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Massimo Costa (Wpp): “Mercato adv a 2,6% nel 2018. Nuova acquisizione entro l’anno”


13.11.2017
Massimo Costa

Il manager: “Saldo positivo per il gruppo a fine anno. Offriremo più data management e meno creatività tradizionale, perché oggi è più importante profilare”

di Valeria Zonca


Stime del Centro Studi GroupM prevedono una chiusura del mercato adv nel 2017 tra +0,5 e 1%, mentre sul 2018 c’è più ottimismo con una previsione del +2,6%.

Essendo un anno pari, il 2018 godrà di due eventi sportivi di richiamo come le Olimpiadi invernali e i Mondiali di calcio e inoltre si avvarrà anche dei provvedimenti di legge in via di definizione con il conseguente sgravio fiscale: tutto ciò consentirà alle aziende di prevedere investimenti in comunicazione maggiori e su più mezzi e canali.

Queste le dichiarazioni rilasciate a margine dell’evento di venerdì scorso dal country manager di Wpp Massimo Costa che ha aperto e chiuso i lavori del 6° Forum.

“L’Italia rimane un Paese più imprenditoriale che manageriale, legato cioè più alla manifattura che alla cultura del servizio – ha commentato -: questo approccio non aiuta e con la globalizzazione aumenta il rischio di diventare un Paese periferico. È quindi necessario agire in tempi brevi. Per crescere è fondamentale la trasformazione tecnologica e digitale che caratterizzerà la strategia di Wpp nel prossimi biennio. Offriremo più data management e meno declinazioni tradizionali della creatività, perché oggi è più importante profilare che basare tutto su un messaggio. L’Italia è comunque un Paese ‘vecchio’ e le nuove modalità di comunicazione sono difficile”.

Secondo Costa una via da percorrere è quella di “intercettare business come il turismo. Le Città Metropolitane attrattive e moderne possono aiutare la ripresa del Sistema Paese: grazie agli eventi si sono trasformate in un efficace nuovo medium. In questo contesto ci poniamo come partner di comunicazione ideali per chi amministra le città”.

Tutto questo avviene in uno scenario che ha cambiato i paradigmi e che vede tra i protagonisti nuovi player, basti pensare alle società di consulenza che partecipano sempre più spesso a gare per grandi brand, tra cui quelle per il budget digitale di FCA (vedi notizia) e di Eni (poi assegnato a Tbwa\Italia), e per i sistemi di misurazione della reputation di Enel.

“A queste società mancano però tre elementi fondamentali: la creatività, il rapporto tra brand equity e conoscenza e le dinamiche di consumo tra consumatore e marche – ha proseguito Costa -. Per fare bene il nostro lavoro, dovrebbero comprare una società come Wpp o uno dei suoi competitor. Ecco perché noi dobbiamo avere sempre più capacità consulenziale legata ai data che sono la benzina dei media e del digitale. Wpp è il primo gruppo in Italia a possedere i dati e ha iniziato a muoversi in questa direzione già 10 anni fa con l’acquisto di società di ricerche come Kantar o TNS”.

Per quanto riguarda i conti, il gruppo Wpp “ha perso alcuni clienti guadagnandone altri, ma chiuderà l’anno con un saldo positivo. Entro fine anno annunceremo una nuova acquisizione”, ha concluso Costa.

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