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Sanofi a caccia delle buone pratiche da premiare con ‘#PerchéSì’


27.11.2017

La fotografia esclusiva dell’Health Web Observatory registra la sete di informazione a seguito dei cambiamenti legislativi

Dall’estate 2017 è partito in Italia l’obbligo vaccinale su 10 vaccini per tutte le fasce d’età 0-16. Questa estensione ha generato un dibattito nel Paese che ha coinvolto politica, società civile e social media, generando fake news e distorta informazione. Elemento centrale è quindi il ruolo della comunicazione e di una corretta e autorevole informazione sul valore della vaccinazione.

In quest’ottica Sanofi Pasteur lancia #PerchéSì: i vaccini vanno in rete, un contest e un laboratorio per fare rete sulla comunicazione in ambito vaccinale.

Rete, Storytelling e Open innovation, queste le premesse del percorso per creare occasioni di networking con gli attori dell’ecosistema della salute vaccinale: riconoscere l’impegno degli operatori di Sanità Pubblica e Privata nel favorire la corretta informazione sui vaccini. #PercheSi è un progetto multipiattaforma e multi-stakeholder che si sviluppa in un arco temporale allargato, con l’obiettivo di mettere in rete le migliori pratiche nella gestione della comunicazione e dell’informazione da parte di enti accreditati, associazioni, società scientifiche, strutture ospedaliere pubbliche o private.

Il progetto si sviluppa in un contest che intende mettere a fattor comune le ‘buone pratiche’ della comunicazione in ambito vaccinale realizzate negli ultimi 18 mesi in Italia (autunno 2016-2017).

Nel contest verranno messe a confronto le campagne implementate negli ultimi 18 mesi e che riguardano il tema della vaccinazione. Le iscrizioni si apriranno a gennaio 2018 e potranno partecipare Università, centri di ricerca, associazioni, società scientifiche, ASL e distretti sanitari.

Al progetto vincitore, valutato da una giuria composta dai rappresentanti del ‘Calendario per la Vita’ ed esperti di comunicazione, verrà offerto un master intensivo in comunicazione vaccinale in una struttura italiana di eccellenza. Il progetto #PerchéSì offrirà inoltre l’opportunità per il primo hackathon italiano dedicato alla corretta ed efficace comunicazione sui vaccini: un laboratorio di idee con la partecipazione di grafici, designer, startupper, studenti e neolaureati in comunicazione medico-scientifica, freelance legati al mondo del visual e del video, che si confronteranno con gli esperti di comunicazione in quest’ambito, i finalisti del contest, per lo sviluppo di nuove idee comunicative. Le iscrizioni all’hackathon saranno aperte a febbraio 2018. Al team vincitore sarà offerto un viaggio-studio all’Institute of Interaction Design di Copenaghen.

“Siamo orgogliosi di aver creato, attraverso il #MeetSanofi, un ulteriore momento di incontro e di riflessione sul valore della prevenzione, oggi messo quotidianamente in discussione dalle fake news che circolano nel mondo della rete e dei social network – ha dichiarato Mario Merlo, general manager di Sanofi Pasteur Italia e Malta -. In questo senso, il lancio del progetto #PerchéSì rappresenta per Sanofi Pasteur un modo per favorire la condivisione delle idee e dei diversi approcci comunicativi rispetto al tema della vaccinazione, sostenere un dialogo aperto con l’opinione pubblica al fianco di istituzioni e società scientifiche per promuovere la cultura della prevenzione e il suo valore per la persona e per la sanità pubblica”.

Il contest è stato presentato durante l’evento #MeetSanofi ‘#PerchéSì: i vaccini vanno in rete’ tenutosi presso il Talent Garden, a margine del congresso della Società Italiana di Igiene a Torino dal 22 al 25 novembre dove è stata presentata l’analisi ‘I vaccini per l’infanzia sul web’ condotta dall’osservatorio Health Web Observatory.

La ricerca prende in considerazione le ricerche effettuate su web e social network con lo scopo di ottenere informazioni online sulle vaccinazioni pediatriche nel periodo compreso dal 1 agosto al 10 ottobre 2017. Secondo l’Health Web Observatory, quello dei vaccini è un tema grandemente presente sul web.

Il monitoraggio effettuato attraverso parole chiave centrate sul tema ha evidenziato infatti la presenza di oltre 39.500 menzioni in totale in soli tre mesi. E il ruolo dei social appare preponderante, coinvolgendo il 60% delle menzioni analizzate e distribuite soprattutto su Twitter (31%) e Facebook (20%), a fronte del 40% relative ai siti web. I protagonisti delle navigazioni sono soprattutto utenti di una fascia di età intermedia e presumibilmente genitori: il 30% ha un’età anagrafica compresa tra i 45 e i 54 anni e il 23% tra i 35 i 44 anni.

“Il ruolo crescente di Internet come canale di informazione, anche per quanto riguarda la vaccinazione, è stato confermato dal volume delle ricerche effettuate in rete nel periodo di osservazione sul tema vaccini, in cui prevale il ruolo dei social – spiega Ketty Vaccaro, sociologa e Presidente dell’Health Web Observatory -. Purtroppo se si guarda al sentiment che emerge sul web, si nota che quello prevalente è negativo (44% del totale delle menzioni) a fronte di un volume poco inferiore che è neutrale (40%), mentre solo il 16% risulta positivo. Tuttavia le menzioni più popolari nei due canali social più rilevanti – oltre 3milioni e 300mila utenti su Twitter e oltre 1 milione e 100mila su Facebook – sono positive”.