DIGITAL

Netcomm Forum, in Italia nel 2017 l’(e)commerce crescerà del 16%


11.05.2017
Roberto Liscia

di Fiorella Cipolletta


In Italia son ben 21 milioni gli affezionati allo shopping online. L’ecommerce, che in futuro è destinato a  chiamarsi semplicemente commerce, quest’anno crescerà del 16% e il valore degli acquisti raggiungerà i 23,1 miliardi di euro solo per il mercato italiano.

“Il digitale non è più il futuro, ma interessa moltissimi aspetti della vita quotidiana del consumatore. È in atto un cambiamento sistemico di acquisto e offerta che coinvolge alcuni fattori importanti del commercio elettronico – ha sottolineato dal palco del Netcomm Forum Roberto Liscia, presidente di Netcomm -. Oggi siamo entrati a tutti gli effetti nell’era dell’omnicanalità. Una nuova fase che definisco di e-commerce conversazionale, in cui l’offerta di acquisto supera le suddivisioni tra fisico e virtuale. Il consumatore è alla ricerca di esperienze e di acquisti semplici e veloci, che continuino nel tempo attraverso una vera e propria conversazione. Le imprese italiane che vogliono eccellere devono ripensare alla propria relazione con l’utente, offrendogli un’esperienza e un supporto che accompagni l’utente nel processo decisionale. Siamo nel paradigma del retail always connected, il processo di acquisto è diffuso nel tempo e nello spazio. Lo shopping non è un atto, ma un processo. E sta svanendo quel mondo a silos che differenziava fra B2B o B2C”.

In questo contesto in continua evoluzione la chiave del successo competitivo “è creare un’esperienza di unified commerce – ha continuato Liscia – dove online e offline e i diversi device si mescolano in un nuovo ecosistema esperienziale”.

Nel 2016 sono stati acquistati nel mondo beni e servizi online per circa 2.600 miliardi di euro, registrando una crescita del 17% rispetto al 2015 e i consumatori che acquistano online hanno raggiunto la quota di 1,4 miliardi. Per quanto riguarda i consumatori italiani che nel primo trimestre hanno acquistato online, sono passati da 18,7 milioni dello scorso anno a 20,9 con 12,2 milioni di famiglie italiane (oltre la metà del totale) che hanno adottato lo shopping digitale, secondo i dati della ricerca Net Retail, elaborata da Human Highway per Netcomm.

L’e-commerce italiano è destinato, quindi, a crescere nel 2017 a doppia cifra. Quest’anno la domanda sarà trainata dai prodotti e in particolare tra i più performanti troviamo due settori particolarmente rappresentativi del made in Italy, ossia il Food&Grocery (+37%) che da 593 milioni di euro del 2016 passa a ben 812 milioni e l’Arredamento & Home Living a quota 847 milioni (+27%). Vanno molto bene anche l’lnformatica & Elettronica con 3.695 milioni (+26%), l’Abbigliamento con 2.384 milioni di euro (+23%) e l’Editoria che sfiora gli 800 milioni (+18%).

Nell’ambito dei servizi, il turismo continua la sua crescita, sebbene leggermente ridotta rispetto al 2016, registrando un incremento del 9% con un valore della domanda pari a 9.347 milioni di euro, seguita dalle Assicurazioni che crescono del 6% sfiorando 1.300 milioni.

“Gli acquisti e-commerce di prodotto (+25%) cresceranno nel 2017 ben più di quelli di servizio (+8%) e, per la prima volta nella storia dell’e-commerce italiano, il mercato dei prodotti varrà tanto quanto quello dei servizi (11,5 miliardi di euro) – ha aggiunto Riccardo Mangiaracina, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano -. Il peso dell’eCommerce sul totale acquisti retail degli italiani raggiungerà il 5,6%. Il Food&Grocery si conferma essere uno dei comparti più performanti, grazie a una crescita del 37%, insieme con l’Arredamento e Home Living (+27%) e all’Informatica ed Elettronica (+26%)”. In aumento del 52% gli acquisti via smartphone, con il mobile che pesa per un terzo sul mercato e-commerce nazionale.

“In Italia esiste ormai il compratore familiare multidevice – sottolinea Roberto Liscia, presidente Netcomm -, ossia una persona, meglio identificata come millennials capace di gestire lo shopping sui device (smartphone, laptop e tablet) che non solo ha una frequenza di acquisto maggiore, ma è anche multicanale e compra di più offline”.

Ancora una volta lo smartphone diventa il vero protagonista, capace di ricomporre la frammentazione delle nostre relazioni e conversazioni in un diverso assetto. I dati del Net Retail dimostrano che chi usa 3 device (pc, mobile, tablet) spende in media 2 volte di più di chi utilizza solo il pc, così come l’everywhere shopper compra di più in tutti i canali e usa lo smartphone per orientarsi e acquistare offline. Tra i settori in Italia maggiormente coinvolti dalla trasformazione digitale c’è, secondo i risultati della ricerca, il retail, mentre il cambiamento in atto nel mercato e-commerce non riguarda solo le modalità di acquisto ma soprattutto la convergenza tra i canali fisici e digitali, che stanno creando un nuovo ecosistema di ‘always connected retail’.

“Oggi l’offerta dell’e-commerce nel nostro Paese è così completa e matura che sorprende notare come ci siano ancora più di 10 milioni di persone – commenta Giacomo Fusina, curatore della ricerca Net Retail – utenti regolari di internet, che non acquistano online. Tuttavia l’online sta modificando il comportamento d’acquisto degli italiani in misura molto maggiore di quanto si rileva nei dati dell’ecommerce. Il digitale pervade la nostra vita ed entra con lo smartphone nei negozi influenzando una quota significativa di acquisti tradizionali, nell’ordine dei 10 miliardi di euro nel 2016”.

Quest’anno gli acquisti digitali in campo B2C per la prima volta suggelleranno la parità fra prodotti e servizi, con scontrino medio, rispettivamente, di 80 e 230 euro, pagati prevalentemente con carta di credito e Paypal. Infatti gli acquisti online sono in gran parte pagati al momento dell’ordine e tramite sistemi basati sulle carte: solo nell’8,8% dei casi vengono saldati alla consegna o nel momento di utilizzo del servizio. In Italia il pagamento online contestualmente all’acquisto risulta in crescita alla fine dell’anno, dall’86,2% di inizio 2014 al 91,2% di marzo 2017.