MEDIA

Mediaset si apre alla divulgazione culturale con Focus. Obiettivo 1% di share


15.05.2018
Marco Costa / ©loris t. zambelli - photomovie

di Valeria Zonca


Si accenderà alle ore 21.15 di giovedì 17 maggio Focus, il nuovo canale in chiaro di Mediaset dedicato alla divulgazione culturale posizionato sul tasto 35 del telecomando (e sul 60 di tivùsat) che partirà con la messa in onda di tre prime visioni: Un anno nello Spazio, Un anno nello Spazio: il ritorno e Il complotto di Chernobyl.

Linea editoriale e obiettivi sono stati presentati ieri all’auditorium di Palazzo Mondadori a Segrate. A tenere a battesimo il lancio è stato Carlo Mandelli, direttore generale Periodici Italia del Gruppo Mondadori che è ‘proprietario’ del brand.

Il magazine diretto da Jacopo Loredan, con una total audience stampa e digital di oltre 5 milioni tra lettori e utenti, rafforza così la propria offerta con la nascita del nuovo canale televisivo di Mediaset.

L’alleanza editoriale tra Segrate e Cologno “rientra nell’ambito della strategia intrapresa da Mondadori di creare attorno ai brand più forti dei sistemi di comunicazione con gli obiettivi di raggiungere una audience sempre più ampia che va oltre il magazine, di monetizzare e di contrastare il naturale declino di distribuzione e adv sul mezzo stampa, riproponendo il modello attuato anche nel caso di GialloZafferano per esempio. Con Focus giochiamo nella stessa squadra coniugando il know-how della testata e la capacità dei nostri ‘cugini’ di fare tv”, ha introdotto Mandelli.

Oltre al magazine cartaceo e digitale, presente anche sul territorio per raccontare la scienza dal vivo, sono nate altre testate legate al brand: Focus Extra, Focus Domande e Risposte, Focus Storia, Focus Storia Collection, Focus Storia Wars, Focus Junior, Focus Pico, Focus Wild.

Il sito Focus.it vanta un’audience di oltre 1 milione di utenti unici al mese, la pagina Facebook conta oltre 1.400.000 fan e una app è stata creata appositamente per fruire dei contenuti della rivista cartacea in realtà aumentata. Per Mediaset si tratta di una vera e propria ‘avventura’.

“Il trend dei canali tematici è in salita e nei primi 5 mesi la share delle 24 ore è al 40,8%. Mediaset è a quota 7,2% con le reti pay e al 6,1% con le free, a pari con Rai (6%). E’ quindi molto importante per noi rafforzare la presenza in questo mercato attraverso un canale di divulgazione scientifica che ancora non era presente nel nostro bouquet – ha spiegato Marco Paolini, direttore Palinsesto e Distribuzione del Biscione -. La scelta di Focus, che precedentemente apparteneva a Discovery, soddisfa l’editore su un profilo socio-demografico maschile equilibrato e con livello di istruzione alto e rappresenta una diversità di offerta rispetto alle altre reti. Con il preserale (18.30-21.15) pensiamo a un target allargato a tutta la famiglia. L’obiettivo è quello di confermare gli ascolti ottenuti con la precedente gestione, dello 0,6%, provando ad alzare l’asticella verso l’1%. Alcuni prodotti potrebbero anche traslocare sulle reti generaliste”.

Ci sarà un tema fisso ogni giorno della settimana: domenica natura e animali, il lunedì lo Spazio, il martedì l’antropologia, il mercoledì cicli di documentari; il giovedì film dossier, il venerdì la storia del Novecento, il sabato paranormale e curiosità.

“Una divulgazione seria ma non seriosa e la meraviglia del quotidiano sono i due capisaldi del canale per cui Mediaset ha affrontato un lavoro di scouting su 2 mila titoli di documentari, acquistando 500 ore in prima tv che andranno a riempire i palinsesti dal debutto a dicembre – ha spiegato Marco Costa, direttore Reti tematiche free e pay del broadcaster -. Per caratterizzare meglio Focus, abbiamo deciso di inserire anche cinema e serie tv, acquistando da Fox otto ore in prima visione tv sulle radici dell’Isis e dei foreign fighters, e di presentare un Meteo brandizzato: sono i primi passi per delineare l’identità precisa di Focus con una library che sarà costantemente rinnovata. Spazio anche alle autoproduzioni: Mediaset ha raggiunto un accordo per una coproduzione internazionale dedicata alla storia di Re Erode, prevista per il prossimo autunno”.

Nessuna previsione sulla raccolta adv è stata espressa perché “potrà avere effetti nella seconda parte dell’anno se riusciremo a mantenere le promesse fatte a Publitalia”, ha precisato Paolini.

Sono previste anche azioni in sinergia con Mediamond con pacchetti di offerte per portare in tv clienti con un dna più incline a stampa e web.

“Per Focus è stato fatto un lavoro attento sulla scelta della grafica, che fosse in grado di dare il senso della varietà dei temi proposti, e sul motivo musicale, che fosse identitario, riconoscibile e moderno. Sono stati realizzati con la direzione creativa interna di Mirko Pajè degli spot con voci narranti maschile e femminile per presentare i programmi”, ha proseguito Costa.

Una volta lanciato il canale, è in previsione anche la ricerca di volti noti che possano rappresentarlo (ieri non è arrivata nessuna conferma sull’ingaggio di Roberto Giacobbo). Mediaset, che si prepara ad affrontare un’estate in cui i Mondiali di calcio saranno protagonisti sulle reti in chiaro, è soddisfatta anche dei risultati di 20 partito a inizio aprile e arrivato all’1,2% di share nelle 24 ore e all’1,5% in prime time sul target 25-54 anni, totalizzando tra prima e seconda serata punte tra l’1,7-1,8%.

“Dopo i Mondiali ragioneremo su Italia 2, ora al tasto 120, per riproporlo in una nuova veste nei primi mesi del 2019”, ha concluso Paolini.