CREATIVITY

Un 2017 a +14% per IPG Mediabrands/McCann Worldgroup in Italia


25.10.2017
Giuseppe Caiazza

di Andrea Crocioni


Ieri, la giornata milanese di presentazione della ricerca ‘Truth about Age’, curata da McCann Truth Central, è stata l’occasione per fare il punto sull’andamento del 2017 di IPG Mediabrands/McCann Worldgroup in Italia.

“Quello che si sta per chiudere è un buon anno per tre motivi – ha sottolineato il Ceo del Gruppo, Giuseppe Caiazza -. Innanzitutto registriamo una crescita complessiva intorno al 14%. L’incremento riguarda sia il media sia la parte creativa, con un incremento leggermente superiore per il primo. Il secondo motivo riguarda il valore creativo che ci ha consentito di fare incetta di premi: la qualità del lavoro di McCann è lo specchio dei talenti presenti in agenzia. Il terzo punto è la nostra proposta integrata che paga in termini di soddisfazione del cliente e ci consente di avere un più alto tasso di vittoria nelle gare, come nel caso di Alfasigma”.

E proprio la casa farmaceutica italiana è stata una delle ultime conquiste di Initiative Italia.

“Chiuderemo il 2017 mettendo a segno una crescita double digit sia come billing e sia come ricavi”, ha detto il General Manager Andrea Sinisi che ha identificato nei dati e nell’innovazione la scommessa vincente della centrale media.

Positivo anche l’andamento dell’altra sigla di IPG Mediabrands come ha confermato il General Manager di UM Carlo Messori Roncaglia: “Anche per noi questo è un anno positivo, ci siamo mossi bene a livello di new business sia a livello globale sia localmente. Fra i nuovi incarichi ci sono GoPro, Spotify, Accenture, Fitbit e Carlsberg che da gennaio in Italia verrà gestito proprio da UM”.

È tornato sul tema della qualità creativa, invece, Daniele Cobianchi, Ceo di McCann e vice president di McCann Worldgroup: “Il 2017 per noi è stato l’anno di riconoscimenti internazionali molto importanti. Si tratta del coronamento di un percorso di tre anni che ci ha consentito di costruire un team creativo di altissimo livello”.

Il compito di tracciare il quadro internazionale per il network è toccato a Luca Lindner, Global President McCann Worldgroup: “L’andamento del business quest’anno è stato nel complesso buono. Le nostre preoccupazioni si concentrano più sul prossimo anno, alla luce del fatto che molti clienti hanno rallentato sul fronte della comunicazione. Nel 2018 sarà più dura del solito sia a livello globale sia in Europa. L’Italia merita un discorso a pare. Inziamo a vedere i frutti del lavoro portato avanti da Giuseppe Caiazza, ma è un piano che va valutato nell’arco di un triennio”.

Lindner si è poi espresso sulle ipotesi di acquisizione delle holding della comunicazione internazionale da parte dei giganti della consulenza: “Non credo sia una loro priorità. Al centro del nostro business ci sono la creatività, l’irrazionalità, la magia, sono mondi molto distanti. Le società di consulenza poi hanno margini economici molto più alti. Le poche gare che facciamo contro di loro hanno una forte connotazione tecnologia. Per quanto riguarda noi, non vedo tanto il senso di imitarli, dobbiamo competere arricchendo il nostro know-how,dando ai clienti accesso a menti strategiche all’interno delle nostre realtà”.