomo incontra l’intelligenza delle macchine’.

“Sicuramente è un momento di incertezza dovuto alla politica e dopo un 2017 che si è chiuso a +2,7% a valore e a +1,7% a volumi, la fotografia di oggi è flat: i volumi dei primi 4 mesi del 2018 restano fermi”, ha introdotto l’amministratore delegato di Nielsen Giovanni Fantasia.

Il progressivo ad aprile 2018 è di +1% a valore e di +0,4% a volume, che si confronta con il pari periodo dello scorso anno che registrava rispettivamente +2,2% e +0,9%. Il trend per aree merceologiche nei primi 4 mesi del 2018 segnala: grocery +1% (valore), +0,4% (volume); bevande: +0,9%, -0,2%; cura casa: -1,3%, -0,5%; cura persona: +0,4%, +0,7%; freddo: +0,1, -0,6; pets: +0,9, +0,2. In particolare, il segmento degli alimenti confezionati registra nei 4 mesi -0,7% a valore e -1% a volume, mentre cresce la domanda del fresco (+4% e +2,6%).

La domanda nasce quindi ‘spontanea’: si tratta di un rallentamento o di una trasformazione?

“Cambia il carrello della spesa degli alimenti di base, con i primi piatti in calo dell’1,1% e la colazione a -1,7%, mentre c’è un balzo dei prodotti pronti da mangiare, al +7,1% (era stato del +6,5% in tutto il 2017, ndr). Da segnalare inoltre la crescita di alcune abitudini come l’aperitivo in casa, +3,8%, i prodotti gourmet, +7%, e gli alimenti di benessere e salute, +5,6%”.

Inoltre, dopo un 2017 che ha visto crescere tutte le aree tra il 2 e il 3%, si registra il calo dell’area 4 Sud e Isole e una stabilità in Area 1.

“Per i cibi acquistati a causa di intolleranze o allergie come i gluten free, nel 2017 si è riscontrata una crescita soprattutto per le referenze che riportano un logo di certificazione sull’etichetta (+3,6%), perché viene premiata la precisione del posizionamento, mentre per i prodotti lifestyle il balzo è stato del 10,7% e si presume che anche per l’anno in corso la tendenza rimanga la stessa”, ha descritto il manager.

“Un altro fenomeno interessante è l’aumento dei piccoli marchi – ha proseguito Fantasia -, come nel caso dell’olio di palma: chi ha iniziato a lanciare prodotti che non lo contenevano ha fatto balzi in avanti, confermando che per le aziende la capacità di adattamento e la velocità di mettere sul mercato nuovi prodotti sono elementi vincenti, indipendentemente dalle dimensioni”.

Sul consumer panel gennaio-marzo 2018, tre aspetti stanno influenzando le tendenze in atto: i ristoranti (sono il 64% gli italiani che hanno mangiato fuori casa almeno una volta nel periodo, di cui il 79% millennial), il food delivery (sono l’8% gli italiani che hanno acquistato cibo pronto a domicilio almeno una volta nella vita, pari a 4,4 milioni, il 31% almeno una volta al mese nei primi 3 mesi del 2018) e l’etnico (+9% a valore e +13% a volume, fonte: GDO, 2018 vs. 2017 marzo), apprezzato da 30 milioni di italiani (56% della popolazione).

Assodato che stiamo diventando meno ‘patriottici’ a tavola, “si sta delineando una trasformazione poliedrica che nasce da quattro fattori che stanno rallentando le vendite dei prodotti FMCG: nuovi bisogni, un nuovo carrello della spesa, la crescita di digitale, mobile e IA che ha creato maggiore appetito per l’innovazione della tavola e dei servizi, l’essere più internazionali in cucina. Non si sta verificando solo ed esclusivamente una contrazione, ma un rimodellamento dei consumi”, ha dichiarato il manager.

Per quanto riguarda la distribuzione, il discount ha accelerato (+1,5% fino alla prima settimana di maggio) anche con l’ingresso di nuovi player come ALDI e Leader Price (insegna francese che entra in Italia con il gruppo CRAI), i supermercati registrano -0,9% e gli iper -3,3,%.

“Anche l’ecommerce sale dell’1,5% e prevediamo una crescita a due cifre per la fine dell’anno – ha spiegato Fantasia -. Ci aspettiamo una reazione veloce della gdo, affinché sappia affrontare la sfida di un carrello della spesa sempre più ricco di prodotti che escono dal perimetro dei consumi ordinari, che rilevano abitudini di consumo più personalizzate e meno prevedibili che non necessariamente rispettano la logica dei volumi attesi all’interno di una congiuntura favorevole”.

Per quanto riguarda il fatturato pubblicitario, le previsioni per il secondo trimestre si attestano tra l’1 e il 2%, comprensive di Search e Social. La tv, calata nel primo trimestre, ha il segno più in aprile e nei mesi successivi contribuirà al risultato finale, soprattutto per la trasmissione di eventi come i Mondiali di calcio”, ha concluso l’ad di Nielsen.

La sessione dei lavori per la business community dei consumi si è aperta ieri pomeriggio con l’intervento ‘Donne di valore’, moderato dalla giornalista Maria Latella, che ha ospitato Nicoletta Alessi Anghini, presidente Goodpoint, Patrizia Caraveo, dirigente di ricerca dell’Istituto nazionale di astrofisica, Katia Da Ros, vice presidente e ad di Irinox, Alessandra Losito, dirigente Pictet Wealth Management Banca Pictet e Roberta Pinotti, ministro della Difesa.