DIGITAL

Doxa presenta il ‘termometro’ digitale degli Italiani


16.05.2018

Il 72,2% degli italiani over 18 è solito connettersi a Internet. Ma il tasso di utilizzo della rete può variare (e parecchio) da un individuo all’altro.

Parola di Doxa che presenta il ‘termometro’ digitale degli italiani. E calcola in 68% il tasso di digitalizzazione medio della popolazione a fine 2017. Registrando un balzo del 4% rispetto ai valori 2016.

Per fissare l’asticella a quota 68% Doxa ha incrociato 5 maxi-voci: frequenza mensile di connessione a Internet; numero di device dai quali ci si collega; quantità e frequenza di canali visitati sul web; partecipazione attiva su blog e forum; e iscrizione e uso dei principali social network.

Sempre tra gli over 18. Con un dato forse ovvio ma ora certificato: più si è giovani più si è attivi online. Il digital gap tra i 18-24enni e gli ultra 55enni è pari a 12 punti percentuali: 73% contro il 61%.

L’altra buona notizia è che non vi è alcuna differenza tra maschi e femmine, entrambi posizionati a quota 68%. Quello che incide semmai sulla cultura digitale è il livello scolastico dei singoli.

Tra chi ha frequentato la sola scuola dell’obbligo il tasso di digitalizzazione media non supera il 60%. Mentre tra i laureati si attesta al 72%. Tra Nord e Sud infine vince il Sud: 69% contro il 67%.

Altro punto importante rilevato dalla ricerca Doxa: l’aumento del tasso di digitalizzazione degli italiani va di pari passo con l’incremento della consapevolezza lato insidie, trabocchetti o altro presenti online.

Un esempio? Il 33% degli italiani digitali dichiara di non fidarsi più delle recensioni online perché conscio del fatto che molte sono false. Un anno fa la percentuale degli scettici non superava 25%. Tuttavia anche tra i più attenti a eventuali trappole l’abitudine a dare una occhiata online è più che radicata.

Tanto è vero che il 76% del totale campione prima di fare un acquisto è solito consultare Internet incrociando recensioni e commenti tra i più diversi (il 3% in più rispetto a un anno prima).

E in caso di spese importanti il 66% è pronto anche a rinunciarvi se il vox populi digitale ne ha decretato l’inutilità o, peggio ancora, l’inefficienza.

Non solo Facebook. Sebbene la creatura di Mark Zuckerberg resti saldamenti in cima alle preferenze degli italiani fronte social network con una penetrazione di oltre il 70% sul totale campione in linea con i risultati 2016, a fare la parte del leone in termini di crescita è Instagram (sempre gruppo Facebook, ndr).

Stando ai dati Doxa, infatti, la piattaforma di condivisione di foto, stories & co, ha archiviato il 2017 a quota 35% contro il 21% messo a segno nel 2016 guadagnandosi così la medaglia d’argento tra i social network più amati. E ancora. Twitter cresce sì e raggiunge il 20%, ma la sua spinta propulsiva pare stia rallentando. Tanto è vero che nel 2014 viaggiava già sul 17%.

A tallonare la piattaforma di microblogging che proprio nel 2017 ha messo a segno un radicale cambio di rotta abbandonando anche il limite dei 140 caratteri, è LinkedIn che vola al 19% contro il 13% di fine 2016, seguito a sorpresa da Pinterest che balza al 16% contro il 9% di 12 mesi fa.