MEDIA

Par condicio, la replica di Mediaset ai richiami AgCom


24.01.2018

Richiami a diverse emittenti per il mancato rispetto della par condicio sono stati deliberati dall’Agcom in relazione al periodo 15-21 gennaio. Deciso un forte richiamo al TgLa7 per il tempo concesso a M5S e Lega a svantaggio di altri partiti; un forte richiamo a Tg4 e a Studio Aperto in relazione all’elevato tempo di notizia fruito da Forza Italia; un richiamo a Sky Tg24 per l’eccessivo tempo destinato a M5S, LeU e Lega; un richiamo a Rainews per lo squilibrio registrato nei tempi di parola a favore di LeU.

Riceviamo e pubblichiamo la replica di Mediaset:

In merito agli odierni richiami alla par condicio diramati dall’Agcom, Mediaset segnala due anomalie.

La prima: già il fatto che siano coinvolte nei presunti squilibri cinque diverse testate tv nazionali (più altre “varie emittenti”) significa che le norme si stanno rivelando di difficile interpretazione, a meno che si voglia immaginare un illecito comportamento concertato.

In secondo luogo, facciamo notare che le testate Mediaset sono le uniche tra le richiamate a non aver violato i limiti di “tempo di parola”, ovvero il tradizionale parametro con cui si è sempre calcolato lo spazio attribuito a ogni forza politica (dichiarazioni dirette di esponenti e candidati).

I richiami a Mediaset riguardano invece una “new entry” nel campo della par condicio, il “tempo di notizia”, ovvero il tempo dedicato nei tg a titolare e a dare notizia delle posizioni o delle iniziative di questa o quella forza politica, la cui rilevanza giornalistica dipende dai fatti del giorno e dalla sensibilità professionale di ogni singola redazione. Le parole del giornalista, inoltre, non possono presumersi di per sè favorevoli al politico. Il presunto squilibrio calcolato nel richiamo riguarda oltretutto differenze di una manciata di secondi per ogni edizione, secondi che a buon senso non dovrebbero avere effetti sulle fortune dei diversi partiti.

Ribadiamo quindi che, se il calcolo del “tempo di parola” è considerato un criterio oggettivo di valutazione, il computo cronometrico del “tempo di notizia” non può essere considerato in via automatica come favorevole a una forza politica oltre a non assicurare la libertà di commento e critica del giornalista e costituire quindi una forte compressione dell’informazione.

In ogni caso, a riprova della totale buona fede dell’emittente, Mediaset ha già inviato
all’Agcom la scorsa settimana una richiesta di chiarimenti, rimasta ancora senza riscontro, per comprendere come orientare al meglio da qui in avanti il lavoro delle nostre testate. In conclusione, segnaliamo che questo irrigidimento di Agcom avviene in un contesto iper regolato solo per tv e radio. E genera una profonda disparità di trattamento tra tv/radio e il web, il cui notevole impatto nell’orientamento politico è inversamente proporzionale alle norme in materia di par condicio.