DIGITAL

DigitalMDE potenzia le campagne in digital audio con Spot+


17.04.2018
Emanuele Donati, cto & co-founder, Mirko Lagonegro, ceo & co-founder e Davide Panza, cmo & co-founder

DigitalMDE lancia Spot+, un prodotto pubblicitario sviluppato in collaborazione con Triton Digital per potenziare l’offerta commerciale della pubblicità audio digitale nelle radio.

In particolare, con Spot+, gli investitori e le agenzie che acquistano una campagna radiofonica potranno arricchire gli spot veicolati via streaming con una serie di possibilità che solo il digitale offre, come la targetizzazione (per area geografica ad esempio), la gestione di diverse creatività in funzione del target, l’inserimento di un banner cliccabile che porti ad una landing page apposita.

Con questa soluzione tecnologica, a esempio, una catena di negozi potrà acquistare una campagna pubblicitaria sull’audience di una radio e personalizzare la creatività degli spot che verranno ascoltati via streaming in base a diversi parametri di ascolto e misurarne precisamente le performance.

“Questo enrichment digitale non cambia l’ampiezza dell’audience venduta e raggiunta, ma potenzia le possibilità di comunicazione. Essendo spot digitali, questi adottano sia le metriche del comparto, quindi parliamo di impression e CPM invece che di copertura e vendita a spot, sia le possibilità di accogliere anche soluzioni più avanzate come l’abbinamento con una DMP o l’inserimento in campagne di retargeting” ha commentato Davide Panza, cmo e co-founder di DigitalMDE.

Le radio possono dotarsi, quindi, di una soluzione complementare a disposizione di agenzie e inserzionisti che potranno così inserire il Digital Audio a tutti gli effetti nel media mix di pianificazione digitale, integrando e aggiungendo valore alla pianificazione tradizionale broadcast senza alterarne l’audience complessiva.

“Il Digital Audio sta raccogliendo ultimamente un deciso interesse da parte degli interlocutori della filiera dei Media che iniziano ad accorgersi che esiste un mondo dell’audio digitale che non è assimilabile a quello della radio. Una parte la fa Spotify, con la sua affermazione tecnologica e di modalità di fruizione on demand, l’altra la fanno le prerogative digitali del mezzo, soprattutto in chiave di possibilità di pianificazione pubblicitaria in linea con gli altri media moderni, e la nascita di nuovi device, come connected car e smart speaker di cui Google Home è il primo rappresentante, che utilizzano solo i flussi audio trasmessi in streaming” ha concluso Davide Panza.