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Rai, ricavi adv a -8,2% senza grandi eventi sportivi. Previsto il pareggio a fine anno


27.10.2017
Mario Orfeo

Il Cda Rai, riunitosi ieri a Roma, ha esaminato i dati del bilancio intermedio al 30 giugno 2017 della Rai e quello consolidato del gruppo, illustrati dal direttore generale Mario Orfeo.

Nel periodo preso in esame, Rai mantiene saldamente la leadership degli ascolti televisivi sia sull’intera giornata (37,2%) sia sul prime time (39,3%) nonché quella sui programmi più visti.

La nota ufficiale segnala in particolare la forte crescita di Rai4, i molteplici segnali di rinnovamento e vitalità offerti dalla radiofonia e le positive performance dell’offerta web e social trainata da Rai Play.

I risultati del primo semestre del 2017 hanno risentito principalmente della contrazione dei ricavi da canone per complessivi 35,4 milioni di euro (-3,8%), in conseguenza della diminuzione da 100 a 90 euro dell’importo unitario dei canoni ordinari nonché della riduzione (dal 67% al 50%), prevista dal vigente quadro normativo, della quota a favore di Rai dei maggiori importi derivanti dalla riscossione del canone in bolletta (cosiddetto extra-gettito).

In contrazione anche l’andamento dei ricavi pubblicitari (in riduzione nel periodo per 30,6 milioni di euro pari all’8,2%) che scontano l’assenza dei grandi eventi sportivi presenti nel primo semestre 2016.

Il bilancio consolidato del Gruppo Rai chiude pertanto il primo semestre con una perdita di 2,2 milioni di euro, contro l’utile di 33,4 milioni di euro registrato nell’analogo periodo del 2016.

L’utile ante imposte è stato positivo e pari, nel periodo, a 1,7 milioni di euro, rispetto a un utile di 49,1 milioni di euro dello stesso semestre del 2016. Dal punto di vista finanziario, l’indebitamento complessivo del gruppo al 30 giugno 2017 si è ridotto a 60,3 milioni di euro, rispetto ai 128,5 milioni di euro del 30 giugno 2016.

Per quanto riguarda l’esercizio 2017 viene confermato, in linea con le ipotesi di budget, un risultato di sostanziale pareggio.

La capogruppo evidenzia nel semestre un utile netto pari a 47,1 milioni di euro contro quello pari a 66,2 milioni di euro registrato nell’analogo periodo dell’esercizio precedente. Il Cda ha inoltre anche esaminato lo schema generale del nuovo Contratto di servizio.

In apertura di seduta, il Cda ha espresso all’unanimità la sua solidarietà alla presidente Monica Maggioni ribadendo che il suo operato è sempre stato in linea con il mandato editoriale e i principi dell’azienda di Servizio Pubblico.

Il nuovo Contratto di Servizio a gennaio 2018

Il nuovo Contratto di Servizio della Rai, esaminato ieri dal Cda, dovrebbe entrare in vigore a gennaio 2018 e avere una durata di 5 anni.

Tra le novità contenute nel documento, che ora passerà al vaglio della Commissione Parlamentare di Vigilanza per poi tornare in Cda per la definitiva approvazione, ci sono il lancio di un nuovo canale in lingua inglese che racconterà il nostro Paese agli stranieri e l’obbligo di acquistare trasmissioni originali da piccoli produttori indipendenti per almeno 2 milioni nel 2018 e per almeno 3 dal 2019.

Quanto ai canali Rai ‘oscurati’ su Sky, la tv di Stato ‘dovrà’ offrire tutte le sue trasmissioni anche agli editori del satellite e alle pay-tv.

Nello stesso tempo, sarà suo diritto chiedere che Sky paghi dei soldi per la trasmissione dei canali del servizio pubblico. L’azienda, inoltre, dovrà sottotitolare almeno l’80% dei programmi ed eliminare la pubblicità da ogni suo canale per bambini. Previsto, infine, un nuovo canale dedicato alla vita politica.

Rai Pubblicità: ottimi risultati sul target degli ‘Spendenti’

Alessandra Mapelli

I primi dati di ascolto del periodo autunnale, dal 10 settembre al 14 ottobre, evidenziano la crescita del gruppo Rai sia sul fronte degli ‘Individui’, sia su quello degli ‘Spendenti’ e un ampliamento del gap nei confronti di Mediaset di oltre un punto.

È quanto comunica la concessionaria Rai Pubblicità in una nota.

In particolare, l’analisi dei dati per fascia oraria sul target più pregiato degli ‘Spendenti’ evidenzia lo stacco di Rai di 14 punti vs Mediaset nei programmi del mattino, grazie agli ottimi risultati di Rai 1, Rai 4 e Rai Premium.

Anche nella fascia meridiana Rai aumenta il vantaggio rispetto a tutti i competitor e consegue una differenza di share del +10% rispetto a Mediaset. Gli incrementi di Rai sono invece più moderati nel pomeriggio, ma invertono la tendenza dello scorso anno.

La forbice nei confronti del concorrente è del +1,6%. Rai detiene il 46% del totale ascolto nel preserale con un gap di quasi 20 punti di share rispetto a tutti gli altri gruppi.

Nella fascia access registra la crescita maggiore (+12%) mentre lo stacco sul concorrente è del 12%, merito della performance di Rai 1 che aumenta gli ascolti del 20% sull’anno precedente. Infine, i dati di prima serata riconfermano la leadership di Rai con un gap di 9 punti rispetto a Mediaset.

Risultati positivi, dunque, all’inizio di una stagione tv ancora lunga, che attestano la forza del prodotto Rai a beneficio dell’offerta pubblicitaria, come sottolinea Alessandra Mapelli, Marketing Prodotto Tv Director di Rai Pubblicità.

Rai 1 si conferma il canale trainante del gruppo, in particolare nei segmenti Fiction, Intrattenimento e Sport.

“La fiction è da sempre il pilastro del canale, un genere sempre rinnovato nei temi, nel linguaggio e nelle sceneggiature con cast e regie di altissimo livello, un grande sforzo produttivo di Rai in collaborazione con le più importanti case di produzione che sforna circa 20 titoli all’anno per oltre 110 serate di sicuro successo di pubblico – sottolinea Mapelli -. Quanto all’intrattenimento, Rai1 vira verso l’approfondimento leggero con la nuova edizione di Che Tempo Che Fa che, rispetto alla programmazione dello scorso anno su Rai3, recupera oltre 2 milioni di telespettatori risultando più performante anche rispetto alle domeniche della stessa Rai1 di un anno fa (+17% individui) con ascolti estremamente importanti sul target ‘Spendenti’ che permettono a Fazio di risultare superiore alla concorrenza in tutte le fasce di sovrapposizione. Chiude il quadro l’ottimo riscontro ottenuto il lunedì da Che Fuori Tempo Che Fa che risulta essere il programma di attualità di seconda serata più seguito della stagione”.

“Impossibile non citare poi il venerdì sera che si conferma un pilastro della programmazione autunnale di Rai1 grazie a Carlo Conti e al suo Tale e Quale Show – continua Mapelli- un format consolidato che permette alla rete sia di ottenere elevate performance di ascolti (media di 4,6 milioni di individui) sia di intercettare pubblico pregiato e di qualità. Per quanto riguarda lo sport, inoltre, la Nazionale degli azzurri sta ancora lottando per qualificarsi ai prossimi Mondiali e ci ha regalato già 2 incontri con un media di ascolti che sfiorano gli 8 milioni di telespettatori, in attesa dei play off che si disputeranno a novembre”.

Il vantaggio della Rai, prosegue la manager, sta quindi nella capacità di “raggiungere i più alti volumi di ascolto grazie alle coperture assicurate dalla tv generalista tradizionale e di farlo su un pubblico profilato sui target più pregiati e qualitativamente più importanti, un profilo quasi da pay tv. Questo connubio rende Rai uno straordinario veicolo per la comunicazione pubblicitaria. Entrando nel dettaglio degli ascolti gli elevatissimi indici di concentrazione sul target ‘Spendenti’ fanno registrare, in prima serata, una share superiore al 38% che stacca il primo competitor di quasi 9 punti”.

Molto positivo, infine, il contributo dei canali specializzati: “In questo inizio stagione nel comparto delle digitali terrestri FTA le migliori performance sono state raggiunte dal bouquet Rai che ha registrato un incremento medio verso l’autunno del 2016 del 30% – conclude Mapelli -. In particolare a crescere sono state Rai4 e Rai Premium con ottimi risultati in tutte le fasce della giornata, con variazioni impressionanti soprattutto nelle fasce della meridiana e del pomeriggio (mediamente +130% per Rai4, +70% per Rai Premium). In prima serata, inoltre, il contributo di Rai4 si conferma fondamentale con picchi di ascolto che hanno raggiunto il 3,5% di share sugli individui e il 4,7% sui 25/54: numeri che non hanno nulla da invidiare alla tv generalista tradizionale e alle semi-generaliste degli altri editori”.