CREATIVITY

Il Pubblivoro: il cielo sopra il testimonial


23.04.2018
Giampaolo Rossi

a cura di Giampaolo Rossi (Fabbrica di Lampadine)


La difficoltà nella scelta di un linguaggio, un messaggio e una narrazione per uno spot efficace sta nel trovare il giusto equilibrio tra la necessità di renderlo comprensibile al maggior numero di persone possibile (meglio se nel target) e l’abilità nel differenziarsi per rimanere unici e distinguibili.

Oggi abbiamo scelto tre spot che trovano la loro efficacia in tre ambiti molto diversi.

 

 

Sky punta, come sempre, sul concetto di testimonial per promuovere Sky Q. La scelta cade su Alessandro Cattelan e probabilmente è la migliore di sempre. Cattelan riesce a rappresentare se stesso benissimo. Per trovare un paragone sulla qualità dell’interpretazione bisogna scomodare il N.1, ovvero il mitico Mike Bongiorno capace, con le sue televendite, di cambiare il destino delle aziende moltiplicandone i fatturati. Il segreto nell’utilizzo dei testimonial è la misura. Nulla deve essere poco o troppo, tutto deve essere giusto. Qui l’ironia, il linguaggio, il testo, la postura, l’espressione del viso, il linguaggio del corpo… tutto è misurato. La misura dà l’idea del vero, il fuori misura rimanda invece al falso, ricordando che il testimonial presta la sua opera per denaro e non necessariamente perché crede nel prodotto. Qui Alessandro Cattelan, grazie anche a una regia pensata e a una scrittura semplice ma non banale, interpreta egregiamente se stesso. La cartina tornasole del fatto che sia una pubblicità pensata sta proprio nell’ultima inquadratura, eseguita con bassa profondità di campo e cambio di fuoco, dando quel tocco cinematografico che non guasta.

 

 

Whirlpool invece con ‘Sensing your world’ si ispira all’immaginario collettivo della figura angelica, citando il capolavoro di Wim Wenders Il cielo sopra Berlino. Lo spot inizia evocando l’immagine simbolo del lungometraggio pluripremiato con la figura angelica che osserva il mondo dalla cima di un alto edificio. La metafora dell’angelo e della connessione eterea tra persona ed elettrodomestico riesce a scaldare e umanizzare l’internet delle cose che per definizione non è umano. Anche la scelta delle singole inquadrature, come gli sguardi e le mani che si intrecciano, vanno nella direzione del calore umano e sono coerenti con questo messaggio. Legare l’immagine a un significato che per tutti è positivo con questa scelta è particolarmente riuscito.

 

 

Sony, con i nuovi televisori Bravia, entra nel mondo della fascinazione pura. Siamo nell’epoca del visivo e non c’è niente di meglio che spingere su questo aspetto per promuovere la qualità dei nuovi apparecchi Oled. Niente voce fuori campo, limitate le infrastrutture linguistiche che possono ricondurre lo spettatore alla parte cognitiva per lasciare spazio invece all’emozione e all’esperienza. La spinta verso la ricerca estetica è il centro di questo spot, che gioca sul contrasto notte/giorno mettendo insieme contemporaneamente quello che in natura non è possibile. La scelta musicale è perfetta, le parole del ritornello sono assonanti all’esperienza visiva ma non cadono nel didascalico. Lo spettatore viene rapito da questo gioco di immagini e musica che svelano in continuazione scenari diversi, vivi e in movimento.