MARKETING

La sfida delle aziende nell’economia 4.0: essere agili attraverso la trasformazione digitale


22.05.2017
Elio Catania

lI 2016 è stato un anno chiave che ha visto il digitale al centro della politica di crescita del Paese. Il 2017 deve essere una ‘discesa in campo’

di Cinzia Pizzo

La seconda giornata di lavori de Linkontro Nielsen si è aperta con l’intervento dal titolo ‘L’economia va nonostante tutto’ a cura di Francesco Daveri dell’Università Cattolica di Piacenza.

Il professore ha evidenziato come nonostante la Brexit, l’elezione di Trump negli Stati Uniti, il mancato passaggio del referendum costituzionale in Italia e il rischio all’ascesa del Front Nationale in Francia le economie e le borse “abbiano tirato dritto trascinando i mercati, anche quello italiano. La ripresa dell’Eurozona ha favorito un contesto di maggiore stabilità”.

Focalizzando l’attenzione sull’Italia, lo studio di Daveri sul periodo 2017-2018 ha segnalato il ritorno del Pil e dell’inflazione intorno al +1%, con una possibile riduzione del rapporto debito/Pil confermata anche dall’Ocse.

Francesco Daveri

“Questo scenario permette di guardare al futuro in modo positivo – ha commentato Daveri -. L’inflazione può essere un condizione favorevole per le aziende. Dall’altra parte però ci sono i consumatori, il cui potere d’acquisto non è favorito dal fatto che la forbice prezzi-salari ha cambiato segno e si è molto ampliata nel 2017. La ripresa dei consumi, iniziata con gli 80 euro in busta paga si è appiattita, quindi c’è bisogno di riforme e l’investimento è il modo migliore per cogliere le opportunità”.

Dell’importanza degli investimenti in innovazione ha parlato anche Elio Catania, presidente di Confindustria Digitale, nel discorso successivo ‘Industria 4.0, economia digitale e innovazione’.

“Sono stati calcolati circa 25 miliardi di euro di mancati investimenti all’anno in tecnologia in Italia. Tutto è iniziato, e non a caso, nel 2000 con l’avvento di internet – ha spiegato Catania -. I tempi del business si sono accorciati molto grazie al web. Le aziende devono sapere che la sfida tempo è fondamentale non solo per competere, ma proprio per sopravvivere. Ci sono imprese che, indipendentemente dai settori competenza, hanno cavalcato la trasformazione digitale con effetti positivi in termini di marginalità. Ma sono delle eccellenze, perché molte PMI non hanno fatto questo salto segnando un ritardo nella trasformazione digitale”.

Il presidente di Confindustria Digitale ha esortato poi a cogliere le opportunità di pervasività e accelerazione offerte dal web e a rimettere in discussione i processi operativi aziendali.

“Le imprese che hanno intrapreso un percorso 4.0 incominciano a beneficiarne. Il 2016 è stato un anno chiave che ha visto il digitale al centro della politica di crescita del Paese. Il 2017 deve essere una discesa in campo”.


L’agilità secondo Coca-Cola, Facebook, Ferrero, Unilever e Nestlé 

Sul palco de Linkontro la tavola rotonda ‘Agili per gestire la complessità dei mercati’, coordinata da Maria Cristina Alfieri, direttore editoriale di Food, ha riunito i vertici di alcuni grandi player che si sono confrontati sul concetto di agilità aziendale.

I protagonisti sono stati Vitaliy Novikov, amministratore delegato di Coca-Cola HBC Italia, Luca Colombo, country manager di Facebook Italia, Alessandro d’Este, presidente e ad di Ferrero Italy, Angelo Trocchia, presidente e ad di Unilver Italia, Leo Wencel, presidente e ad di Nestlé Italia. Ogni manager ha condensato in una parola il concetto di agilità per la propria impresa e illustrato come si è declinata nella propria strategia aziendale.

Flessibilità è la parola che riassume il concetto di agilità secondo il vertice di Coca-Cola HBC Italia: “Bisogna cambiare mantenendo obiettivi strategici. La nostra azienda lo ha fatto seguendo i trend salutistici del consumatore e lanciando in poco tempo quattro nuovi prodotti che rispondono a questa esigenza: Coca-Cola Lemon, Coca-Cola Life, Coca-Cola Zero, e Sprite con il 75% di calorie in meno”.

Per Luca Colombo di Facebook “agilità è cultura, un set di valori importanti da trasmettere”.

Il manager ha confermato la centralità del mobile nella strategia dell’azienda: “24 milioni di persone accedono alla nostra piattaforma social e 22 milioni lo fanno da mobile. Si sta arricchendo anche l’instant messaging, su cui Facebook sta focalizzando l’attenzione perché è un’area in crescita e sarà lo strumento principale per comunicare in futuro”.

“Agilità è adattamento: l’attitudine a fare, sbagliare, correggere – ha dichiarato D’Este di Ferrero -. La nostra  strategia ha visto al centro una serie di iniziative di attivazione emozionale per il consumatore, in comunicazione come nel punto vendita, che ha aumentato il valore percepito del brand e ci ha condotto a una crescita”.

Per Unilever “agilità è trad-innovation: reinventarci all’interno dei valori dei nostri brand – ha spiegato Trocchia dal palco -. Per questo negli ultimi due anni abbiamo fatto un percorso di digitalizzazione culturale che ha interessato il marketing dei nostri brand, puntando molto sull’engagement e sull’attivazione del consumatore”.

Infine la prova di agilità di Nestlé è sintetizzata dalla parola “azione, la volontà di cambiare in velocità – ha spiegato Wencel -. L’agilità di Nestlé oggi passa dalla focalizzazione su alcuni brand e prodotti che rispondono maggiormente alle esigenze del mercato, con la volontà di essere più incisivi solo in alcuni comparti”.

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